martedì 16 novembre 2010

Diritti Civili

Spero che ieri sera foste tra i 9 milioni e più che hanno visto Vieni via con me, il programma di RaiTre di Fazio e Saviano.
Non voglio stare qui a dissertare sul programma, se è bello, brutto, ben fatto o no.
Mi voglio soffermare invece su quello che ieri in prima serata, davanti a tantissime persone, è successo.
Si è parlato per la prima volta, senza le solite diatribe politiche del caso, di diritti civili. Si è raccontato delle storie di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby. Tatti saprete chi sono e di cosa sto parlando. Se così non dovesse essere, bhè mi dispiace molto e vi consiglio di seguire un po' di più il mondo che ci circonda senza le fette di salame sugli occhi.
Avevo intenzione di trattare questo argomento da un po' di giorni, da quando l'associazione Coscioni e il partito radicale avevano messo on-line (con le solite veementi proteste del giorno dopo) lo spot pro-eutanasia. Ma sono sincero, non sapevo come trattare l'argomento in modo"delicato".
Ieri sera c'è stata dell'alta televisione, in cui l'argomento è stato trattato, senza dibattiti di sorta, in modo umanissimo.
Vorrei chiedervi un po' del vostro tempo facendovi vedere i video in questione.
Inizio con Beppino Englaro.

E continuerei con Mina Welby preceduta dal racconto di Saviano sulla sua storia d'amore con il marito Piergiorgio.

Spero che tutto questo, sbattuto in prima serata, faccia aprire in Italia una discussione civile, sui diritti del malato senza isterismi politici e senza anatemi ecclesiastici. Tenendo bene a mente che il pensiero di pochi non può ostacolare qualcun'altro nell'esercitare i propri diritti.  
Ognuno deve essere libero di scegliere secondo coscienza.
Ricordando che quello che ci rende veramente diversi dagli animali è la libertà di scelta, il libero arbitrio che noi esercitiamo sulle nostre scelte.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Un giorno in giardino incontrai un prete.
Ero sola e gli chiesi in che concetto Dio tenesse i poveri pazzi.
"Mah" rispose quello, "che volete, figliola. I pazzi non sono responsabili."
"Mah", proseguii io, "se Dio ha dato il libero arbitrio perché scegliessimo il bene ed il male, perché ce l'ha tolto con la pazzia?"
Il prete rimase confuso e se ne andò borbottando, ma a me quel concetto rodeva dentro: perché un folle non può più essere padrone della sua volontà?
Mi chetavo solo quando pensavo a quanto fosse ignorante su questa materia.

(Alda Merini)

ceon ha detto...

lo stesso vale per la 194, o la legge 40.
Su argomenti così delicati non si puo imporre una scelta, ma dare a chiunque la possibilità di effetaurla come meglio crede. In fin dei conti ognuno di noi ha un vissuto completamente diverso e quindi le idee e le scelte sono diverse.
L'unica strada percorribile è il poter scegliere.

Maurizio ha detto...

naturalmente. Sia per la 194 che per la 40 non ci può essere l'obbligo dall'alto per una scelta fondaamentae nella vita di una persona.

Bella la poesia della Merini