sabato 25 dicembre 2010

Merry Christmas - Buon Natale

In un giorno come questo c'è veramente ben poco da dire, tranne che augurare un:
BUON NATALE 
A TUTTI

Con la speranza che oggi, ma non solo oggi, possa essere . . .

E per chi ama qualcosa di più natalizio . . .

martedì 21 dicembre 2010

Come Scaricare Video da RAI.TV

Può capitare di tanto in tanto di voler scaricare un video da Rai.tv per una miriade di motivi diversi, in primo luogo perchè l'adsl che fa i capricci e quindi diventa poco bello vederseli a scatti.
Scaricare un video dal sito Rai è possibile, ma da quando Rai.tv usa Microsoft Silverlight, è diventato un po' macchinoso. Questo è l'ultimissimo modo per scaricare un video dal sito Rai, ma avviso fin da subito che ogni tanto la Rai scopre il modus operandi, e cambia un po' di cose, e di conseguenza bisogna aspettare i nuovi "metodi".

Utilizzeremo due metodi pressochè uguali, solo che si richiede l'utilizzo di software differenti.
Prima di tutto bisogna andare nella pagina RAI dove risiede il video che interessa ed individuare l’indirizzo del flusso video.
Se si usa Internet Explorer :
Cliccare sulla pagina con il tasto dx su HTML e nella pagina che si apre andare in Modifica. Trovare la parola “videourl” oppure “mms” o ancora “media polis” (dipende dal video) e copiare l’indirizzo URL che sta subito li vicino (quello che comincia per http).
Se invece usi Firefox, per cercare quel link cliccare sulla pagina sempre con il tasto dx e andare su Visualizza Sorgente Pagina. Trovare  una delle parole indicate prima per poi copiarte l’indirizzo.
Una volta otteuto l’indirizzo in mano, devi scaricare ed installare VLC (un player video gratuito fra i più rinomati) ed una volta lanciato il programma andrare in Media > Converti/Salva… > Rete e nella casella chiamata Indirizzo inserire l'indirizzo copiato prima. Poi cliccare su Converti/Salva > Sfoglia ed inserire un nome a caso seguito dall’estensione .asf in un percorso conosciuto. Poi cliccare su Salva e nella casella “Profilo” selezionare “Video - WMV + WMA (ASF)”.  Premere Avvia e dopo un tempo più o meno uguale alla durata del video interessato, si avrà la copia sul PC nella cartella selezionata e pronto per essere visto con calma con il player preferito!
L'indirizzo mms si può ottenere anche in un altro modo.
Il primo passo da compiere è copiare l’indirizzo web della pagina RAI in cui si trova il video che ci interessa. Fatto questo colleghiamoci a Dariosky e incolliamo il link.Dove va incollato il link? Vedete il riquadro rosso nell’immagine qui accanto? Ecco, lì.Clicchiamo quindi sul pulsante “scarica il video” e successivamente copiamo il “Link al video“. Come? Premendo il pulsante destro del mouse sulla scritta che abbiamo evidenziato in giallo e poi cliccando su Copia indirizzo.
Dopo si può procedere esattamente come descritto prima, cioè copiando l'indirizzo nel player VLC ecc ecc...
Oppure bisogna scaricare un piccolo software gratuito, Orbit Downloader. Sfortunatamente questo programmino è disponibile solo per sistemi operativi targati Microsoft: quindi Windows XP, Vista e Seven.
Il passo successivo prevede l’apertura di Orbit Downloader.
Seguiamo ora i numeri dell’immagine. Clicchiamo l’icona “New” e nella finestra che apparirà, “Create New Download“, selezioniamo il riquadro URL. Ora incolliamo l’indirizzo che abbiamo copiato nel passaggio precedente, quello del “link al video“. Ora, cliccando su “Browse” possiamo scegliere dove salvare il nostro video, ovvero la cartella di destinazione. Infine diamo un nome comprensibile al nostro file, cambiandolo dalla casella “Save as“. E qui un avvertimento è d’obbligo: l’estensione del file deve essere obbligatoriamente wmv: se così non fosse il file risulterà illeggibile e noi ci troveremo ad aver fatto un lavoro inutile. Siamo quindi giunti all’ultimo passaggio: clicchiamo su “Download” e OrbitDownloader comincierà ora a scaricare il nostro filmato. Al termine del download troveremo il nostro file nella cartella di destinazione che abbiamo precedentemente stabilito, con il nome che gli abbiamo assegnato.
Bene questa piccolissima guida spero che possa esservi utile in qualche modo, a me senza dubbio, ogni vota che dovrò scaricare un video dal sito Rai, impedirà di impazzire sul web alla ricerca di modi semplici e veloci da utilizzare.
CIAO

venerdì 17 dicembre 2010

Ogni cervello in fuga vale 148 milioni di euro

L’esportazione delle “intelligenze” dovrebbe essere un punto d’orgoglio per un paese.
E l’Italia non ha eguali nel comparto. Specie nel settore medico, dove gli ultimi 4 Nobel ‘tricolori’ sono stati premiati sempre per la loro opera in strutture sanitarie e di ricerca non italiane.
Ma il fatto drammatico è che il lavoro intellettuale di qualità porta benefici economici molto rilevanti ai paesi di destinazione e non a quelli di partenza. E, allo stesso tempo, non c’è un movimento in senso inverso: l’Italia non attrae i ricercatori più quotati.

Vediamo in termini concreti cosa significa per il nostro paese la fuga dei ricercatori (centinaia ogni anno) che se ne vanno per trovare laboratori che sostengano i loro studi e ne premino il merito. Lo studio effettuato dall’ICom (Istituto per la Competitività), dice quanti soldi siano fuggiti insieme ai cervelli: dal 1989 ad oggi l’Italia si è lasciata scappare l'icredibile cifra di circa 4 miliardi di euro, cedendoli ai paesi che hanno accolto i nostri talenti, primi tra tutti gli Stati Uniti, seguiti da Francia e Svizzera. Lo studio ha effettuato una valutazione della fuga dei top scientist: ha preso in esame gli ultimi 20 anni, durante i quali sono stati depositati 155 domande di brevetto di cui l’inventore principale è nella lista dei top 20 italiani all’estero mentre 301 è il numero totale di brevetti a cui i nostri hanno contribuito come membri del team di ricerca. Il valore attuale dei brevetti diretti dai top 20 italiani fuggiti all’estero è di 861 milioni di euro netti e su 20 anni il dato si attesta a 2 miliardi di euro netti. Se si considerano invece tutti i brevetti (inventore principale o membro del team), arriviamo ad un valore di 1,7 miliardi euro e a 3,9 miliardi di euro nell’arco degli ultimi 20 anni, cifra che può essere paragonata all’ultima manovrina correttiva dei conti pubblici annunciata dal governo qualche mese fa.

Il 35 per cento dei 500 migliori ricercatori italiani nei principali settori di ricerca abbandona il paese, fra i primi 100 è addirittura uno su due a scegliere di andarsene perché in Italia non riesce a lavorare.  Nella top 20 dei migliori ricercatori italiani che oggi lavorano all’estero, su cui si basa lo studio presentato, compaiono la migliore scienziata donna, il ricercatore più giovane e il più eclettico. Tra i 20 anche Napoleone Ferrara, l’ultimo dei Lasker Awards per la ricerca clinica (l’ambito premio internazionale che spesso prelude ad un Nobel). Ferrara ha ricevuto il Lasker per i suoi studi su un farmaco che blocca la perdita della vista nei pazienti con degenerazione maculare senile umida, patologia che in passato conduceva alla cecità totale; nel 1988 ha lasciato Catania, dove è nato e ha studiato, per approdare negli Stati Uniti e oggi è il secondo migliore ricercatore italiano in termini di pubblicazioni e di impatto scientifico.

In rapporto alla scarsità di stanziamenti e al fatto che in Italia il numero sia più basso rispetto agli altri principali Paesi del G7 (da noi sono complessivamente 70.000, in Francia 155.000, in Regno Unito 147.000, in Germania 240.000, negli USA 1.150.00, in Canada 90.000 e in Giappone 640.00) i nostri ricercatori possiedono un indice di produttività individuale eccellente con il 2,28 % di pubblicazioni scientifiche. L’Italia è terza dopo l’Inghilterra (3,27%) ed il Canada (2,44%). Dopo di noi ci sono, in ordine, gli Stati Uniti (2,06%), la Francia (1,67%) la Germania (1,62%).

Ma quanto costa al nostro paese lasciare scappare oggi un giovane talento della ricerca? Secondo lo studio dell’ICom’, la valutazione della potenziale perdita di valore è quantificabile in 63 milioni di euro attuali per ogni giovane top scientist che il sistema della ricerca italiana si lascerà sfuggire. Se invece consideriamo la durata totale media di produzione scientifica, la quantità crescerebbe sino a 148 milioni di euro netti (arrivando a più di 200 milioni per uno scienziato specializzato in farmaceutica).

giovedì 2 dicembre 2010

Difendiamoci dagli Autovelox selvaggi

Comuni che installano anche 7 autovelox in due km, cartelli con la scritta “controllo elettronico della velocità” seminati a manciate anche se la macchinetta non c’è, semafori mutilati delle telecamere col cartello “rilievo fotografico del passaggio col rosso”, autostrade col portale “tutor in funzione” e tu non sai se è l’inizio o la fine del controllo di velocità.L’Italia è ormai in perenne, assurdo e incomprensibile conflitto fra chi fa le multe e chi le subisce. Troppi amministratori non rispettano le regole e approfittano della confusione, ma tanti automobilisti vogliono rispettare le leggi e ci chiedono di fare luce su ciò che è lecito e ciò che è “abuso di potere”. Dove e come si possono effettuare i controlli di velocità?
Strade comunali
Chiariamo che sono comunali le strade comprese all’interno dei cartelli che segnalano l’inizio e la fine di un Comune. Al loro interno non si possono istallare autovelox fissi o senza la presenza di un agente e senza contestare immediatamente la violazione. Quindi si possono usare strumenti di controllo senza limite e senza alcuna autorizzazione prefettizia, ma solo con la presenza di agenti e fermando sempre l’automobilista. La postazione va segnalata anche nell’ambito urbano con carlelli ben visibili sistemati ad almeno 80 metri prima del controllo. L’autovelox non può essere montato a bordo di vetture private e, quando lo è su vetture di servizio, queste devono tener accese le luci blu. La legge vuole che la postazione di controllo sia ben visibile e non nascosta.
Le grandi metropoli possono istallare postazioni fisse, senza la presenza di agenti e senza fermare l’automobilista, solo su tangenziali e strade di grande scorrimento, previa autorizzazione prefettizia.
Per riassumere, tutti i Comuni che hanno istallato nel loro ambito: cassonetti, chioschi e pali con macchinette fotografiche (postazioni fisse) devono spegnerli perché illegali. Non solo, ma devono anche rimuovere i cartelli che ne segnalano la presenza. I verbali che notificano infrazioni rilevate con tali strumenti sono illegittimi e vanno contestati di fronte al Giudice di pace o al prefetto.
Strade provinciali e regionali
Sono tutte quelle esterne ai Comuni e che non abbiano le caratteristiche di superstrade o autostrade. Qui i Comuni possono chiedere ai prefetti di adottare postazioni fisse e senza la presenza di agenti. Tuttavia la loro autorizzazione è subordinata a certi requisiti, che sono: pericolosità della strada, elevata incidentalità, impossibilità di adottare altre misure più efficaci. La postazione deve essere segnalata a destra e a sinistra della carreggiata con cartelli regolamentari per dimensione, colori, caratteri e palo di sostegno (quindi sono irregolari quelli poggiati per terra). Tali cartelli devono trovarsi ad almeno 150 metri dalla postazione, e ripetuti in caso di incrocio. A sua volta, la postazione (sia essa fissa o mobile) deve essere piazzata ad almeno 1000 metri dal segnale stradale che riduce la velocità da 90 km/h al limite inferiore. La legge prevede correttamente che non si debbano azionare i freni per adeguarsi al nuovo limite (sarebbe illogico), ma che basti semplicemente togliere il gas per qualche centinaio di metri per scendere al nuovo limite.
Queste norme valgono anche per le postazioni mobili che polizia stradale e carabinieri possono sempre utilizzare sulle strade provinciali senza alcuna autorizzazione prefettizia. Per quanto riguarda le polizie municipali, costatiamo che le pattuglie inviate a nascondere trappole sulle provinciali sono quasi scomparse da quando il Codice stabilisce che i proventi di tali sanzioni siano spartiti in parti uguali con le province. Evidentemente, ai Comuni non piace fare cassa per conto terzi.

Consiglio popolare: quando viaggiate e vi imbattete in un controllo di velocità, esaminate bene se rispetta le regole ( forma dei cartelli, posizione, distanza, luci blu). E se non sono regolari fotografateli e mostrateli su Internet. Purtroppo, quando si riceve il verbale, in genere non si è più in tempo per documentare l’abuso, specie se si trattava di una postazione mobile.

Fonte: Auto.it

lunedì 29 novembre 2010

Installare un Router è illegale

Scherzo?
No…in realtà leggendo tra le righe di un decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 Ottobre si evince che se, ad esempio, attacchi alla rete un router e non sei un installatore iscritto all’albo rischi una sanzione pecuniaria fino a 150.000 Euro…

Un chiaro modo di scrivere con i piedi le norme….
Stiamo parlando dell’Attuazione della direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni”.
In primis la definizione, ai fini del Decreto le apparecchiature terminali sono “le apparecchiature allacciate direttamente o indirettamente all’interfaccia di una rete pubblica di telecomunicazioni per trasmettere, trattare o ricevere informazioni; in entrambi i casi di allacciamento, diretto o indiretto, esso può essere realizzato via cavo, fibra ottica o via elettromagnetica; un allacciamento è indiretto se l’apparecchiatura è interposta fra il terminale e l’interfaccia della rete pubblica;
l’articolo 2 quindi recita che Gli utenti delle reti di comunicazione elettronica sono ten

uti ad affidare i lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1), che realizzano l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, ad imprese abilitate secondo le modalità e ai sensi del comma 2.
Ecco il comma 2: Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, il Ministro dello sviluppo economico, adotta, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, un decreto volto a disciplinare:

a) la definizione dei requisiti di qualificazione tecnico-professionali che devono possedere le imprese per l’inserimento nell’elenco delle imprese abilitate all’esercizio delle attività di cui al comma 1; [OMISSIS]
Quindi, dulcis in fundo, l’articolo 3 che definisce il quadro sanzionatorio:

chiunque, nei casi individuati dal decreto di cui al comma 2, effettua lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1), realizzando l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, in assenza del titolo abilitativo di cui al presente articolo, è assoggettato alla sanzione amministrativa pecuniaria da 15.000 euro a 150.000 euro, da stabilirsi in equo rapporto alla gravità del fatto.
Quindi se da oggi comprate un router e lo attaccate alla presa Telecom di casa vostra, non essendo un installatore abilitato, al minimo rischiate una sanzione di 15000 Euro.
INFO: Agoravox.it

domenica 28 novembre 2010

Spot TV Usa - FIAT 500

E' dedicato alla 500, il primo spot Fiat destinato al mercato statunitense. Un tocco di orgoglio nazionale (''That's the italian way. That's the Fiat way'') e un po' di filosofia "Life is best when driven".
Nella clip la vettura vuole apparire come un inno alla concretezza e al “saper vivere”. La piccola italiana vorrebbe proporre ai suoi futuri clienti un “lifestyle” più intelligente, fatto di mobilità unità ad economia di esercizio e dimensioni più a misura di città; anche di quella americana. Per il momento l’auto sembra aver attirato molto interesse su di sé. Merito del design sbarazzino, del marchio (ri)debuttante e, sicuramente, anche del binomio Fiat-Chrysler. Alla 500 spetta anche il compito di aprire la strada alle Alfa Romeo: se l’utilitaria italiana riuscirà a cancellare lo storico motto “Fix It Again Tony” (riparala di nuovo Tony), attribuito qualche decennio fa alle auto torinesi, allora le Alfa troveranno un terreno decisamente più fertile e mentalmente aperto.


Certo che pensare a questa bella (a me piace molto) macchinina accanto ai bestioni americani (SUV, Jeep, Pick-up . . .), fa molta tenerezza. Quasi come Davide contro Golia.
Bhe io tifo per Davide.
:-)

giovedì 18 novembre 2010

ItaliaCamp

Il futuro non si prevede: si costruisce. Se chi ha coraggio e competenze è pronto ad assumersi responsabilità, le idee diventano fatti, le crisi svelano opportunità. 
È questa la scommessa del progetto ItaliaCamp, inaugurato a Roma lo scorso 16 ottobre, che vedrà la sua seconda tappa il 20 Novembre a Lecce, presso la sede dell’Università del Salento.

ItaliaCamp è la prima piattaforma operativa per innovare il Paese, creata da un ampio gruppo di giovani under 35, con l’obiettivo di raccogliere dalla società civile idee che, attraverso la loro concreta realizzazione, apportino innovazione sociale al Paese, contribuendo così attivamente alla crescita di una nuova coscienza partecipativa.
Il progetto nasce con la promozione del Concorso “La tua idea per il Paese” e la realizzazione, dal mese di ottobre, di quattro BarCamp: Roma, Lecce, Bruxelles e Milano. La tappa conclusiva dell’evento sarà tenuta a Palazzo Chigi, dove saranno promosse le idee vincitrici che saranno affidate ad unità di progetto che si occuperanno della loro esecuzione. Ma cos’è il BarCamp? …È un’area pubblica di discussione in cui ogni conferente prende parte col proprio operato, con le proprie idee allo sviluppo di un evento, esponendo i propri concetti da mettere in pratica e ascoltando quelli degli altri.
ItaliaCamp è un programma associativo concepito sulla tradizione dell’Università di Standford, in California, da un gruppo di studenti, ricercatori, imprenditori, professionisti e giovani in cerca di occupazione. Il suo fine è di costruire, iniziando dai centri universitari nazionali e internazionali, una rete di persone che diano vita ad un concetto di collettività perso, che alimenti di tutte le sue componenti una società civile, che prende forma mediante il confronto, il dibattito costruttivo e la produzione sinergica di nuovi parametri, da realizzare praticamente.
Sarà il Sindaco della città di Lecce Paolo Perrone ad aprire alle ore 9:30 i lavori per poi lasciare spazio ai saluti del Presidente della Provincia Antonio Maria Gabellone, del Rettore dell’Università del Salento Domenico La Forgia, del Presidente esecutivo dell’Associazione ItaliaCamp Fabrizio Sammarco.
A seguire, l’intervento del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che, attraverso il video, lancerà un importante messaggio alle giovani generazioni e al Paese.
Si proseguirà poi con un dibattito sul rapporto tra meridione ed innovazione, il concorso NEOS, con la partecipazione, tra gli altri, del Presidente dell’Associazione ItaliaCamp Pier Luigi Celli, del Presidente della Commissione Cultura di Confindustria Alessandro Laterza, del professore di Politica Economica dell’Università di Bari Gianfranco Viesti, del Professore di Fisica Generale dell’Università del Salento, Presidente IIT Roberto Cingolani, sollecitati dal direttore de Il Mattino Virman Cusenza e dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Giuseppe De Tomaso.

Alle ore 11:00 l’avvio della discussione in 7 aule in contemporanea sui seguenti temi: 
  • Lavoro e impresa: Creare e conservare il lavoro
  • Ricerca, scienza e tecnologia: Healthcare & technology transfer
  • Ricerca, scienza e tecnologia: Innovology
  • Energia, ambiente e infrastrutture: Quale energia per il Paese, quale ambiente per la persona
  • Economia, finanza e mercati: Alla ricerca del credito perduto
  • Cultura e società: Euromediterraneo: Progetti di connessione
  • Politica, istituzione e PA: Il governo del bene comune

mercoledì 17 novembre 2010

Steve Jobs parla a Stanford

Vi propongo questo discorso di Steve Jobs, fondatore e amministratore delegato della Apple, rivolto ai neolaureati di Stanford, una delle più famose ($$$) e note Università statunitensi, nonché del mondo intero. Parla di vita, di morte, di sogni e di come lui sia riuscito a realizzarli. Un bellissimo discorso.
Buona visione e buon ascolto

Certo come ogni discorso è un po' demagogico, per come la vedo io. E' facile dire che mollare l'Università è stata la scelta migliore. In America, terra di grandissime opportunità, ma anche di tragici fallimenti, ci sono migliaia di ragazzi che mollano il College con la speranza che la vita dia loro una possibilità, ma poi si trovano ai margini della società spesso in gravissime conizioni economiche.
Oppure affermare che dopo che la Apple ebbe successo, e quindi lui già era diventato plurimilionario, il suo licenziamento fu un bene perchè potè esplorare nuovi mondi. Per inciso la Pixar non l'ha fondata lui, l'ha comprata da George Lucas per 10 milioni di dollari.

Con questo non voglio assolutamente minimizzare la figura di Jobs del suo genio e del suo fiuto imprenditoriale. Assolutissimamente.
Volevo solo ribadire il concetto che dopo che tutto ti va bene nella vita, allora guardi agli avvenimenti del passato, anche quelli più duri, sotto un'altra ottica.
Spero con questo di non essermi inimicato tutti gli Apple-maniaci sparsi per il mondo
:-))

Terapia genica nella Talassemia

La talassemia è una malattia genetica, nel nostro paese sono 7 mila i pazienti e oltre 3 milioni i portatori sani. E’ una malattia ereditaria del sangue, legata all’incapacità dei globuli rossi di produrre emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno ed elimina anidride carbonica.
Nella forma major, il paziente si deve sottoporre a trasfusioni ogni due/tre settimane per mantenere valido il livello d'emoglobina. La guarigione definitiva è rappresentata dal trapianto di midollo osseo (primo intervento nel 1982 negli Stati Uniti), ma l'aspetto delicato è la non facile reperibilità dei donatori, anche in ambito familiare. Proprio per questo si è passati dal trapianto di cellule staminali da donatore correlato a quello da donatore non correlato. La sopravvivenza attuale è del 90%.

Poco meno di un mese fa, il 29 Ottobre per la precisione, si è tenuto a Taranto il convegno “Talassemie: il futuro nelle mani della ricerca”, organizzato dall’amministrazione comunale e dall’Associazione per il bambino Thalassemico. Il convegno è stato aperto dal sindaco Ippazio Stefàno, sia in qualità di primo cittadino, sia in quella di studioso di questa malattia da oltre 40 anni, che ha spiegato l’importanza della genoterapia e l’interesse per le cellule staminali che, combinate con quelle del cordone ombelicale, potenziano la speranza di guarigione per diverse patologie.
L’intervento più atteso è stato quello del prof. Aurelio Maggio, direttore Ematologia II dell’Ospedale V. Cervello di Palermo, che collabora con i centri di Roma e Cagliari e con gli Usa nello specifico con Michael Sadelain, direttore del dipartimento di genetica umana del Memorial Sloan Kettering Cancer Centre di New York.

Il prof. Maggio ha spiegato il nuovo approccio terapeutico, che si basa su una strategia tutto sommato semplice e che punta a risolvere il problema alla radice: “In laboratorio, ha spiegato, abbiamo creato un vettore virale, un lentivirus, nel quale cioè sono state eliminate le sequenze patogene inserendo al loro posto le sequenze terapeutiche; il vettore è stato poi trasferito nelle cellule di topo in coltura e nelle cellule staminali del midollo osseo di dieci pazienti siciliani”. Entusiasmanti i primi risultati, pubblicati sulla rivista “Nature biotechnology”. Si è dimostrato che le cellule trattate sono state effettivamente corrette dal vettore virale: coltivate in laboratorio, hanno raggiunto la completa maturazione con produzione di globuli rossi sani.

Questo nuovo vettore offre quindi ottime prospettive per la cura genetica dell'anemia falciforme e della talassemia, con rischi per il paziente molto ridotti. Tuttavia esistono diversi vettori virali e diverse strade che si stanno precorrendo. In Francia sono già stati effettuati i primi due trapianti di terapia genica. In un caso non c’è stato attecchimento ed il paziente è tornato al suo stato precedente. Nell’altro caso tutto è andato per il meglio e il paziente è da 27 mesi trasfusione-indipendente. 

Esiste però un problema. A un certo punto, i ricercatori si sono accorti che tra le cellule corrette ce n’era un gruppo particolarmente folto caratterizzato dalla sovrapproduzione di una particolare proteina chiamata HMGA2, che è stata associata ad alcune forme tumorali benigne e anche ad alcuni casi di leucemia.
Facciamo un passo indietro: quando i ricercatori iniettano in una cellula un vettore virale con il suo carico genetico, questo va a inserirsi nel genoma ospite. In alcuni casi, quindi, può inserirsi all’interno o nei pressi di un gene che regola la moltiplicazione cellulare, alterandolo. A sua volta, questa alterazione può provocare l’innesco di un processo di tumorigenesi. Per il momento non sembra esserci alcun segno di sviluppo tumorale o pretumorale, ma ovviamente la situazione va tenuta d’occhio. I ricercatori di Palermo, hanno messo a punto un sistema per rendere la terapia più efficace e sicura usando degli isolatori ricavati dal DNA dei ricci di mare. Gli isolatori sono barriere che impediscono ai geni trapiantati di venire a contatto tra loro.

Tra un paio di mesi avrà inizio il “trial” clinico per i primi cinque pazienti. I trial si svolgeranno a New York e tra questi ci saranno anche dei pazienti italiani.

martedì 16 novembre 2010

Diritti Civili

Spero che ieri sera foste tra i 9 milioni e più che hanno visto Vieni via con me, il programma di RaiTre di Fazio e Saviano.
Non voglio stare qui a dissertare sul programma, se è bello, brutto, ben fatto o no.
Mi voglio soffermare invece su quello che ieri in prima serata, davanti a tantissime persone, è successo.
Si è parlato per la prima volta, senza le solite diatribe politiche del caso, di diritti civili. Si è raccontato delle storie di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby. Tatti saprete chi sono e di cosa sto parlando. Se così non dovesse essere, bhè mi dispiace molto e vi consiglio di seguire un po' di più il mondo che ci circonda senza le fette di salame sugli occhi.
Avevo intenzione di trattare questo argomento da un po' di giorni, da quando l'associazione Coscioni e il partito radicale avevano messo on-line (con le solite veementi proteste del giorno dopo) lo spot pro-eutanasia. Ma sono sincero, non sapevo come trattare l'argomento in modo"delicato".
Ieri sera c'è stata dell'alta televisione, in cui l'argomento è stato trattato, senza dibattiti di sorta, in modo umanissimo.
Vorrei chiedervi un po' del vostro tempo facendovi vedere i video in questione.
Inizio con Beppino Englaro.

E continuerei con Mina Welby preceduta dal racconto di Saviano sulla sua storia d'amore con il marito Piergiorgio.

Spero che tutto questo, sbattuto in prima serata, faccia aprire in Italia una discussione civile, sui diritti del malato senza isterismi politici e senza anatemi ecclesiastici. Tenendo bene a mente che il pensiero di pochi non può ostacolare qualcun'altro nell'esercitare i propri diritti.  
Ognuno deve essere libero di scegliere secondo coscienza.
Ricordando che quello che ci rende veramente diversi dagli animali è la libertà di scelta, il libero arbitrio che noi esercitiamo sulle nostre scelte.

sabato 13 novembre 2010

La Consulta dice NO alle regioni contro il nucleare

Le regioni non hanno il potere di vietare l'installazione sul proprio territorio di impianti nucleari.
E' questo il senso del provvedimento della Corte Costituzionale che -stando alle anticipazioni dell' agenzia Ansa- ha dichiarato illegittime le leggi regionali con cui Puglia, Basilicata e Campania avevano vietato l'installazione sul loro territorio di impianti di produzione di energia nucleare, di fabbricazione di combustibile nucleare e di stoccaggio di rifiuti radioattivi. Secondo la Consulta i provvedimenti violano specifiche ed esclusive competenze dello Stato. ln particolare il deposito di materiali e rifiuti radioattivi è un tema che riguarda la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente mentre l'installazione di impianti di energia nucleare rientra nella competenza in materia di sicurezza. Secondo i giudici se le regioni ritengono che su questa materia sia necessaria un'intesa con lo Stato per l'installazione degli impianti allora possono impugnare le leggi statali dinanzi alla Consulta ma non possono emanare leggi regionali. A settembre la la Sogin, la società controllata dal Tesoro per la gestione degli impianti nucleari, aveva individuato 52 aree sparse in tutto il paese con le caratteristiche giuste per ospitare il sito per le scorie radioattive. La scelta del deposito nazionale per le scorie non sarà imposta ma avverrà d'accordo con le Regioni, con una sorta di asta: la comunità che accetterà i depositi radioattivi sarà compensata con forti incentivi economici.

Quindi adesso per chi non vuole questi obbrobri, e non vuole mettere a rischio la propria salute, e vive in zone con un'alta percentuale di  rischio per la scelta finale (come me), la prima cosa da fare è sperare che le regioni impugnino questa legge davanti alla Consulta e che questa dia ragione loroIn secondo luogo bisogna organizzarsi e fare una lotta che coinvolga la società, una lotta civile, e come ultima, ultimissima ipotesi . . . bhè vedere Terzigno!!!

martedì 9 novembre 2010

Boardwalk Empire

Boardwalk Empire. Cos'è?
Probabilmente molti di voi già lo sapranno, ma per chi non lo sapesse è l'ultima serie TV USA.
Probabilmente vi chiederete perchè faccio un post su questo prodotto e non su tanti altri. Il motivo è semplice. E' veremente fa-vo-lo-so.
In Italia non è ancora arrivato. E' ora in programmazione negli Stati Uniti, quindi per vederlo dovete vedere l'originale o sottotitolato in Italiano. In rete esistono decine di siti dove poterlo apprezzare. Vi voglio dare un suggerimento . . . cliccate qui, ma se non vi dovesse piacere trovatelo altrove. ;-)
Torniamo al telefilm.
Atlantic City, 1920. La guerra è finita, c'è il bum di Wall Street, la grande depressione del '29 è lontana, e il congresso ha varato il proibizionismo. Da questo punto iniziale si snocciola la storia che coinvolge anche personaggi come: Big Jim Colosimo, Johnny Torrio, Frankie Yale, Arnold Rothstein, Lucky Luciano e un giovane Al Capone.
La serie ideata da Terence Winter (già sceneggiatore de I Soprano) è prodotta e diretta, tra gli altri, anche da Martin Scorsese, che in più ha messo la propria firma proprio alla regia dell'episodio pilota. Nel cast, tra i tanti attori, risalta la presenza di un sublime Steve Buscemi, che è anche il protagonosta principale.
Ma sono questi gli aspetti che mi hanno spinto a parlare di questa serie? Assolutamente no! Quello che mi ha colpito è la qualità del prodotto. Non sembra assolutamente un prodotto per la Tv, ma un vero film Hollywoodiano. I dettagli maniacali, la scenografia, la colonna sonora, ecc sono di primo ordine (non voglio neanche immaginare il budget). In più i telefilm generalmente hanno una durata di 40 minuti circa, questo di un'oretta e la puntata di pilota anche di più.
Ne ho viste tante di serie Tv molto pubblicizzate per un motivo o per un altro, ma tutte mi deludevano in qualche cosa, alla fine preferivo un prodotto più alla mano, ma almeno "genuino", ma questo è davvero diverso.
Vabbè adesso basta, io ne ho parlato, adesso siete liberi di fare quello che più vi aggrada e anche di criticare il post.
Metto qualche trailer delle decine e decine che si trovano in rete.

lunedì 4 ottobre 2010

AUGURI

TANTI TANTI AUGURI DI BUON COMPLEANNO

Di chi è il compleanno? Ma è il suo . . .


Riconosciuto? Per forza, è uguale.

Comunque Tanti Tanti Auguri
:-)

domenica 19 settembre 2010

C'era una volta la Coppa Davis

O meglio la coppa esiste ancora, ma la squadra azzurra ormai non riesce a vincere nemmeno con quelche benedizione addosso.
In qeusto week-end c'era Svezia Vs Italia, ed era importante per riuscire a salire in serie A dopo tanti, troppi anni. Impresa non facile per noi, ma di certo non proibitiva, visto che la Svezia può si contare sul n°5 del mondo Soderling, ma il resto era ben poca cosa. Dando per scontato i match contro Soderling già persi, e riuscendo a battere l'altro singolarista (uno che sta molto, molto peggio dei nostri tennisti), il punto fondamentale era il doppio. Bene ieri abbiamo perso il doppio dopo che siamo stati in vantaggio per 2 set a 0!!!
Quindi dovevamo sperare in qualche miracolo che non c'è stato.
La rabbia, almeno da parte mia, è nel vedere questi giocatori apatici. Non mettono cuore. In fin dei conti il cuore in coppa Davis è sempre stato il nostro punto di forza, che ci ha fatto vivere giornate incredibili.
Ricordo come fosse ieri un altro Italia Vs Svezia di Davis. Era il 1990, si giocava a Cagliari, lo stadio stracolmo che faceva il tifo come le partite di calcio. In quella Svezia c'era niente po pò di meno che Mats Wilander e Stefan Edberg. Era uno squadrone. Noi avevamo il mitico Paolino Canè, Omar Camporese, e Diego Nargiso. Una squadra talentuosa, ma con mille problemi, sia fisici che di testa (basta pensare che Gianni Clerici sopprannomino Canè Neuro-Canè), ma con un cuore grande così.
Quel week-end di gare invece di durare i canonici 3 giorni, si prolungarono anche fino al Lunedì, perchè la Domenica scese l'oscurità e tutto fu rinviato al giorno dopo. Giorno lavorativo, ma stadio pieno.
Cané-Wilander era il match decisivo. Bisteccone Galeazzi che sprizzava gioia ad ogni punto e ti faceva vivere la partita di tennis come nessun'altro.
Canè con il suo turbo-rovescio riuscì a vincere quella magnifica partita 64 36 46 75 75.
Gioia allo stato puro.


Avevo dieci anni ed era tutto fantastico. E l’ale-oo era molto meglio del po-po-po-po.


Ah, la Coppa Davis!

martedì 14 settembre 2010

Caccia al Tricolore

Come essere stranieri in patria.
Venezia - 12 settembre 2010.
Leghisti e polizia impediscono ad un gruppo di cittadini di sventolare il tricolore.

Impressionante quanto detto al minuto 4:46.



Da notare come sui canali mainstream non si è saputo nulla di nulla.
Aprite gli occhi gente!

lunedì 13 settembre 2010

Salento International Film Festival

ll documentario sulle tangenti e il terremoto dell'Aquila, "Colpa Nostra", firmato dal giornalista Giuseppe Caporale, ha vinto il Salento International Film Festival.
La pellicola è un'inchiesta giornalistica che attraversa la regione del terremoto raccontando storie di corruzione e favori, fino all'epilogo del dramma del sisma del 6 aprile del 2009.

"Due terremoti hanno sconvolto l'Abruzzo: il sisma e la corruzione", questo l'assunto da cui parte il racconto, tra audio di intercettazioni, verbali di inchieste giudiziarie e interviste "scomode", tra cui quella all'ex governatore Ottaviano Del Turco (arrestato per tangenti nel 2008), all'ex ministro Remo Gaspari, al senatore Franco Marini, al procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, alla scrittrice Dacia Maraini e tanti altri. La regia del film porta la firma di Walter Nanni.

martedì 24 agosto 2010

Trovata nave romana nei fondali di Torre Borraco

Cari amici Borrachini, e non, c'è una novità.
I militari della tenenza di Manduria su segnalazione di alcuni bagnanti e con l’ausilio del nucleo sommozzatori della sezione operativa navale delle fiamme gialle di Taranto, hanno rinvenuto nelle acque antistanti Torre Borraco un’imbarcazione di epoca romana risalente al periodo tra il II e I secolo avanti Cristo.
Adesso noi sappiamo dov'è Torre Borraco, ma chi invece non sa di cosa io stia parlando, bhè Google Maps ci viene incontro.
Questa è Torre Borraco con l'omonimo fiume:


Questo è il punto dove penso sia stato trovato il relitto. Penso perchè non lo so con precisione(ma dalle foto dovremmo essere lì,più o meno).
E' stato trovato oggi e come sapete io quest'anno non sto' a mare e allora . . .


L’imbarcazione, posizionata a duecento metri dalla battigia e adagiata su un fondale di circa quattro metri di profondità, ha caratteristiche strutturali tali da far ritenere il suo utilizzo per il trasporto di masserizie circostanza questa desumibile dalla particolare forma “bombata” dello scafo adibito a stiva e confermata dal rinvenimento nell’area adiacente all’imbarcazione di anfore in terracotta, alcune delle quali in buono stato di conservazione, notoriamente adibite al trasporto di vino e olio. Il basso fondale ha consentito di individuare ad occhio nudo i cosiddetti “fascioni” in legno della nave, solo in parte sommersa dalla sabbia. E’ tuttora in corso un’attività di coordinamento con la soprintendenza ai beni archeologici di Taranto per l’avvio delle successive fasi di classificazione e catalogazione dei reperti rinvenuti.
Ecco le prime foto disponibili:






Questo ritrovamento marino, fa compagnia ai celeberrimi sarcofagi romani, conosciuti come le Vasche del Re che si trovano a S. Pietro in Bevagna, anche questi poco al largo e su basso fondale. ecco qualche foto:




Ed ecco un video che partendo dall'esplorazione del fiume Chidro si conclude con i sarcofagi (minuto 5:30).

giovedì 12 agosto 2010

La bufala dell’affare Vendola-Verzé

Riporto questo interessantissimo articolo preso da Agoravox.it

Circola in rete da qualche giorno la notizia, per certi versi clamorosa, secondo la quale la regione Puglia avrebbe finanziato al 100% la costruzione a Taranto di un ospedale privato facente capo a Don Verzè, il dinamico e molto discusso sacerdote diventato negli anni un vero e proprio boss della sanità nazionale. Sbuca da ogni dove, dai social-network rimbalza nei blog e nelle mailing-list, in versione estesa o riassunta con toni sempre più esaltati e si fa strada soprattutto tra i delusi dalla politica, tra il popolo di sinistra, e tra quanti hanno fatto della condivisione delle notizie in rete il metodo principale per conoscere il mondo.

L’origine di questa bufala, un vero e proprio falso, sembra essere un articolo pubblicato sul sito Terra Nostra, dal titolo "Vendola regala 60 milioni a don Verzé, socio di Berlusconi" che dice diverse cose che ai potenziali elettori di Vendola possono risultare indigeste, ma che sono platealmente false. Lo stesso articolo è stato rimaneggiato e riproposto più volte da siti come nuovaresistenza.org, stopthecensure.blogspot.org ed altri ancora, per non parlare di pagine di Facebook seguite da decine di migliaia di persone, fino a dilagare quasi ovunque.

Secondo l’autore: "Il costo del nuovo ospedale polo tecnologico ammonta – per il momento – a 120 milioni di euro, interamente versati dalla Regione Puglia". L’ospedale è stato presentato a inizio articolo con le parole: "Quattrini pubblici per il “San Raffaele del Mediterraneo”: il nuovo mega ospedale privato che sarà realizzato a Taranto dalla fondazione San Raffaele di Luigi Verzé".

Lo stesso autore cade però in contraddizione scrivendo "Terra Nostra ne aveva già scritto in passato: il 28 maggio scorso, a Taranto, si è costituita, in presenza di un notaio, la Fondazione San Raffaele del Mediterraneo, che gestirà il complesso ospedaliero" e qui i lettori attenti avrebbero potuto rilevare una differenza cruciale, anche se per loro ignoranza non si avessero realizzato subito che le leggi del nostro paese non permettono affatto un’operazione del genere. Il resto dell’articolo è fuffa retorica sull’inciucio con i berlusconiani e sulla mancanza di una gara d’appalto, che però non c’entra niente con questo stadio dell’impresa, interessando semmai la costruzione e le forniture del futuro ospedale.

Così com’è chiaro che un’impresa del genere non sia e non sarà affatto "senza controlli" come affermato spensieratamente nell’articolo, i controlli contabili e di legittimità sono gli stessi previsti per imprese del genere dalla legge e sono obbligatori

Perché l’articolo prima dice che l’ospedale sarà realizzato dalla Fondazione San Raffaele e poi spunta una seconda fondazione, appena costituita? È bastato un motore di ricerca per reperire una fonte locale, approfondire e svelare il mistero, confermando l’impressione di partenza che l’articolo fosse un falso clamoroso. Perché Terra Nostra abbia prodotto un tale falso non si sa, il sospetto è che siano partiti in tromba sulle ali di una faciloneria fin troppo diffusa in certi ambienti, certi richiami retorici e certi stilemi (Berlusconi è un nostro dipendente) rimandano all’ingenuo approccio alla politica e al sensazionalismo tipico di tanti gruppi cresciuti all’ombra di Beppe Grillo, sarà forse per questo che dal sito traspare un robusto astio verso Vendola,tre articoli "contro" Vendola su nove in home colpiscono su un sito che si occupa d’ecologia e ne restituiscono l’immagine di un mostro nemico dell’ambiente. Forse Vendola è visto come concorrente politico "naturale" del movimento che a Grillo fa riferimento, ma sono supposizioni di scarsa importanza.

Con queste considerazioni non voglio dire che ci sia malafede manifesta, ma che questo modo di partire in quarta e sparare alto senza curarsi troppo di verificare quel che si dice, non è una novità. Molte delle persone che s’impegnano in queste iniziative (siti, gruppi, organizzazioni) sono tanto naif che spesso si capisce che non sono in grado di afferrare certe sottigliezze e di capire che certe azioni possono risultare controproducenti e pericolose per le stesse idee che vogliono promuovere. È appena il caso di ricodare che lo stesso Grillo; mentore ed esempio di tanti che ne hanno seguito le orme anche al di fuori del suo movimento; nel tempo ha sposato una discreta serie di bufale, portandosi dietro migliaia di persone e poi lasciando cadere tutto nel silenzio quando la verità è emersa incontestabile a provocargli imbarazzo.

C’è poi una robusta produzione di senzazionalismo a sfondo ecologico che indigna tanti puri, ma che rischia di indirizzare l’interesse e le proteste verso falsi bersagli, oltre che di procurare grosse grane a chi si abbandona senza fare attenzione a certi eccessi e ancora più fastidi ai poveri "colpevoli" di nefandezze mai compiute, che occasionalmente vengono additati dagli improvvisati Savonarola.

Ma torniamo all’ospedale e alla "Fondazione Don Verzè per il Mediterraneo", che nella realtà è una fondazione mista pubblico-privata, i soci della quale sono Regione Puglia, Asl di Taranto e Fondazione San Raffaele del Monte Tabor. Una società nella quale la fondazione di Don Verzè è in minoranza, come peraltro è facile intuire dai rispettivi investimenti. Pubblico-privata sarà anche la gestione dell’ospedale, che sarà inquadrato nel Servizio Sanitario Nazionale. I terreni sul quale sarà costruito, insieme a un Polo Tecnologico sono dell’immobiliare del Ministero dell’Economia (ovviamente pubblica), che li conferirà in cambio della concessione dell’edificabilità su altri terreni di sua proprietà, ma non edificabili.

Il finanziamento dell’ospedale non ricadrà affatto solo sulla Regione Puglia, il suo costo stimato è infatti di 210 milioni di euro e, secondo gli accordi, 120 li mette la Regione Puglia, 80 la Fondazione San Raffaele di Don Verzè e gli altri 10 lo stato centrale. Le differenze con la versione di Terra Nostra sono clamorose ed evidenti anche sui conti, che è difficile equivocare. Se non si tratta di malafede dev’essere incapacità di comprendere i testi più elementari unita all’ignoranza crassa delle leggi e delle situazioni che si condannano.

Secondo quanto annunciato, la prima pietrà sarà posata a novembre prossimo e in tre anni Taranto dovrebbe avere un polo ospedaliero d’eccellenza. Una realizzazione in tempo record per gli standard italiani e un tipo d’ospedale del quale al Sud si sente grande bisogno, la mancanza del quale costringe ogni anno molti pazienti a una vera e propria migrazione verso Nord in cerca di cure non disponibili in zona.

Ovviamente nessuno può giurare che tutto andrà per il verso giusto, ma è chiaro che le cose non stanno esattamente come è stato fatto credere a tanti che poi si sono scandalizzati, per quello che è stato presentato come il regalo di denaro pubblico a un berlusconiano di ferro. Tanto più che il PDL locale ha pubblicamente avversato l’accordo, insieme alla cd "sinistra radicale" ritenendo evidentemente che l’opposizione a Vendola paghi di più del sostegno a Don Verzè, che pure è notoriamente vicino al caro leader. Altrettanto ovviamente la questione non è nella scelta politica di uno strumento del genere o sull’opportunità di preferire altri investimenti a questo, qui si tratta di un falso maldestro e calunnioso.

L’anziano boss della sanità privata non raccoglie certo le mie simpatie e non è nuovo al ricevimento di favori da parte della politica, ma l’operazione è plausibile sotto molti punti di vista, sia perché il socio privato porta un know-how di difficile reperimento, sia perchè in italia non è facile trovare partner privati con esperienza nella sanità che siano meno discussi della Fondazione San Raffaele, che dalla sua ha il conseguimento di risultati e standard elevati certificati non solo dagli amici degli amici. Se poi i tempi di realizzazione saranno rispettati, i tre anni previsti sono davvero un tempo brevissimo, ancora di più se confrontati con i tempi medi di realizzazione degli ospedali pubblici in Italia, alcuni dei quali hanno impegnato le amministrazioni per decine d’anni, e molti dei quali; nonostante i tempi biblici; non sono mai stati terminati o terminati solo parzialmente, vittime della pochezza e della volatilità di amministrazioni che nel loro sussegirsi nel tempo vedevano l’affare più nel cantiere perenne, che nel completamento delle opere.

Ora, che Terra Nostra abbia preso un granchio o che si sia lanciata in un’operazione in malafede è poco importante vista la marginalità del sito foggiano, molto più interessante è che da un lato la notizia sia stata diffusa acriticamente come un lampo, nonostante la palese inverosimiglianza, tra una folla fin troppo abituata a non approfondire temi e notizie e fin troppo abituata a rilanciare e diffonderle in rete senza verificarle, ancora di più se eclatanti. Dall’altro lato c’è l’evidenza per la quale, nonostante la notizia abbia sicuramente raggiunto un numero notevole di giornalisti, molti dei quali "di sinistra", nessuno di questi abbia trovato il tempo o la voglia di smentire una bufala tanto evidente e clamorosa.

Un’evidenza che la dice lunga su quanto si presenti in salita la candidatura di Vendola alla Presidenza del Consiglio e sul fatto che, se le cose non cambieranno e se non riuscirà a raccogliere l’accordo dei maggiorenti della sinistra, non può contare nemmeno sul sostegno di quella stampa che dovrebbe guardare con maggior favore alla sua candidatura.

Fonte: Agoravox.it

mercoledì 4 agosto 2010

Spiagge Salento

Ormai è agosto già da qualche giorno, le ferie sono iniziate per molti, per tanti altri inizieranno questo week-end (e per altri sono già finite purtroppo). Chi viene in vacanza in Puglia, più precisamente nel salento, ecco una bella mappa che può risultare utile. Una mappa con la descrizione del tipo di spiggia a cui andrete incontro, se di tipo sabbiosa o rocciosa. In questo modo i gusti di ognuno possono venire soddisfatti senza brutte sorprese. Questo lembo di terra è ricchissimo di zone stupende, c'è una concentrazione di Bandiere Blu di Goletta Verde e di Zone con 5 o 4 Vele di Legambiente impressionanze. Zone marine protette, parchi naturali ecc ecc.
Bene buone vacanze a tutti in dei luoghi stupendi!!!


;-)

venerdì 30 luglio 2010

Otranto patrimonio mondiale dell'Unesco

Arriva la trascrizione ufficiale del borgo antico della città dei Martiri tra i patrimoni culturali mondiali dell’Unesco come sito messaggero di pace: merito dello sforzo e del lavoro del locale Club
ll centro storico di Otranto è patrimonio culturale mondiale dell’Unesco come “Sito Messaggero di pace”. la ratifica ufficiale dell’iscrizione nella graduatoria riconosciuta dall’organismo internazionale, a Parigi, è arrivata pochi giorni fa, attraverso la presidentessa nazionale della Federazione dei Centri e dei Club Unesco, Marialuisa Stringa.


La domanda era stata presentata solo a fine giugno dal locale Club Unesco di Otranto. Il prestigioso riconoscimento attribuito al borgo antico di Otranto, in quanto “testimone di una cultura di pace”, si pone in continuità con il programma lanciato dalla Federazione mondiale nel 2000, anno dedicato proprio alla promozione del tema della cultura di pace. In allegato alla richiesta di iscrizione, è stata inviata una ricca documentazione storica, a cura del Club otrantino, che è stata presa in analisi dalla Divisione per la Cultura della Pace della Federazione Mondiale dell’Unesco, che l’ha valutata positivamente, evidenziando la qualità delle motivazioni “storiche, artistiche e sociali formulate all’interno”. L’auspicio della Federazione è che la nomina di Otranto a Patrimonio mondiale della cultura come “luogo testimone di Pace” consenta alla collettività locale di “ritrovare le sue importanti radici simboliche e storiche”, e allo stesso tempo, ai turisti “di condividere valori universali di pace, oggi troppo spesso perduti, in una dimensione che coinvolge i cittadini nella valorizzazione dei valori della tradizione, sulla quale oggi l’Unesco richiama l’attenzione del mondo”. Pertanto, il Club Unesco otrantino è stato autorizzato ad apporre una targa, che specifichi la collocazione del borgo antico tra i patrimoni mondiali della cultura di pace: l’insegna recante il simbolo della Federazione mondiale sarà probabilmente collocato nei pressi di Porta Terra, che immette nel centro storico.

venerdì 23 luglio 2010

Ecomostro a Torre Lapillo

Un angolo del nostro Salento violentato dal cemento.
La chiamano Punta Saponara, è a due passi dalla torre di avvistamento di Torre Lapillo.
E quel Punta già dà da pensare: il nome è un crudele omaggio alla più nota Punta Perotti di Bari. Sempre di ecomostro si tratta, anche stavolta in riva al mare.
A Torre Lapillo è in costruzione un albergo privato. E i cittadini insorgono. Il gruppo Facebook "Io non voglio l’ecomostro di Punta Saponara" conta quasi duemila iscritti.
I lavori però proseguono, come confermano da Legambiente Porto Cesareo: “Sono autorizzati e vanno avanti. In un primo momento la Guardia di finanza è intervenuta e ha bloccato il cantiere. Ma poi l’autorizzazione è arrivata e tutto è ripreso come prima”.
Già, come prima. Se non peggio, visto che il profilo della nuova struttura rovina il placido e intenso tramonto che da sempre si può osservare dalla riva, interrotto, fino ad ora, solo dalla torre.
“È l’ennesimo sopruso del più forte, l’ennesimo furto dei grandi”, si lamenta Laura Mangialardo scrivendo a Repubblica e rivolgendosi al presidente Vendola.
Il paradosso raggiunge il culmine se si considera che l’intera costa da Porto Cesareo a Punta Prosciutto è area marina protetta.


Ma poco male: c’è sempre un piano regolatore vecchio di quarant’anni, di quando Porto Cesareo era ancora una frazione di Nardò, che permette a un albergo di sorgere e cancellare la spiaggia.
Ecco il mostro:



FONTE: La Repubblica

martedì 13 luglio 2010

La mamma degli stupidi è sempre incinta

Pubblico questo articolo preso da AgoraVox.

La notizia la conoscete tutti, in un bar ad Hannover in Germania, per futili motivi (su quante coppe avesse vinto la Germania e quante l’Italia) due italiani vengono uccisi da un tedesco.

Bene proseguiamo, in Italia una Radio che si chiama Radio Padania, su questa vicenda, ancora una volta ha dato una interpretazione diversa della vita, così come ha fatto recentemente, per quei ragazzi morti in missione in Afghanistan, che essendo meridionali, non meritavano quelle attenzioni e i funerali di stato.

La morte ha sempre generato rispetto e pietà, è un momento di incontro di quel percorso comune, in cui ci incontreremo tutti, anche nei campi di battaglia si rispettava il nemico, ma, e dico ma, in questo caso si è avuta un po’ di pietà, non per i due ragazzi italiani morti, ma per l’esaltato tedesco che li ha uccisi.

Il solito conduttore della radio, comincia con i suoi ’buona padania libera’ rivolti agli ascoltatori, ricambiato con il solito affetto, a un certo punto arriva una telefonata da un ascoltatore che solidarizza con il tedesco dicendo ”Poverino, vittima dei terroni- riferendosi al tedesco (...) senza la protezione di un forte presidio identitario questi criminali ’ndranghetisti ti spazzano via: quel poveraccio di Hannover probabilmente si è sentito in pericolo e si è difeso come poteva, quindi non è da rimproverare, noi li conosciamo bene i sudisti. Mi spiace solo che ne pagherà le conseguenze”.

Ora dopo questa affermazione farneticante, tra l’altro qualcuno dei partecipanti ha deciso che i due italiani erano calabresi, mentre un ragazzo aveva origini sarde, l’altro origini siciliane, ma i meridionali sono come gli orientali oggi sono tutti calabresi, domani pugliesi e dopodomani sono tutti siciliani.

Avendo deciso qualcuno che questi calabresi sono un cancro per la civile padania, arrivano altre telefonate. Un ascoltatore di origine piemontese inizia a scagliarsi contro i calabresi immigrati nel Monferrato dicendo queste parole: "Quando i calabresi qui a Carmagnola portano il loro santo in spalle è qualcosa di terribile (...) questi qui non hanno perso la loro identità di popolo ed è scandaloso”.

Il buon conduttore, quando ascolta i bravi padani sghignazza e partecipa con amore a queste trasmissioni, lui ricorda sempre che i meridionali sono dei parassiti, escluso quelli che si sono convertiti alla lega. Questo si chiama razzismo, e sono anche degli episodi gravi di razzismo: si istiga la gente alla violenza ,e come giustamente dice Daniele Sensi, nella storia recente ci sono guerre nate dal nulla - vedesi ex Jugoslavia e Ruanda, dove tutto iniziò con le trasmissioni di Radio mille colline, che incitava all’odio razziale verso i Tutsi e verso gli Hutu moderati.

L’esperienza ha un senso quando non si ripetono gli errori del passato.




Fonte: Agoravox.it

lunedì 12 luglio 2010

Reverendo Hawkins - Oh Happy Day

Walter Hawkins, il cantante gospel della celeberrima canzone "Oh Happy Day" è morto in California, stroncato da un cancro. Hawkins, 61 anni, vincitore di un Grammy-award, era anche pastore protestante, studiò teologia a Berkeley. Insieme col fratello Edwin e altri amici, aveva fondato nel 1967 gli "Edwin Hawkins Singers". Due anni più tardi il gruppo incise la canzone "Oh Happy Day", sperando di vendere un centinaio di copie. Il successo invece fu enorme e il brano divenne un inno mondiale con 7 milioni di copie vendute. E' stata anche la prima canzone gospel che ha sfondato nel mondo della musica pop.
Eccolo mentre svolge i suoi due lavori: pastore e cantante.



Certo che così mi ci tufferei in chiesa!!!

venerdì 2 luglio 2010

World Cup 2010 - Uruguay vs Ghana - streaming free


Ecco la partita in streaming gratis per tutti
URUGUAY - GHANA
Cercate il canale HRT2 sopra il piccolo schermo che vi appare, è perfetto!
Oppure il canale della FIFA (è accanto a HRT2), si vede bene lo stesso!

N.B.
Per vederla su HRT2 c'è bisogno di Explorer e di VLC (che ormai hanno tutti). Altrimenti chi non ha VLC, ci sono altri canali in quel bouquet, ma con qualità peggiore.
Altri link per vedere la partita.
URUGUAY - GHANA
URUGUAY - GHANA
URUGUAY - GHANA
Buona Partita ! ! !
P.S. Per allargare lo schermo, basta cliccarci due volte sopra.

P.S. 2 Per chi interessa, ricordatevi che su RTL 102.5 c'è il commento della Gialappa's Band.

mercoledì 30 giugno 2010

Qualcuno porta iella

Bhe, in questo mondiale abbiamo capito chi porta un po' di sfortuna.
La Nike, o meglio lo spot Nike "Write the future".
Infatti per questo mondiale la Nike ha fatto un mega spot con tantissime stelle e tutte di squadre diverse.
Ma tutti i testimonial, da Cannavaro a Ribery, passando per Rooney, Drogba hanno fatto una figura da cioccolataio e sono stati eliminati dal Mondiale, e pure piuttosto in fretta. L'ultimo in ordine di tempo è stato Cristiano Ronaldo, eliminato ieri sera, dopo una prova imbarazzante. Ha toccato due, ma dico due palloni durante tutta la partita, e per di più su calcio di punizione.
L'utima squadra rimasta, tra quelle dello spot sfortunato, è il Brasile. Con un solo particolare. Il Brasile viene rappresentato da Ronaldinho. Adesso bisogna capire se lo spottone ha portato sfiga a Ronaldinho, nemmeno convocato, o il Brasile sarà la prossima squadra fatta fuori.
Proprio una pubblicità sfortunata!
;-)

domenica 27 giugno 2010

World Cup 2010 - Germany vs England - streaming free


Ecco la partita in streaming gratis per tutti
GERMANY - ENGLAND
Cercate il canale HRT2 sopra il piccolo schermo che vi appare, è perfetto!
Oppure il canale della FIFA (è accanto a HRT2), si vede bene lo stesso!
N.B. Per vederla su HRT2 c'è bisogno di Explorer e di VLC (che ormai hanno tutti). Altrimenti chi non ha VLC, ci sono altri canali in quel bouquet, ma con qualità peggiore.
Altri link per vedere la partita.
GERMANY - ENGLAND
GERMANY - ENGLAND
GERMANY - ENGLAND
Buona Partita ! ! !
P.S. Per allargare lo schermo, basta cliccarci due volte sopra.

P.S. 2 Per chi interessa, ricordatevi che su RTL 102.5 c'è il commento della Gialappa's Band

domenica 20 giugno 2010

Un anno fa la morte di Neda, Voce dell’Iran

"Ore 19:05 del 20 giugno località viale Kargar, all'incrocio con via Khosravi e via Salehi. Una giovane donna che era presente col padre [l'uomo è stato poi identificato come l'insegnante di musica di Neda] ad osservare le proteste è stata colpita da un proiettile sparato da un membro dei Basij nascosto sul tetto di una abitazione privata. Ha chiaramente mirato alla ragazza e non poteva mancarla. Comunque, ha mirato dritto al cuore. Sono un medico, così sono corso a soccorrerla. Ma l'impatto del proiettile è stato così forte che è esploso dentro il petto della vittima, che è morta in meno di 2 minuti. I manifestanti erano a circa un chilometro avanti nella strada principale e alcuni manifestanti stavano correndo, per scappare dai gas lacrimogeni usati contro di loro, verso via Salehi. Il video è stato ripreso da un mio amico, che era lì accanto a me. Per favore, fate in modo che il mondo sappia."
Queste sono le parole del medico che ha cercato di aiutare Neda. Un filmato amatoriale (sono scene molto brutte e piuttosto crude, se pensate di non farcela non guardate questo filmato!!!) caricato su Facebook e YouTube mostra Neda cadere a terra, essere soccorsa e morire soffocata dal proprio sangue.

Di cosa sto parlando?
Della morte di Neda Salehi Agha-Soltan, avvenuta durante le proteste seguite alle elezioni presidenziali iraniane del 2009 (Rivoluzione Verde) e duramente represse dalle autorità. La sua uccisione ha avuto reazioni internazionali a causa di un video amatoriale (come detto prima) che ha testimoniato gli ultimi istanti della sua vita. Il filmato che ha ripreso la sua morte è stato diffuso via Internet e il suo nome è velocemente diventato un grido di protesta scandito dagli oppositori al governo del presidente Ahmadinejad, che riconoscono in Mir Hosein Musavi il reale vincitore delle elezioni presidenziali, accusando il presidente in carica di brogli.

Neda significa "voce" o "chiamata" in persiano e per questo la donna è stata definita come la "voce dell'Iran".
Le ultime parole di Neda sono state: "Sto bruciando, sto bruciando!"
Ho già affrontato questo argomento (solo di striscio), per il giorno della Liberazione (25 Aprile), e avevo anche proposto un video bellissimo che mi mette, ogni volta che lo guardo, la pelle d'oca.
Ora lo ripropongo.

World Cup 2010 - Brasile vs Costa d'Avorio - streaming free


Ecco la partita in streaming gratis per tutti
BRAZIL - IVORY COAST
Cercate il canale HRT2 sopra il piccolo schermo che vi appare, è perfetto!
Oppure il canale della FIFA (è accanto a HRT2), si vede bene lo stesso!
Buona partita!


N.B. Per vederla su HRT2 c'è bisogno di Explorer e di VLC (che ormai hanno tutti). Altrimenti chi non ha VLC, ci sono altri canali in quel bouquet, ma con qualità peggiore.

P.S. Per allargare lo schermo, basta cliccarci due volte sopra.

P.S. 2 Per chi interessa, ricordatevi che su RTL 102.5 c'è il commento della Gialappa's Band

giovedì 17 giugno 2010

Che mondo sarebbe senza Nutella?


La Nutella potrebbe finire fuori legge.
L'allarme è stato lanciato ieri dal vicepresidente del gruppo Ferrero, Francesco Paolo Fulci, dopo il voto del Parlamento Europeo con il quale verrebbe lasciata all'Europa la possibilita' di decidere se un prodotto puo' essere pubblicizzato.

Una decisione di questo genere rischia di mettere fuori legge la Nutella e la stragrande maggioranza dei prodotti dolciari, mettendo in ginocchio l'intera industria, piccola, media e grande. La Commissione Europea sta definendo un profilo nutrizionale generale per la grande maggioranza degli alimenti secondo cui per ogni 100 grammi di prodotto, non ci possono essere più di 10 grammi di zucchero, quattro grammi di grassi saturi e due milligrammi di sale.
Ma il vicepresidente del gruppo Ferrero, Fulci sbotta dicendo che non esistono prodotto dolciari con meno di 10 grammi di zucchero ogni 100 grammi di prodotto.
A questo profilo generale Bruxelles ha fatto una serie di eccezioni per frutta, pesce, miele, chewingum, biscotti e pastiglie per la tosse, dove è accettata una presenza maggiore di zucchero, sali o grassi.
Naturalmete la posta in gioco è alta in quanto se queste soglie dovessero essere introdotte non sarebbe più possibile pubblicizzare con dichiarazioni sulla salute o sulle sostanza nutritive, numerosi prodotti della grande tradizione alimentare europea: la Nutella, ma anche il tradizionale pane nero tedesco che supera la soglia consentita di sale.
Il testo passa ora all'esame del Consiglio dei ministri dell'Ue e dovrà poi tornare al Parlamento europeo per una seconda lettura e un nuovo voto.

E ora ditemi, se non ci fosse più la Nutella non ci potrebbero più essere scene mitiche come questa


E poi . . .
Che mondo sarebbe senza Nutella

mercoledì 16 giugno 2010

Ciao Bocca di Rosa

Aveva 88 anni, Liliana Tassio, e molti anni fa ispirò con la sua grazia e la sua malinconica bellezza il cantautore Fabrizio De Andrè che ne cantò la storia consegnandola all'Olimpo della musica italiana e internazionale.
Mito o realtà? Secondo alcuni quotidiani, la storia si tinge di giallo. Dori Ghezzi e Paolo VIllaggio non sono sicuri della corrispondenza, anzi, il secondo la esclude: "Non ho mai conosciuto la Tassio, ma sono moltissime le persone che mitizzano il proprio passato", ha detto il comico genovese, amico di De Andrè. La vedova del cantautore è ancora più categorica: "Neppure la conobbe. Fabrizio mi ha detto che non era genovese ma una fan che gli aveva raccontato la sua vita. Mi sembra che venisse da Trieste".

Eppure fu proprio De Andrè a confessare nel '96 ad una giornalista di Repubblica che quella storia non era frutto della fantasia: "E' un fatto vero - ammise il cantautore - un episodio che è accaduto a me personalmente nel 1962 a Genova. Il paesino di Sant'Ilario citato nella canzone è in realtà la stazione di Nervi. Fu lì che sbarcò la mia Bocca di rosa". Era o no una prostituta? gli domandò la cronista: "Proprio come nella canzone, lei lo faceva per piacere, per passione, non per denaro".


Addio bocca di rosa con te se ne parte la primavera


FONTE: La Repubblica