lunedì 28 marzo 2011

Università, tagli e "buone" notizie

Chiedo scusa a tutti i miei lettori abituali per questo breve periodo di assenza. Le cose da fare sono tante e non sempre si ha tempo e/o voglia di scrivere qualche cosa.

Bene dopo questa breve parentesi , torniamo ai fatti.
Oggi ho avuto un "splendida" notizia. Una di quelle news che ti sistemano la giornata.
Stamane sono andata a parlare con un mio professore, perchè volevo chiedergli dei chiarimenti su due dei corsi che lui tiene. Bene ho saputo che quasti corsi in realtà non esistono più. Ma come? E io che me li ritrovo nel mio piano di studi? Il mio professore, che come sempre è gentilissimo e disponibilissimo, mi ha detto in maniera garbata e con un bel giro di parole, che . . . bhè insomma aveta capito, non fatemi essere scurrile. In parole povere mi attacco al tram.
Non essendoci corso, dovrò studiarmeli da solo e le prove di laboratorio . . . pure, perchè poi agli esami c'è tutto (nessuno sconto). Come dicevo, fortunamtamente è un tipino gentile, che mi ha detto che in qualunque momento è a mia disposizione, però capite che non è esattamente la stessa cosa. Ahh che bello!
Il perchè di queste soppressioni? Bhè non è difficile intuirlo. Grazie alle nuove tecniche di tagli (ho già scritto diversi articoli su questo argomento, sia sul blog che su Agoravox) senza se e senza ma, disposti da questo governo, nella persona del nostro amato ministro, l'Università si ritrova con un pacco di soldi in meno (da cui l'aumento smisurato di tasse). E non solo, anche i nuovi metodi di assegnazione dei fondi, non sono proprio chiari ed equi (ma su questo potrei scrivere un tomo), visto che tra le voci di cui si tiene conto c'è anche:
  • Numero di laureati che trovano occupazione in 3 anni (20%)
Questa è solo una delle voci (che però influenza per il 20%). Pare chiaro che la scelta dei criteri di valutazione è politica. Questo parametro, ma non solo questo, dipende fortemente dal contesto socio economico in cui opera ciascun Ateneo, e su cui i singoli Atenei hanno nessuna o poca capacità di intervento. Se un laureato del meridione di Italia non trova occupazione nel giro di pochi mesi è colpa del corso di laurea frequentato o della scarsa offerta di lavoro presente nel territorio?Tant'è vero che la maggior parte dei tagli sono stati per Università del centro-sud.
E potrei continuare. Ma torniamo al mio problema. Questo taglio drastico, ha fatto si che alcuni corsi venissero accorpati, o modificati o . . . .
Con i  miei, che sono di un'ordinamento vecchio come il cucco, si è pensato bene di fare economia.
E meno male che Lecce, rispetto ad altri Atenei, si è potuta "salvare" grazie ad alcune sue eccellenze indiscusse [1] [1.maurizio] [2] [3] ad esempio, e ai sui numerosi brevetti e ricerche, ma non è bastato.
D'altronde anche il Rettore teme il peggio, ascoltate questa dichiarazione (anche se ad essere sinceri non si capisce granchè, ed è strano conoscendolo):


Vabbè, vi ho messo al corrente di alcune nuove, purtroppo non buone nuove.

1 commento:

Anonimo ha detto...

proprio iei pom. l'UDU, dopo una protesta lunga + di un mese, è riuscita a far approvare dal CdA una delle sue 3 proposte che farà abbassare la pressione fisscale del 48%.