mercoledì 25 marzo 2009

Dance !!!

Questo tipo durante una partita a tennis tavolo, comunemente detto ping pong, che sta perdendo malamente per 10-0, riesce a strappare il punto della bandiera all'avversario e si lascia andare ad un ballo sfrenato. Il dubbio di questo video è il solito: realtà o pura montatura?
Comunque appena ho visto questo "ballerino" esibirsi, soprattutto quando urla verso il 56esimo secondo, subito mi è venuto in mente una persona (di chi parlo?) che proprio oggi ci ha reso partecipi del suo talento e ha emesso dei versacci similari.

sabato 21 marzo 2009

Roma vs Juventus in streaming

Allora ecco come da richiesta il link per tutti quelli che vogliono vedersi la partita Roma - Juventus in streaming gratis e non hanno Sky, Mediaset Premium o altre piattaforme di cui non mi interessa niente! Naturalmente adesso non so dire in che linga sia la telecronaca!

ROMA vs JUVENTUS

mercoledì 18 marzo 2009

Ritorna l'Onda, ritornano le cariche della polizia

Riparte l’Onda e sono guai. Gli studenti sono scesi in piazza in occasione della manifestazione indetta dalla Cgil contro la crisi e i provvedimenti del Governo in merito alle scelte sulla conoscenza, contro i tagli e gli ultimi provvedimenti per i precari della scuola.

A chi credeva che l’Onda si fosse fermata si sbagliava. Nonostante un paio di mesi in cui i movimenti hanno attuato forme di protesta diverse dalla manifestazione pubblica e quindi l’attenzione mediatica si era affievolita, ecco che la manifestazione indetta dalla Cgil è stata l’occasione adatta per far vedere a tutti cosa gli studenti (o una parte di essi) pensano della riforma Gelmini e della situazione scuola.

Tantissimi gli studenti, e non solo, in piazza in tutta Italia, ma l’attenzione si è velocemente spostata alla Sapienza di Roma dove per tutta la mattinata sono continuati gli scontri tra poliziotti e studenti; scontri alimentati dalla nuova legge che regolamenta i cortei nella capitale e prevede dei percorsi obbligatori in cui poter manifestare. Regole che, sottolineò il sindaco di Roma Alemanno, valgono anche per chi non ha firmato il Protocollo, come nei casi, appunto, dei movimenti studenteschi.

Lo striscione dietro cui ha sfilato il corteo all’interno della facoltà romana recitava “Sciopero in Onda, libertà in movimento” e ad attenderlo c’erano gli agenti in tenuta antisommossa. Gli scontri sono cominciati quando il corteo ha cercato di oltrepassare il cordone di Forze dell’Ordine e questi hanno caricato per allegerire. Sono state diverse le cariche della Polizia, per evitare che il corteo si spingesse troppo in là.

A quel punto è cominciata la risposta degli studenti che hanno cominciato un lancio di oggetti e soprattutto di “scarpe”. Una protesta ormai divenuta famosa grazie a Muntazer Al Zeidi, il giornalista irakeno che ha usato questa forma di protesta contro Bush (beccandosi tre anni di carcere). Gli studenti senza distinzione tra sigle destra e sinistra hanno accusato le forze dell’Ordine di sequestro di persona.

Il sindaco Alemanno messo al corrente della situazione ha commentato: “È stato appena firmato un protocollo in prefettura per evitare la proliferazione delle manifestazioni: non possiamo ricominciare con cortei di due-tre-quattrocento persone che si muovono per la città. C’è un impegno di tutta la città ad avere delle regole, rispettiamo il diritto a manifestare ma entro delle regole”, ma i ragazzi non ci stanno e criticano la setssa Cgil, rea di averlo firmato quel protocollo (AGGIORNAMENTO: il presidente del direttivo regionale del Lazio della Flc-Cgil Franco Gallerano dice: "Il protocollo d’intesa sui cortei a Roma, firmato anche dalla Cgil, serviva per poter creare un tavolo di discussione che riducesse il disagio della città e aiutasse i cittadini, ma se viene utilizzato per massacrare gli studenti non serve più a nulla e può anche essere stracciato" e continua dicendo che "il protocollo deve tornare ciò per cui è nato: un’intesa per limitare i danni alla città, non lo strumento per il primo questurino che decide di caricare i manifestanti" - fonte Ansa).




FONTE: AgoraVox

martedì 17 marzo 2009

Naruto Shippuden: Archivio medico segreto di Kabuto

Altro brevissimo post molto interessante su Naruto.
Oggi a parlare è Kabuto, che ci spiega i trasferimenti di corpo in corpo di Orochimaru, di come desiderasse quello di Itachi Uchiha, ma fallì, optando poi per Sasuke.
Bhè in pratica ve l'ho raccontato io questo video, ma guardatelo perchè è interessante . . .



:-))))

lunedì 16 marzo 2009

WiMAX Struggles to Find a Foothold in Western Europe

Will WiMAX become an orphan technology? Has the big push from 3G in the last two years and the prospect of 4G pushed WiMAX to the margins? As we saw in the first installment of this multi-part series, which covered the UK and Ireland, WiMAX is indeed in a difficult position, at least in the developed world. It will be a different story when we turn to Eastern Europe (next), Africa, and the Far East in future installments. But in the rest of Western Europe, which we explore here, the picture is much as in the UK and Ireland. “I think the industry is just looking somewhere else right now, it’s not looking at WiMAX,” says Emma Mohr-McClune, German-based principal analyst for wireless services in Europe at Current Analysis, a U.S. firm. “There are plenty of examples in our industry of great technologies, which didn’t get the support in time to make it into the mass market and I have a feeling that’s what’s going to happen [with WiMAX].” The reasons are simple. Established service providers are committed to 3G network solutions based on legacy GSM technology—which means High-Speed Downlink Packet Access (HSDPA), and in the future, LTE (Long Term Evolution).
Beaten to the punch
After five years of deployments, HSDPA is a mature technology in Europe. Urban and suburban areas of most countries are saturated with coverage. Networks deliver theoretical peak download throughput of 3.6 megabits per second (Mbps), even when the device is mobile. Many users are deciding they don’t need anything more. Mohr-McClune guesstimates the percentage of the Western European population left uncovered by 3G at 10%. “And as you go north, penetration gets better and better. There’s just not much of a business case for WiMAX.” Meanwhile, WiMAX lacks standardization, device compatibility, and “increasingly, a clear roadmap,” she contends. While it has a theoretical head start over cellular technologies in wireless broadband, the cellular technologies are catching up. “Why would [cellular providers] go with a whole new technology when their legacy technology is continuing to evolve, and getting very fast? The faster cellular networks get, the less incentive there is for them to go with a different technology.” This may be an excessively mobile-centric perspective, though. Howard Wilcox, a senior analyst at UK-based Juniper Research, doesn’t see WiMAX competing head to head with 3G—or at least not yet. “I think if you talk to a selection of WiMAX and 3G operators, they would say that they are not competing with each other, that they view it as more complementary than competitive,” Wilcox says. “I think it’s horses for courses.” In other words, what’s suitable for some isn’t necessarily suitable for all. WiMAX, he suggests, could still find a market among users, even in urban centers, who need higher-speed connectivity while mobile than they can get from 3G—architects who need to transmit large blueprint files, for example.
Staying put
For now, though, WiMAX competes primarily in the fixed wireless access space, with some providers offering nomadic service—the same modem you use to get access at the office or at home, also gives you access anywhere else within the provider’s coverage area. Even there, WiMAX does not have an easy time. In most markets, DSL providers can and do compete hard on price and service levels, notes analyst Cintia Garza, team leader of the WiMAXCounts program at Maravedis Inc., a research firm focused on WiMAX. In France, for example, DSL providers offer triple-play packages that include Internet access starting at €30 a month, while WiMAX providers offer relatively low-speed connectivity (1 to 2 Mbps) for a higher price, €55. So WiMAX, to this point, has been confined mainly to supplementing wireline service to reach rural and other underserved areas. “It’s very much a niche proposition in this region,” Mohr-McClune says. This is reflected in roll-out strategies of some of the major players in the region. Telenor in Norway, for example, which announced its WiMAX-based (16d) service in late 2007, plans to deploy first in cottage country along the Trøndelag coast. It will use wireless primarily in areas where it cannot provide ADSL service. DBD Deutsche Breitband Dienste GmbH in Germany is also explicitly targeting underserved areas. There are exceptions. Worldmax in the Netherlands launched its Aerea service as a city-wide hot zone in Amsterdam. Other major players in the region include Iberbanda and Banda Ancha in Spain, Clearwire in Belgium and Spain and Danske Telecom in Denmark. Most are targeting underserved areas.
Counting heads
It’s not clear how many live commercial WiMAX deployments there are in the region. WiMAX Counts says more than 80 providers are active across Europe (including the UK, Ireland, and Eastern Europe), of which an estimated 70% are in Western Europe. Information at the WiMAX Forum site suggests a smaller number are actually offering commercial services. Certainly the number of commercial providers is far fewer than the number of licensees. Indeed, in some jurisdictions—France, for one—regulators are investigating apparent breaches of contract by licensees who have not launched service according to schedule and may be subject to fines or revocation of their licenses. According to Maravedis, the current aggregate number of WiMAX subscribers, again for all Europe, is about 550,000, with an estimated 85% concentrated in Western Europe. The subscriber base is growing at about 20% per quarter, Garza says. Juniper last year predicted the subscriber base in Europe would reach about three million by 2013—but those numbers are under review, Wilcox hastens to point out. The majority of deployments, such as Telenor’s, use older 802.16d WiMAX technology, which can only deliver fixed and nomadic service. A smaller number, like Worldmax’s Aerea, use newer 802.16e technology. It’s capable of delivering mobile service, but not over 3.5 GHz spectrum, which lacks optimal propagation characteristics. Linkem S.p.A, an Italian company that started out offering hotspot services, but has begun a national roll-out of 802.16e technology, does bundle Internet access with VoIP service over the same connection. Linkem so far offers service only in some parts of Lombardy in the north and Puglia in the southeast. Linkem’s value proposition is similar to Xohm’s in the U.S [aka Clear]. It promises peak download throughput of 7 Mbps, and upload of 1 Mbps, both significantly faster than 3G can offer. Basic all-you-can-eat Internet service is €20 a month. For €30, Linkem throws in unlimited VoIP calling to landline numbers anywhere in the country, and for €45, adds 300 monthly minutes of calling to mobile phones. (As in most of Europe, Italian mobile users receive calls at no cost—the caller is charged.)But this is not mobile telephony or even true mobile broadband. Linkem offers modems for desktop and laptop computers and makes no claims about viability of connections when the device is mobile.
Spectrum choices
Except in parts of Scandinavia, where there is some 2.5GHz spectrum in use, WiMAX in Europe is primarily in the 3.5GHz band. Licensed providers using 16e say they will offer mobile service, but that may depend on their acquiring spectrum in the 2.6GHz band in future. And therein lies one of the other challenges for WiMAX providers. Although Norway and Sweden jumped the gun by allocating 2.6GHz spectrum in 2007 and 2008 respectively, other Western European countries have yet to assign spectrum in this crucial band, and some have delayed announced auctions. Austria, France, Germany, and the Netherlands are all expected to allocate 2.6 GHz spectrum in 2009. According to Maravedis, Italy, Portugal, and Spain are also preparing for auctions in 2009 or 2010. As Wilcox notes, though, there is no guarantee that WiMAX providers will get any of it. The allocation process is technology agnostic. And the delays and uncertainty put WiMAX providers in a dilemma. “On the one hand, they don’t want to wait too long to deploy their networks in their current 3.5Ghz spectrum,” Garza says. “On the other, they don’t want to invest huge amounts of money in building an infrastructure and deploying a technology that is likely to change in two years.” WiMAX providers faces other obstacles as well, she says. There is no ecosystem (of devices and ancillary service providers). Most available devices work in the 2.5GHz band, while providers are operating in 3.5GHz. And there is no true interoperability. And to top off the bad news, a global recession hits. It will almost certainly slow WiMAX providers down, analysts say. Since WiMAX is, as Wilcox notes, primarily of interest to new operators, and since they tend to be smaller start-ups, the dearth of capital for investing in uncertain new ventures will likely have a major impact. “They could be struggling a little if they can’t raise that capital,” Wilcox says. “So the current climate could be a bit bearish for WiMAX.” And that may end up being one colossal understatement—at least as it applies to Western Europe. In other parts of the world, as we’ll see next month, it’s a different story.

giovedì 12 marzo 2009

Censura Internet?

Allora partiamo da zero. E abbiate la pazienza di leggere perche è importante!
Purtroppo le numerose critiche mosse contro l’articolo 50bis del disegno di legge 733 sono state ignorate dai nostri cari parlamentari. Il 50bis, o più conosciuto come legge D'Alia, è il famoso articolo che prevede l’oscurazione di quei siti che si rendono "colpevoli" di pubblicare commenti che possono essere giudicati come apologia di reato o incitamento ad attività illecite. Si sprecano i commenti negativi per quello che a detta di tutti è un chiaro tentativo di censura della rete che è, per ora, l’unico luogo libero da influenze politiche ed economiche. Oltre al senatore D’Alia, troviamo anche l’onorevole Gabriella Carlucci all’attacco della rete. Con il disegno di legge 2195 la Carlucci vorrebbe eliminare la piaga della pedofilia e delle molestie a sfondo sessuale perpetrate in rete. Il come vuole farlo è abbastanza bizzarro. . .
In pratica l’onorevole Carlucci vorrebbe abolire l’anonimato in rete, e rendere obbligatorio l’uso del proprio nome (niente nickname) nei forum o su siti tipo Facebook. Per maggiori informazioni su questa proposta di legge cliccate <qui>
L'altro giorno, per la precisione il 10 Marzo, la Cassazione con la sentenza n° 10535, ha operato un giro di vite nei confronti dei blog, dei forum on line e di tutti i nuovi mezzi di comunicazione del proprio pensiero sottolineando che sono off limits tutte quelle manifestazioni contrarie al buon costume. In questa sentenza in pratica si stabilisce che forum, blog, newsletter e newsgroup non sono assimilabili alla stampa e dunque non sono soggetti agli stessi obblighi e alle stesse tutele. Qualcuno parla di sentenza liberticida, qualcuno parla invece di buona notizia per gli utenti della rete, soprattutto alla luce della legge D'Alia e al disegno di legge Carlucci. La sentenza della Cassazione, destinata dunque a fare giurisprudenza, è la risposta a un ricorso presentato dall'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) che contestava la legittimità del sequestro di alcune pagine del suo sito. Si trattava, in particolare, di alcuni messaggi pubblicati dai lettori del forum Dì la tua, ritenuti offensivi verso il comune sentimento religioso. Secondo l'Aduc, che anticipa un ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo, la sentenza è liberticida, perché stabilisce libertà diverse tra giornalisti e normali cittadini. Tuttavia non sono in pochi a salutarla come buona notizia. L'esonero dei siti Internet e dei blog dagli obblighi della legge sulla stampa mette la parola fine su una serie infinita di querelle e tacita i timori dei blogger: non vi sarebbe infatti più alcun obbligo di registrazione al tribunale, né l'imposizione di avere un direttore responsabile, né, soprattutto, vi sarebbe l'obbligo di controllo sui commenti, del cui contenuto sarebbero responsabili solo i loro autori.
Adesso aspettiamo l'evolversi della situazione, per vedere come va a finire.
L'argomento è delicato, io non esprimo giudizi su tutto "l'ambaradan", anche se è chiaro che almeno con la legge D'Alia non sono d'accordo, però non ho ancora bene chiaro in tensta se la sentenza della Suprema Corte si effettivamnte un danno o un bene, e quindi ripeto non esprimo giudizi. Ho scritto questo post con la scopo di informare le persone che si collegano a questo blog, e dare loro la possibilità di informarsi meglio e di crearsi un'opinione.


INFO: Agoravox
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mercoledì 11 marzo 2009

UEFA Champions League 2009 * eighth-finals - streaming

Oggi altra giornata di "coppa campioni". E giocano due italiane. L'inter come si sa è in chiaro sulla Rai, mentre la roma è sul satellite. Qui ci sono i link per poter vedere in streaming le partite di oggi (Roma, Arsenal, Inter, Manchester Utd., Barcellona, Lyon, Porto & Atl. Madrid), se qualcuno non è in casa o non ha Sky. Comunque per chi vuole usufruirne basta cliccare qua sotto. La brutta notizia è che la telecronaca non è in italiano, e ad essere sincero non ho la più pallida idea in che lingua parleranno. La buona notizia è che si vede veramente bene! ! !

ROMA vs ARSENAL

MANCHESTER UNITED vs INTER

BARCELLONA vs LYON

PORTO vs ATLETICO MADRID

GOOD LUCK ! ! !

lunedì 9 marzo 2009

Buuum ! ! !

Il dipartimento dei trasporti della Virginia (USA) ha realizzato un video sulle demolizioni con la musica di Rossini, e lo spot ha conquistato letteralmente la rete. Guardate questo video, è pazzesco . . . e anche bello!



Il canale YouTube del Virginia Department of Transportation

domenica 8 marzo 2009

sabato 7 marzo 2009

Naruto Shippuden: Rapporto insegnanti-allievi

Questo è un brevissimo post dedicato al mio amico Alessio, visto che giorni fa parlando di Naruto, ho cominciato a parlare delle relazioni tra insegnanti e allievi a partire dal primo Hokage fino ad arrivare a Naruto, e lui di questo non aveva le idee chiarissime.
Questo è il breve video con tutte le informazioni.



P.S. Penso che da oggi comincerò a mettere, piano piano, tutti questi brevi filmanti (quelli interessanti) in cui ci sono delle spiegazioni/informazioni, che altrimenti nel corso normale della storia non si riuscirebbero mai ad avere/capire.

Enjoy :-)))))

domenica 1 marzo 2009

Gmail, occhio alla beffa ! ! !

Ai problemi di inizio settimana, per gli utenti aventi casella di posta @gmail si è aggiunto un rischio ulteriore dovuto ad un messaggio inviato tramite Google Talk. La truffa era architettata per frodare gli utenti ottenendo i dati dei loro account. Per gli utenti Gmail è stata una settimana tribolata, iniziata con un danno e finita con una beffa. Il danno ha coinvolto tutti, nessuno escluso: un server europeo ha avuto seri problemi bloccando il servizio a livello internazionale. La beffa, fortunatamente, ha coinvolto solo pochi utenti ed il problema è stato rimarginato relativamente in fretta. Trattasi, comunque, dell'ennesima dimostrazione dell'elasticità e della prontezza d'azione dell'industria del "Male". L'attacco agli utenti "@gmail" è stato scatenato dal sito ViddyHo tramite un messaggio multicanale che, tramite un link di tipo TinyURL, reindirizzava ad un ipotetico video. Il link è stato inviato tanto tramite Google Talk quanto tramite Twitter, quanto ancora via mail. Al click sull'indirizzo, presentato con un invitante «check out this video», l'utente veniva reindirizzato ad una pagina nella quale venivano richieste le credenziali per l'accesso al proprio account su Gmail. Gli utenti che, fidatisi del sito, hanno inserito le proprie credenziali, hanno in pratica consegnato le chiavi d'accesso della propria casella di posta ad un malintenzionato. L'uso che se ne si può fare è il ladrocinio di password e contatti, nonché informazioni personali e l'uso stesso della casella a fini di spam. Quest'ultimo caso è stato l'unico verificato da Google nel caso specifico: nessun danno è stato arrecato agli account, ma gli stessi sarebbero stati utilizzati per inviare a loro volta il messaggio fraudolento nel tentativo di colpire, tramite messaggi inviati da amico ad amico, un numero sempre maggiore di vittime.
Una volta notificato il problema, Google si è affrettato a segnalare agli utenti coinvolti dalla truffa (quantomeno quelli adescati via Google Talk) che il loro account era in pericolo: password azzerate, quindi, e possibilità di rientrare in possesso del proprio account senza colpo ferire. ViddyHo, inoltre, è entrato immediatamente nella blacklist dei siti filtrati da Google prima di sparire del tutto rendendo il dominio irraggiungibile.
Risolta la beffa, Google è sceso in campo anche per porre una pezza al danno: nell'ovvia impossibilità di promettere affidabilità assoluta per i propri servizi online, infatti, Google ha voluto quantomeno promettere massima trasparenza. Il tutto è sfociato nella Google App Status Dashboard, una tabella online che aggiorna gli utenti, momento per momento, circa lo stato di salute dei diversi servizi di Mountain View.



FONTE: Digital.it