martedì 1 marzo 2011

Non è vero che chi ha vinto le elezioni è legittimato a governare

Voglio proporvi questa lettera non mia che ho trovato sul sito di AgoraVox, perchè la trovo molto interessante. Colgo l'occasione per ringraziare della concessione alla pubblicazione Alfadixit.

Dopo aver letto la lettera, ognuno poi può essere d'accordo o no, magari obiettare su alcune cose, comunque io l'ho trovata interessante e quindi . . . ecco la lettera:

Appunti di una lettrice che, pur avendo votato l’attuale esecutivo, è anche convinta di non aver firmato alcuna cambiale “in bianco”, che non basta cioè dire che chi ha vinto le elezioni è legittimato a governare se poi elude le promesse e tradisce gli impegni con gli elettori.

Spett. Redazione scrivo perché desidero intervenire nel dibattito, che sento fervente ed attuale, sulla legittimità a governare da parte di chi è stato eletto. Mi sento di dire, a tal proposito, che sia una colossale bugia affermare che l'attuale governo sia legittimato dagli elettori. La solita menzogna mediatica. E’ stato eletto, è vero, a larga maggioranza, due anni fa, ma in forza di una legge elettorale, altrimenti detta "porcata", che non consente ai cittadini neppure la scelta dei loro rappresentanti i quali sono, invece, nominati dal premier e non certo sulla base delle loro capacità, ma piuttosto per interesse, per raccomandazione, ignorando pertanto valori come cultura, moralità, senso dello stato, serietà. Ciò che importa è che siano fedelissimi al sistema. Questo spiega come, ormai da tempo, si siano erette le barricate in parlamento, che di fatto ne bloccano il funzionamento, al fine di “far quadrato” attorno agli interessi personali di pochi. Ma è stato soprattutto eletto sulla base di un programma che comprendeva, fra l’altro, l’abolizione delle province, riduzione dei parlamentari e costi della politica, il federalismo, la riduzione delle tasse e riforma fiscale, la riforma della giustizia. Inoltre ha giurato sulla costituzione di servire il paese osservando le leggi della repubblica, ha giurato fedeltà, onore, dignità, ha giurato, insomma, di attenersi alle leggi morali e di decenza che la posizione impone. Da elettrice e cittadina non posso che constatare come tutto ciò sia stato completamente disatteso, come sia stata “violentata” la fiducia che gli ho consegnato, per perseguire interessi privati calpestando inoltre la dignità e reputazione del paese. Non basta certo dire che chi ha vinto le elezioni è legittimato a governare se poi elude le promesse, umilia i principi, tradisce insomma gli impegni con gli elettori. Io, votando, non ho firmato nessuna “cambiale in bianco”, nessun assegno sulla fiducia, sono un cittadino, non un suddito e, d’altro canto, chi è stato eletto ha assunto l’impegno verso i cittadini di realizzare quanto concordato, non di perseguire altro, nascondendosi poi furbescamente dietro la legittimazione popolare.
Di riduzione dei parlamentari e delle province non se ne parla neppure. Tutto morto nonostante si possa fare moltissimo per il paese.
La riforma fiscale e riduzione delle tasse ha portato poi ad alcuni "gioielli" di alta finanza creativa. Abolizione dell’ICI per tutti. Faccio notare come tale provvedimento fosse già in qualche modo presente per le prime case di fascia “bassa”, cioè più popolari. L’estensione a tutti implica che un attico a piazza Navona da diversi milioni di euro, accatastato come prima casa, sarà detassato come un monolocale piano terra ad Abbiategrasso. Il ricco risparmierà diverse migliaia di euro, il povero niente. Un colpo di propaganda, uno strano Robin Hood che ruba ai poveri per dare ai ricchi. Un altro esemplare provvedimento in tema di tasse è stato lo scudo fiscale, l’àncora miracolosa, seppur non nuova, per gli evasori e tangentisti che ha peraltro portato alla regolarizzazione di capitali che sono, poi, tornati all’estero, ma stavolta “ripuliti”, legalizzati. E non ci dimentichiamo i soliti condoni, la depenalizzazione del falso in bilancio, sempre realizzata qualche anno fa, autentica manna per la “cricca”. Anche qui mi sarei aspettata meno burocrazia, una politica per i giovani, i più disoccupati d’Europa, fondi per la ricerca per evitare l’indegna e atavica fuga di cervelli, una seria politica contro la corruzione, il malaffare, l’evasione fiscale, magari tassando beni e patrimoni riducendo al contempo la pressione sui redditi da lavoro. La possibilità di portare in detrazione le spese mediche, della casa e in generale di quei beni e servizi dove l’evasione è maggiore, tracciabilità dei pagamenti, solo per fare qualche esempio, peraltro ben noti al ministro Tremonti. Invece nulla, anzi, il contrario. Il malaffare cresce in maniera esponenziale. D’altra parte, come si dice, “il pesce puzza dalla testa” e l’anomala e perversa commistione politico-economica che contraddistingue l’attuale governo non può che reggersi sulla corruzione che “olia” a dovere il sistema. Pratica purtroppo tristemente nota nel nostro paese da molto, troppo tempo. Pensavo l’avessimo debellata ed invece, come la fenice, è risorta molto, ma molto più forte di prima.
Il federalismo al momento non c’è. Mi aspetterei il senato federale, la riduzione dei parlamentari, autonomia delle regioni, maggiore responsabilizzazione degli amministratori locali, più attenzione al territorio, gestione locale delle tasse sulla base di costi certi. Concetti di efficienza noti da sempre nelle aziende. Dopo due anni si litiga senza concludere e se si concluderà sarà più un “pastrocchio” per accontentare la lega che non un serio provvedimento. Comunque vedremo.
La riforma della giustizia dovrebbe risolvere, tra l’altro, l’annoso problema della lunghezza dei processi, sanzionato più volte anche dall’Unione Europea. Mi sarei aspettata provvedimenti come la separazione delle carriere, magari l’abolizione di un grado di giudizio, la semplificazione della burocrazia, più risorse, supporti informatici migliori, maggiore efficienza e responsabilità dei magistrati, il pagamento totale delle spese per chi perde le cause in modo da disincentivare la “rissosità”, una riforma delle carceri portando magari il lavoro dentro gli istituti di pena, o qualcosa di simile. Ci sono moltissime idee efficaci e di poco costo. Ed invece, dopo due anni, il colpo di genio. Hanno pensato di abolire i processi e le intercettazioni, così tanto per rispettare la “privacy”. E pensare che in Italia, dice il Censis, circa un quarto della popolazione ha a che fare con organizzazioni malavitose. Ed abbiamo anche il record di parlamentari inquisiti. Ma, un’idea migliore ci sarebbe. Aboliamo i reati. Rendiamo legale rubare, corrompere, prostituirsi, rendiamo legale la mafia così non avremo più processi ed il gioco è fatto. E perfino gli odiati magistrati saranno inutili. Tutto risolto, minimo sforzo massimo rendimento, tanto i cittadini non contano.
E che dire poi dell’indegno comportamento morale e civile che infanga la dignità del paese, Una vergogna che non mi appartiene, benchè lo abbia votato, che non può appartenere a nessun cittadino cristiano o meno che abbia a cuore la nazione. Se sono contraria a tutto ciò è forse giustizialismo? O sarà elementare giustizia.
Per fortuna qualche segno di risveglio da parte nostra, sonnacchiosi cittadini teledipendenti, sembra esserci. Certamente si sarà notato come nelle ultime settimane sia scesa in piazza tanta gente, intellettuali, gente comune, donne, per ricordare a tutti che la misura è colma, che L’Italia di quelli che, come dice la Marcegaglia, si alzano alle sette, come me, si senta tradita, estranea, infinitamente distante da questo modo di pensare, di vivere, di immaginare il presente ed il futuro. Ma gli appelli non sono sufficienti, bisogna agire perchè mai come in questo periodo la democrazia e la coesione sociale sono in pericolo. Caro Presidente Napolitano, forse Lei può fare qualcosa, li mandi a casa, ci sollevi da questo rischio, Le siamo grati già da ora.

Veronica F. Brescia

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FONTE: Alfadixit

2 commenti:

Anonimo ha detto...

mha, sarà . . .

Anonimo ha detto...

mi perdonerà Veronica,
ma io non ci credo