venerdì 30 luglio 2010

Otranto patrimonio mondiale dell'Unesco

Arriva la trascrizione ufficiale del borgo antico della città dei Martiri tra i patrimoni culturali mondiali dell’Unesco come sito messaggero di pace: merito dello sforzo e del lavoro del locale Club
ll centro storico di Otranto è patrimonio culturale mondiale dell’Unesco come “Sito Messaggero di pace”. la ratifica ufficiale dell’iscrizione nella graduatoria riconosciuta dall’organismo internazionale, a Parigi, è arrivata pochi giorni fa, attraverso la presidentessa nazionale della Federazione dei Centri e dei Club Unesco, Marialuisa Stringa.


La domanda era stata presentata solo a fine giugno dal locale Club Unesco di Otranto. Il prestigioso riconoscimento attribuito al borgo antico di Otranto, in quanto “testimone di una cultura di pace”, si pone in continuità con il programma lanciato dalla Federazione mondiale nel 2000, anno dedicato proprio alla promozione del tema della cultura di pace. In allegato alla richiesta di iscrizione, è stata inviata una ricca documentazione storica, a cura del Club otrantino, che è stata presa in analisi dalla Divisione per la Cultura della Pace della Federazione Mondiale dell’Unesco, che l’ha valutata positivamente, evidenziando la qualità delle motivazioni “storiche, artistiche e sociali formulate all’interno”. L’auspicio della Federazione è che la nomina di Otranto a Patrimonio mondiale della cultura come “luogo testimone di Pace” consenta alla collettività locale di “ritrovare le sue importanti radici simboliche e storiche”, e allo stesso tempo, ai turisti “di condividere valori universali di pace, oggi troppo spesso perduti, in una dimensione che coinvolge i cittadini nella valorizzazione dei valori della tradizione, sulla quale oggi l’Unesco richiama l’attenzione del mondo”. Pertanto, il Club Unesco otrantino è stato autorizzato ad apporre una targa, che specifichi la collocazione del borgo antico tra i patrimoni mondiali della cultura di pace: l’insegna recante il simbolo della Federazione mondiale sarà probabilmente collocato nei pressi di Porta Terra, che immette nel centro storico.

venerdì 23 luglio 2010

Ecomostro a Torre Lapillo

Un angolo del nostro Salento violentato dal cemento.
La chiamano Punta Saponara, è a due passi dalla torre di avvistamento di Torre Lapillo.
E quel Punta già dà da pensare: il nome è un crudele omaggio alla più nota Punta Perotti di Bari. Sempre di ecomostro si tratta, anche stavolta in riva al mare.
A Torre Lapillo è in costruzione un albergo privato. E i cittadini insorgono. Il gruppo Facebook "Io non voglio l’ecomostro di Punta Saponara" conta quasi duemila iscritti.
I lavori però proseguono, come confermano da Legambiente Porto Cesareo: “Sono autorizzati e vanno avanti. In un primo momento la Guardia di finanza è intervenuta e ha bloccato il cantiere. Ma poi l’autorizzazione è arrivata e tutto è ripreso come prima”.
Già, come prima. Se non peggio, visto che il profilo della nuova struttura rovina il placido e intenso tramonto che da sempre si può osservare dalla riva, interrotto, fino ad ora, solo dalla torre.
“È l’ennesimo sopruso del più forte, l’ennesimo furto dei grandi”, si lamenta Laura Mangialardo scrivendo a Repubblica e rivolgendosi al presidente Vendola.
Il paradosso raggiunge il culmine se si considera che l’intera costa da Porto Cesareo a Punta Prosciutto è area marina protetta.


Ma poco male: c’è sempre un piano regolatore vecchio di quarant’anni, di quando Porto Cesareo era ancora una frazione di Nardò, che permette a un albergo di sorgere e cancellare la spiaggia.
Ecco il mostro:



FONTE: La Repubblica

martedì 13 luglio 2010

La mamma degli stupidi è sempre incinta

Pubblico questo articolo preso da AgoraVox.

La notizia la conoscete tutti, in un bar ad Hannover in Germania, per futili motivi (su quante coppe avesse vinto la Germania e quante l’Italia) due italiani vengono uccisi da un tedesco.

Bene proseguiamo, in Italia una Radio che si chiama Radio Padania, su questa vicenda, ancora una volta ha dato una interpretazione diversa della vita, così come ha fatto recentemente, per quei ragazzi morti in missione in Afghanistan, che essendo meridionali, non meritavano quelle attenzioni e i funerali di stato.

La morte ha sempre generato rispetto e pietà, è un momento di incontro di quel percorso comune, in cui ci incontreremo tutti, anche nei campi di battaglia si rispettava il nemico, ma, e dico ma, in questo caso si è avuta un po’ di pietà, non per i due ragazzi italiani morti, ma per l’esaltato tedesco che li ha uccisi.

Il solito conduttore della radio, comincia con i suoi ’buona padania libera’ rivolti agli ascoltatori, ricambiato con il solito affetto, a un certo punto arriva una telefonata da un ascoltatore che solidarizza con il tedesco dicendo ”Poverino, vittima dei terroni- riferendosi al tedesco (...) senza la protezione di un forte presidio identitario questi criminali ’ndranghetisti ti spazzano via: quel poveraccio di Hannover probabilmente si è sentito in pericolo e si è difeso come poteva, quindi non è da rimproverare, noi li conosciamo bene i sudisti. Mi spiace solo che ne pagherà le conseguenze”.

Ora dopo questa affermazione farneticante, tra l’altro qualcuno dei partecipanti ha deciso che i due italiani erano calabresi, mentre un ragazzo aveva origini sarde, l’altro origini siciliane, ma i meridionali sono come gli orientali oggi sono tutti calabresi, domani pugliesi e dopodomani sono tutti siciliani.

Avendo deciso qualcuno che questi calabresi sono un cancro per la civile padania, arrivano altre telefonate. Un ascoltatore di origine piemontese inizia a scagliarsi contro i calabresi immigrati nel Monferrato dicendo queste parole: "Quando i calabresi qui a Carmagnola portano il loro santo in spalle è qualcosa di terribile (...) questi qui non hanno perso la loro identità di popolo ed è scandaloso”.

Il buon conduttore, quando ascolta i bravi padani sghignazza e partecipa con amore a queste trasmissioni, lui ricorda sempre che i meridionali sono dei parassiti, escluso quelli che si sono convertiti alla lega. Questo si chiama razzismo, e sono anche degli episodi gravi di razzismo: si istiga la gente alla violenza ,e come giustamente dice Daniele Sensi, nella storia recente ci sono guerre nate dal nulla - vedesi ex Jugoslavia e Ruanda, dove tutto iniziò con le trasmissioni di Radio mille colline, che incitava all’odio razziale verso i Tutsi e verso gli Hutu moderati.

L’esperienza ha un senso quando non si ripetono gli errori del passato.




Fonte: Agoravox.it

lunedì 12 luglio 2010

Reverendo Hawkins - Oh Happy Day

Walter Hawkins, il cantante gospel della celeberrima canzone "Oh Happy Day" è morto in California, stroncato da un cancro. Hawkins, 61 anni, vincitore di un Grammy-award, era anche pastore protestante, studiò teologia a Berkeley. Insieme col fratello Edwin e altri amici, aveva fondato nel 1967 gli "Edwin Hawkins Singers". Due anni più tardi il gruppo incise la canzone "Oh Happy Day", sperando di vendere un centinaio di copie. Il successo invece fu enorme e il brano divenne un inno mondiale con 7 milioni di copie vendute. E' stata anche la prima canzone gospel che ha sfondato nel mondo della musica pop.
Eccolo mentre svolge i suoi due lavori: pastore e cantante.



Certo che così mi ci tufferei in chiesa!!!

venerdì 2 luglio 2010

World Cup 2010 - Uruguay vs Ghana - streaming free


Ecco la partita in streaming gratis per tutti
URUGUAY - GHANA
Cercate il canale HRT2 sopra il piccolo schermo che vi appare, è perfetto!
Oppure il canale della FIFA (è accanto a HRT2), si vede bene lo stesso!

N.B.
Per vederla su HRT2 c'è bisogno di Explorer e di VLC (che ormai hanno tutti). Altrimenti chi non ha VLC, ci sono altri canali in quel bouquet, ma con qualità peggiore.
Altri link per vedere la partita.
URUGUAY - GHANA
URUGUAY - GHANA
URUGUAY - GHANA
Buona Partita ! ! !
P.S. Per allargare lo schermo, basta cliccarci due volte sopra.

P.S. 2 Per chi interessa, ricordatevi che su RTL 102.5 c'è il commento della Gialappa's Band.