domenica 9 gennaio 2011

Annarella, un mito

Se andate a Roma, oltre al bel giro turistico, non dimenticate di fare un salto a Piazza Montecitorio. No, non per andare davanti al Parlamento a protestare (anche se non sarebbe male), o a vedere chissà quale politico. Dovete andare, non solo perchè è una bella piazza storica della capitale, ma perchè se andate lì e vi guardate intorno, incontrerete senza dubbio un'arzilla vecchietta: Annarella.
Annarella ormai la conoscono tutti, dagli operatori televisivi, ai politici, che la temono più di ogni altra cosa perchè spiattella la verità in faccia a tutti senza nessuna remora. Ed è informatissima. Sul web ormai è un vero mito!
Vi posto un solo un paio di video, ma se andate su youtube, troverete dozzine di video con lei come protagonista.
Un vero mito!!!


Io propongo di candidarla alle primarie del PD, oppure che i leader di quella parte lì andassero un po' da lei ad imparare qualche cosa.
Forza Annarella!!!

giovedì 6 gennaio 2011

2011 o Medioevo?

Oggi il Papa, Benedetto XVI, nell'omelia della messa dell'Epifania contrasta le teorie scientifiche che negano il disegno divino: "Non lasciamoci limitare. Dio non si trova con un semplice telescopio"

In pratica ribadendo il che il tutto "non è frutto del caso" e che "Dio lo ha firmato con la razionalità eterna", stiamo mettendo le basi per tornare al Creazionismo.



Spero che il buon Flanders faccia ragionare un po'.
Rendiamoci conto che siamo nel 2011 ! ! !

sabato 1 gennaio 2011

Buon 2011

Dopo gli auguri di Natale, vi auguro un FELICISSIMO ANNO NUOVO

 BUON 2011

:-)))

sabato 25 dicembre 2010

Merry Christmas - Buon Natale

In un giorno come questo c'è veramente ben poco da dire, tranne che augurare un:
BUON NATALE 
A TUTTI

Con la speranza che oggi, ma non solo oggi, possa essere . . .

E per chi ama qualcosa di più natalizio . . .

martedì 21 dicembre 2010

Come Scaricare Video da RAI.TV

Può capitare di tanto in tanto di voler scaricare un video da Rai.tv per una miriade di motivi diversi, in primo luogo perchè l'adsl che fa i capricci e quindi diventa poco bello vederseli a scatti.
Scaricare un video dal sito Rai è possibile, ma da quando Rai.tv usa Microsoft Silverlight, è diventato un po' macchinoso. Questo è l'ultimissimo modo per scaricare un video dal sito Rai, ma avviso fin da subito che ogni tanto la Rai scopre il modus operandi, e cambia un po' di cose, e di conseguenza bisogna aspettare i nuovi "metodi".

Utilizzeremo due metodi pressochè uguali, solo che si richiede l'utilizzo di software differenti.
Prima di tutto bisogna andare nella pagina RAI dove risiede il video che interessa ed individuare l’indirizzo del flusso video.
Se si usa Internet Explorer :
Cliccare sulla pagina con il tasto dx su HTML e nella pagina che si apre andare in Modifica. Trovare la parola “videourl” oppure “mms” o ancora “media polis” (dipende dal video) e copiare l’indirizzo URL che sta subito li vicino (quello che comincia per http).
Se invece usi Firefox, per cercare quel link cliccare sulla pagina sempre con il tasto dx e andare su Visualizza Sorgente Pagina. Trovare  una delle parole indicate prima per poi copiarte l’indirizzo.
Una volta otteuto l’indirizzo in mano, devi scaricare ed installare VLC (un player video gratuito fra i più rinomati) ed una volta lanciato il programma andrare in Media > Converti/Salva… > Rete e nella casella chiamata Indirizzo inserire l'indirizzo copiato prima. Poi cliccare su Converti/Salva > Sfoglia ed inserire un nome a caso seguito dall’estensione .asf in un percorso conosciuto. Poi cliccare su Salva e nella casella “Profilo” selezionare “Video - WMV + WMA (ASF)”.  Premere Avvia e dopo un tempo più o meno uguale alla durata del video interessato, si avrà la copia sul PC nella cartella selezionata e pronto per essere visto con calma con il player preferito!
L'indirizzo mms si può ottenere anche in un altro modo.
Il primo passo da compiere è copiare l’indirizzo web della pagina RAI in cui si trova il video che ci interessa. Fatto questo colleghiamoci a Dariosky e incolliamo il link.Dove va incollato il link? Vedete il riquadro rosso nell’immagine qui accanto? Ecco, lì.Clicchiamo quindi sul pulsante “scarica il video” e successivamente copiamo il “Link al video“. Come? Premendo il pulsante destro del mouse sulla scritta che abbiamo evidenziato in giallo e poi cliccando su Copia indirizzo.
Dopo si può procedere esattamente come descritto prima, cioè copiando l'indirizzo nel player VLC ecc ecc...
Oppure bisogna scaricare un piccolo software gratuito, Orbit Downloader. Sfortunatamente questo programmino è disponibile solo per sistemi operativi targati Microsoft: quindi Windows XP, Vista e Seven.
Il passo successivo prevede l’apertura di Orbit Downloader.
Seguiamo ora i numeri dell’immagine. Clicchiamo l’icona “New” e nella finestra che apparirà, “Create New Download“, selezioniamo il riquadro URL. Ora incolliamo l’indirizzo che abbiamo copiato nel passaggio precedente, quello del “link al video“. Ora, cliccando su “Browse” possiamo scegliere dove salvare il nostro video, ovvero la cartella di destinazione. Infine diamo un nome comprensibile al nostro file, cambiandolo dalla casella “Save as“. E qui un avvertimento è d’obbligo: l’estensione del file deve essere obbligatoriamente wmv: se così non fosse il file risulterà illeggibile e noi ci troveremo ad aver fatto un lavoro inutile. Siamo quindi giunti all’ultimo passaggio: clicchiamo su “Download” e OrbitDownloader comincierà ora a scaricare il nostro filmato. Al termine del download troveremo il nostro file nella cartella di destinazione che abbiamo precedentemente stabilito, con il nome che gli abbiamo assegnato.
Bene questa piccolissima guida spero che possa esservi utile in qualche modo, a me senza dubbio, ogni vota che dovrò scaricare un video dal sito Rai, impedirà di impazzire sul web alla ricerca di modi semplici e veloci da utilizzare.
CIAO

venerdì 17 dicembre 2010

Ogni cervello in fuga vale 148 milioni di euro

L’esportazione delle “intelligenze” dovrebbe essere un punto d’orgoglio per un paese.
E l’Italia non ha eguali nel comparto. Specie nel settore medico, dove gli ultimi 4 Nobel ‘tricolori’ sono stati premiati sempre per la loro opera in strutture sanitarie e di ricerca non italiane.
Ma il fatto drammatico è che il lavoro intellettuale di qualità porta benefici economici molto rilevanti ai paesi di destinazione e non a quelli di partenza. E, allo stesso tempo, non c’è un movimento in senso inverso: l’Italia non attrae i ricercatori più quotati.

Vediamo in termini concreti cosa significa per il nostro paese la fuga dei ricercatori (centinaia ogni anno) che se ne vanno per trovare laboratori che sostengano i loro studi e ne premino il merito. Lo studio effettuato dall’ICom (Istituto per la Competitività), dice quanti soldi siano fuggiti insieme ai cervelli: dal 1989 ad oggi l’Italia si è lasciata scappare l'icredibile cifra di circa 4 miliardi di euro, cedendoli ai paesi che hanno accolto i nostri talenti, primi tra tutti gli Stati Uniti, seguiti da Francia e Svizzera. Lo studio ha effettuato una valutazione della fuga dei top scientist: ha preso in esame gli ultimi 20 anni, durante i quali sono stati depositati 155 domande di brevetto di cui l’inventore principale è nella lista dei top 20 italiani all’estero mentre 301 è il numero totale di brevetti a cui i nostri hanno contribuito come membri del team di ricerca. Il valore attuale dei brevetti diretti dai top 20 italiani fuggiti all’estero è di 861 milioni di euro netti e su 20 anni il dato si attesta a 2 miliardi di euro netti. Se si considerano invece tutti i brevetti (inventore principale o membro del team), arriviamo ad un valore di 1,7 miliardi euro e a 3,9 miliardi di euro nell’arco degli ultimi 20 anni, cifra che può essere paragonata all’ultima manovrina correttiva dei conti pubblici annunciata dal governo qualche mese fa.

Il 35 per cento dei 500 migliori ricercatori italiani nei principali settori di ricerca abbandona il paese, fra i primi 100 è addirittura uno su due a scegliere di andarsene perché in Italia non riesce a lavorare.  Nella top 20 dei migliori ricercatori italiani che oggi lavorano all’estero, su cui si basa lo studio presentato, compaiono la migliore scienziata donna, il ricercatore più giovane e il più eclettico. Tra i 20 anche Napoleone Ferrara, l’ultimo dei Lasker Awards per la ricerca clinica (l’ambito premio internazionale che spesso prelude ad un Nobel). Ferrara ha ricevuto il Lasker per i suoi studi su un farmaco che blocca la perdita della vista nei pazienti con degenerazione maculare senile umida, patologia che in passato conduceva alla cecità totale; nel 1988 ha lasciato Catania, dove è nato e ha studiato, per approdare negli Stati Uniti e oggi è il secondo migliore ricercatore italiano in termini di pubblicazioni e di impatto scientifico.

In rapporto alla scarsità di stanziamenti e al fatto che in Italia il numero sia più basso rispetto agli altri principali Paesi del G7 (da noi sono complessivamente 70.000, in Francia 155.000, in Regno Unito 147.000, in Germania 240.000, negli USA 1.150.00, in Canada 90.000 e in Giappone 640.00) i nostri ricercatori possiedono un indice di produttività individuale eccellente con il 2,28 % di pubblicazioni scientifiche. L’Italia è terza dopo l’Inghilterra (3,27%) ed il Canada (2,44%). Dopo di noi ci sono, in ordine, gli Stati Uniti (2,06%), la Francia (1,67%) la Germania (1,62%).

Ma quanto costa al nostro paese lasciare scappare oggi un giovane talento della ricerca? Secondo lo studio dell’ICom’, la valutazione della potenziale perdita di valore è quantificabile in 63 milioni di euro attuali per ogni giovane top scientist che il sistema della ricerca italiana si lascerà sfuggire. Se invece consideriamo la durata totale media di produzione scientifica, la quantità crescerebbe sino a 148 milioni di euro netti (arrivando a più di 200 milioni per uno scienziato specializzato in farmaceutica).

giovedì 2 dicembre 2010

Difendiamoci dagli Autovelox selvaggi

Comuni che installano anche 7 autovelox in due km, cartelli con la scritta “controllo elettronico della velocità” seminati a manciate anche se la macchinetta non c’è, semafori mutilati delle telecamere col cartello “rilievo fotografico del passaggio col rosso”, autostrade col portale “tutor in funzione” e tu non sai se è l’inizio o la fine del controllo di velocità.L’Italia è ormai in perenne, assurdo e incomprensibile conflitto fra chi fa le multe e chi le subisce. Troppi amministratori non rispettano le regole e approfittano della confusione, ma tanti automobilisti vogliono rispettare le leggi e ci chiedono di fare luce su ciò che è lecito e ciò che è “abuso di potere”. Dove e come si possono effettuare i controlli di velocità?
Strade comunali
Chiariamo che sono comunali le strade comprese all’interno dei cartelli che segnalano l’inizio e la fine di un Comune. Al loro interno non si possono istallare autovelox fissi o senza la presenza di un agente e senza contestare immediatamente la violazione. Quindi si possono usare strumenti di controllo senza limite e senza alcuna autorizzazione prefettizia, ma solo con la presenza di agenti e fermando sempre l’automobilista. La postazione va segnalata anche nell’ambito urbano con carlelli ben visibili sistemati ad almeno 80 metri prima del controllo. L’autovelox non può essere montato a bordo di vetture private e, quando lo è su vetture di servizio, queste devono tener accese le luci blu. La legge vuole che la postazione di controllo sia ben visibile e non nascosta.
Le grandi metropoli possono istallare postazioni fisse, senza la presenza di agenti e senza fermare l’automobilista, solo su tangenziali e strade di grande scorrimento, previa autorizzazione prefettizia.
Per riassumere, tutti i Comuni che hanno istallato nel loro ambito: cassonetti, chioschi e pali con macchinette fotografiche (postazioni fisse) devono spegnerli perché illegali. Non solo, ma devono anche rimuovere i cartelli che ne segnalano la presenza. I verbali che notificano infrazioni rilevate con tali strumenti sono illegittimi e vanno contestati di fronte al Giudice di pace o al prefetto.
Strade provinciali e regionali
Sono tutte quelle esterne ai Comuni e che non abbiano le caratteristiche di superstrade o autostrade. Qui i Comuni possono chiedere ai prefetti di adottare postazioni fisse e senza la presenza di agenti. Tuttavia la loro autorizzazione è subordinata a certi requisiti, che sono: pericolosità della strada, elevata incidentalità, impossibilità di adottare altre misure più efficaci. La postazione deve essere segnalata a destra e a sinistra della carreggiata con cartelli regolamentari per dimensione, colori, caratteri e palo di sostegno (quindi sono irregolari quelli poggiati per terra). Tali cartelli devono trovarsi ad almeno 150 metri dalla postazione, e ripetuti in caso di incrocio. A sua volta, la postazione (sia essa fissa o mobile) deve essere piazzata ad almeno 1000 metri dal segnale stradale che riduce la velocità da 90 km/h al limite inferiore. La legge prevede correttamente che non si debbano azionare i freni per adeguarsi al nuovo limite (sarebbe illogico), ma che basti semplicemente togliere il gas per qualche centinaio di metri per scendere al nuovo limite.
Queste norme valgono anche per le postazioni mobili che polizia stradale e carabinieri possono sempre utilizzare sulle strade provinciali senza alcuna autorizzazione prefettizia. Per quanto riguarda le polizie municipali, costatiamo che le pattuglie inviate a nascondere trappole sulle provinciali sono quasi scomparse da quando il Codice stabilisce che i proventi di tali sanzioni siano spartiti in parti uguali con le province. Evidentemente, ai Comuni non piace fare cassa per conto terzi.

Consiglio popolare: quando viaggiate e vi imbattete in un controllo di velocità, esaminate bene se rispetta le regole ( forma dei cartelli, posizione, distanza, luci blu). E se non sono regolari fotografateli e mostrateli su Internet. Purtroppo, quando si riceve il verbale, in genere non si è più in tempo per documentare l’abuso, specie se si trattava di una postazione mobile.

Fonte: Auto.it

lunedì 29 novembre 2010

Installare un Router è illegale

Scherzo?
No…in realtà leggendo tra le righe di un decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 Ottobre si evince che se, ad esempio, attacchi alla rete un router e non sei un installatore iscritto all’albo rischi una sanzione pecuniaria fino a 150.000 Euro…

Un chiaro modo di scrivere con i piedi le norme….
Stiamo parlando dell’Attuazione della direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni”.
In primis la definizione, ai fini del Decreto le apparecchiature terminali sono “le apparecchiature allacciate direttamente o indirettamente all’interfaccia di una rete pubblica di telecomunicazioni per trasmettere, trattare o ricevere informazioni; in entrambi i casi di allacciamento, diretto o indiretto, esso può essere realizzato via cavo, fibra ottica o via elettromagnetica; un allacciamento è indiretto se l’apparecchiatura è interposta fra il terminale e l’interfaccia della rete pubblica;“
l’articolo 2 quindi recita che Gli utenti delle reti di comunicazione elettronica sono ten

uti ad affidare i lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1), che realizzano l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, ad imprese abilitate secondo le modalità e ai sensi del comma 2.
Ecco il comma 2: Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, il Ministro dello sviluppo economico, adotta, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, un decreto volto a disciplinare:

a) la definizione dei requisiti di qualificazione tecnico-professionali che devono possedere le imprese per l’inserimento nell’elenco delle imprese abilitate all’esercizio delle attività di cui al comma 1; [OMISSIS]
Quindi, dulcis in fundo, l’articolo 3 che definisce il quadro sanzionatorio:

chiunque, nei casi individuati dal decreto di cui al comma 2, effettua lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1), realizzando l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, in assenza del titolo abilitativo di cui al presente articolo, è assoggettato alla sanzione amministrativa pecuniaria da 15.000 euro a 150.000 euro, da stabilirsi in equo rapporto alla gravità del fatto.
Quindi se da oggi comprate un router e lo attaccate alla presa Telecom di casa vostra, non essendo un installatore abilitato, al minimo rischiate una sanzione di 15000 Euro.
INFO: Agoravox.it

domenica 28 novembre 2010

Spot TV Usa - FIAT 500

E' dedicato alla 500, il primo spot Fiat destinato al mercato statunitense. Un tocco di orgoglio nazionale (''That's the italian way. That's the Fiat way'') e un po' di filosofia "Life is best when driven".
Nella clip la vettura vuole apparire come un inno alla concretezza e al “saper vivere”. La piccola italiana vorrebbe proporre ai suoi futuri clienti un “lifestyle” più intelligente, fatto di mobilità unità ad economia di esercizio e dimensioni più a misura di città; anche di quella americana. Per il momento l’auto sembra aver attirato molto interesse su di sé. Merito del design sbarazzino, del marchio (ri)debuttante e, sicuramente, anche del binomio Fiat-Chrysler. Alla 500 spetta anche il compito di aprire la strada alle Alfa Romeo: se l’utilitaria italiana riuscirà a cancellare lo storico motto “Fix It Again Tony” (riparala di nuovo Tony), attribuito qualche decennio fa alle auto torinesi, allora le Alfa troveranno un terreno decisamente più fertile e mentalmente aperto.


Certo che pensare a questa bella (a me piace molto) macchinina accanto ai bestioni americani (SUV, Jeep, Pick-up . . .), fa molta tenerezza. Quasi come Davide contro Golia.
Bhe io tifo per Davide.
:-)

giovedì 18 novembre 2010

ItaliaCamp

Il futuro non si prevede: si costruisce. Se chi ha coraggio e competenze è pronto ad assumersi responsabilità, le idee diventano fatti, le crisi svelano opportunità. 
È questa la scommessa del progetto ItaliaCamp, inaugurato a Roma lo scorso 16 ottobre, che vedrà la sua seconda tappa il 20 Novembre a Lecce, presso la sede dell’Università del Salento.

ItaliaCamp è la prima piattaforma operativa per innovare il Paese, creata da un ampio gruppo di giovani under 35, con l’obiettivo di raccogliere dalla società civile idee che, attraverso la loro concreta realizzazione, apportino innovazione sociale al Paese, contribuendo così attivamente alla crescita di una nuova coscienza partecipativa.
Il progetto nasce con la promozione del Concorso “La tua idea per il Paese” e la realizzazione, dal mese di ottobre, di quattro BarCamp: Roma, Lecce, Bruxelles e Milano. La tappa conclusiva dell’evento sarà tenuta a Palazzo Chigi, dove saranno promosse le idee vincitrici che saranno affidate ad unità di progetto che si occuperanno della loro esecuzione. Ma cos’è il BarCamp? …È un’area pubblica di discussione in cui ogni conferente prende parte col proprio operato, con le proprie idee allo sviluppo di un evento, esponendo i propri concetti da mettere in pratica e ascoltando quelli degli altri.
ItaliaCamp è un programma associativo concepito sulla tradizione dell’Università di Standford, in California, da un gruppo di studenti, ricercatori, imprenditori, professionisti e giovani in cerca di occupazione. Il suo fine è di costruire, iniziando dai centri universitari nazionali e internazionali, una rete di persone che diano vita ad un concetto di collettività perso, che alimenti di tutte le sue componenti una società civile, che prende forma mediante il confronto, il dibattito costruttivo e la produzione sinergica di nuovi parametri, da realizzare praticamente.
Sarà il Sindaco della città di Lecce Paolo Perrone ad aprire alle ore 9:30 i lavori per poi lasciare spazio ai saluti del Presidente della Provincia Antonio Maria Gabellone, del Rettore dell’Università del Salento Domenico La Forgia, del Presidente esecutivo dell’Associazione ItaliaCamp Fabrizio Sammarco.
A seguire, l’intervento del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che, attraverso il video, lancerà un importante messaggio alle giovani generazioni e al Paese.
Si proseguirà poi con un dibattito sul rapporto tra meridione ed innovazione, il concorso NEOS, con la partecipazione, tra gli altri, del Presidente dell’Associazione ItaliaCamp Pier Luigi Celli, del Presidente della Commissione Cultura di Confindustria Alessandro Laterza, del professore di Politica Economica dell’Università di Bari Gianfranco Viesti, del Professore di Fisica Generale dell’Università del Salento, Presidente IIT Roberto Cingolani, sollecitati dal direttore de Il Mattino Virman Cusenza e dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Giuseppe De Tomaso.

Alle ore 11:00 l’avvio della discussione in 7 aule in contemporanea sui seguenti temi: 
  • Lavoro e impresa: Creare e conservare il lavoro
  • Ricerca, scienza e tecnologia: Healthcare & technology transfer
  • Ricerca, scienza e tecnologia: Innovology
  • Energia, ambiente e infrastrutture: Quale energia per il Paese, quale ambiente per la persona
  • Economia, finanza e mercati: Alla ricerca del credito perduto
  • Cultura e società: Euromediterraneo: Progetti di connessione
  • Politica, istituzione e PA: Il governo del bene comune

mercoledì 17 novembre 2010

Steve Jobs parla a Stanford

Vi propongo questo discorso di Steve Jobs, fondatore e amministratore delegato della Apple, rivolto ai neolaureati di Stanford, una delle più famose ($$$) e note Università statunitensi, nonché del mondo intero. Parla di vita, di morte, di sogni e di come lui sia riuscito a realizzarli. Un bellissimo discorso.
Buona visione e buon ascolto

Certo come ogni discorso è un po' demagogico, per come la vedo io. E' facile dire che mollare l'Università è stata la scelta migliore. In America, terra di grandissime opportunità, ma anche di tragici fallimenti, ci sono migliaia di ragazzi che mollano il College con la speranza che la vita dia loro una possibilità, ma poi si trovano ai margini della società spesso in gravissime conizioni economiche.
Oppure affermare che dopo che la Apple ebbe successo, e quindi lui già era diventato plurimilionario, il suo licenziamento fu un bene perchè potè esplorare nuovi mondi. Per inciso la Pixar non l'ha fondata lui, l'ha comprata da George Lucas per 10 milioni di dollari.

Con questo non voglio assolutamente minimizzare la figura di Jobs del suo genio e del suo fiuto imprenditoriale. Assolutissimamente.
Volevo solo ribadire il concetto che dopo che tutto ti va bene nella vita, allora guardi agli avvenimenti del passato, anche quelli più duri, sotto un'altra ottica.
Spero con questo di non essermi inimicato tutti gli Apple-maniaci sparsi per il mondo
:-))

Terapia genica nella Talassemia

La talassemia è una malattia genetica, nel nostro paese sono 7 mila i pazienti e oltre 3 milioni i portatori sani. E’ una malattia ereditaria del sangue, legata all’incapacità dei globuli rossi di produrre emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno ed elimina anidride carbonica.
Nella forma major, il paziente si deve sottoporre a trasfusioni ogni due/tre settimane per mantenere valido il livello d'emoglobina. La guarigione definitiva è rappresentata dal trapianto di midollo osseo (primo intervento nel 1982 negli Stati Uniti), ma l'aspetto delicato è la non facile reperibilità dei donatori, anche in ambito familiare. Proprio per questo si è passati dal trapianto di cellule staminali da donatore correlato a quello da donatore non correlato. La sopravvivenza attuale è del 90%.

Poco meno di un mese fa, il 29 Ottobre per la precisione, si è tenuto a Taranto il convegno “Talassemie: il futuro nelle mani della ricerca”, organizzato dall’amministrazione comunale e dall’Associazione per il bambino Thalassemico. Il convegno è stato aperto dal sindaco Ippazio Stefàno, sia in qualità di primo cittadino, sia in quella di studioso di questa malattia da oltre 40 anni, che ha spiegato l’importanza della genoterapia e l’interesse per le cellule staminali che, combinate con quelle del cordone ombelicale, potenziano la speranza di guarigione per diverse patologie.
L’intervento più atteso è stato quello del prof. Aurelio Maggio, direttore Ematologia II dell’Ospedale V. Cervello di Palermo, che collabora con i centri di Roma e Cagliari e con gli Usa nello specifico con Michael Sadelain, direttore del dipartimento di genetica umana del Memorial Sloan Kettering Cancer Centre di New York.

Il prof. Maggio ha spiegato il nuovo approccio terapeutico, che si basa su una strategia tutto sommato semplice e che punta a risolvere il problema alla radice: “In laboratorio, ha spiegato, abbiamo creato un vettore virale, un lentivirus, nel quale cioè sono state eliminate le sequenze patogene inserendo al loro posto le sequenze terapeutiche; il vettore è stato poi trasferito nelle cellule di topo in coltura e nelle cellule staminali del midollo osseo di dieci pazienti siciliani”. Entusiasmanti i primi risultati, pubblicati sulla rivista “Nature biotechnology”. Si è dimostrato che le cellule trattate sono state effettivamente corrette dal vettore virale: coltivate in laboratorio, hanno raggiunto la completa maturazione con produzione di globuli rossi sani.

Questo nuovo vettore offre quindi ottime prospettive per la cura genetica dell'anemia falciforme e della talassemia, con rischi per il paziente molto ridotti. Tuttavia esistono diversi vettori virali e diverse strade che si stanno precorrendo. In Francia sono già stati effettuati i primi due trapianti di terapia genica. In un caso non c’è stato attecchimento ed il paziente è tornato al suo stato precedente. Nell’altro caso tutto è andato per il meglio e il paziente è da 27 mesi trasfusione-indipendente. 

Esiste però un problema. A un certo punto, i ricercatori si sono accorti che tra le cellule corrette ce n’era un gruppo particolarmente folto caratterizzato dalla sovrapproduzione di una particolare proteina chiamata HMGA2, che è stata associata ad alcune forme tumorali benigne e anche ad alcuni casi di leucemia.
Facciamo un passo indietro: quando i ricercatori iniettano in una cellula un vettore virale con il suo carico genetico, questo va a inserirsi nel genoma ospite. In alcuni casi, quindi, può inserirsi all’interno o nei pressi di un gene che regola la moltiplicazione cellulare, alterandolo. A sua volta, questa alterazione può provocare l’innesco di un processo di tumorigenesi. Per il momento non sembra esserci alcun segno di sviluppo tumorale o pretumorale, ma ovviamente la situazione va tenuta d’occhio. I ricercatori di Palermo, hanno messo a punto un sistema per rendere la terapia più efficace e sicura usando degli isolatori ricavati dal DNA dei ricci di mare. Gli isolatori sono barriere che impediscono ai geni trapiantati di venire a contatto tra loro.

Tra un paio di mesi avrà inizio il “trial” clinico per i primi cinque pazienti. I trial si svolgeranno a New York e tra questi ci saranno anche dei pazienti italiani.

martedì 16 novembre 2010

Diritti Civili

Spero che ieri sera foste tra i 9 milioni e più che hanno visto Vieni via con me, il programma di RaiTre di Fazio e Saviano.
Non voglio stare qui a dissertare sul programma, se è bello, brutto, ben fatto o no.
Mi voglio soffermare invece su quello che ieri in prima serata, davanti a tantissime persone, è successo.
Si è parlato per la prima volta, senza le solite diatribe politiche del caso, di diritti civili. Si è raccontato delle storie di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby. Tatti saprete chi sono e di cosa sto parlando. Se così non dovesse essere, bhè mi dispiace molto e vi consiglio di seguire un po' di più il mondo che ci circonda senza le fette di salame sugli occhi.
Avevo intenzione di trattare questo argomento da un po' di giorni, da quando l'associazione Coscioni e il partito radicale avevano messo on-line (con le solite veementi proteste del giorno dopo) lo spot pro-eutanasia. Ma sono sincero, non sapevo come trattare l'argomento in modo"delicato".
Ieri sera c'è stata dell'alta televisione, in cui l'argomento è stato trattato, senza dibattiti di sorta, in modo umanissimo.
Vorrei chiedervi un po' del vostro tempo facendovi vedere i video in questione.
Inizio con Beppino Englaro.

E continuerei con Mina Welby preceduta dal racconto di Saviano sulla sua storia d'amore con il marito Piergiorgio.

Spero che tutto questo, sbattuto in prima serata, faccia aprire in Italia una discussione civile, sui diritti del malato senza isterismi politici e senza anatemi ecclesiastici. Tenendo bene a mente che il pensiero di pochi non può ostacolare qualcun'altro nell'esercitare i propri diritti.  
Ognuno deve essere libero di scegliere secondo coscienza.
Ricordando che quello che ci rende veramente diversi dagli animali è la libertà di scelta, il libero arbitrio che noi esercitiamo sulle nostre scelte.

sabato 13 novembre 2010

La Consulta dice NO alle regioni contro il nucleare

Le regioni non hanno il potere di vietare l'installazione sul proprio territorio di impianti nucleari.
E' questo il senso del provvedimento della Corte Costituzionale che -stando alle anticipazioni dell' agenzia Ansa- ha dichiarato illegittime le leggi regionali con cui Puglia, Basilicata e Campania avevano vietato l'installazione sul loro territorio di impianti di produzione di energia nucleare, di fabbricazione di combustibile nucleare e di stoccaggio di rifiuti radioattivi. Secondo la Consulta i provvedimenti violano specifiche ed esclusive competenze dello Stato. ln particolare il deposito di materiali e rifiuti radioattivi è un tema che riguarda la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente mentre l'installazione di impianti di energia nucleare rientra nella competenza in materia di sicurezza. Secondo i giudici se le regioni ritengono che su questa materia sia necessaria un'intesa con lo Stato per l'installazione degli impianti allora possono impugnare le leggi statali dinanzi alla Consulta ma non possono emanare leggi regionali. A settembre la la Sogin, la società controllata dal Tesoro per la gestione degli impianti nucleari, aveva individuato 52 aree sparse in tutto il paese con le caratteristiche giuste per ospitare il sito per le scorie radioattive. La scelta del deposito nazionale per le scorie non sarà imposta ma avverrà d'accordo con le Regioni, con una sorta di asta: la comunità che accetterà i depositi radioattivi sarà compensata con forti incentivi economici.

Quindi adesso per chi non vuole questi obbrobri, e non vuole mettere a rischio la propria salute, e vive in zone con un'alta percentuale di  rischio per la scelta finale (come me), la prima cosa da fare è sperare che le regioni impugnino questa legge davanti alla Consulta e che questa dia ragione loroIn secondo luogo bisogna organizzarsi e fare una lotta che coinvolga la società, una lotta civile, e come ultima, ultimissima ipotesi . . . bhè vedere Terzigno!!!

martedì 9 novembre 2010

Boardwalk Empire

Boardwalk Empire. Cos'è?
Probabilmente molti di voi già lo sapranno, ma per chi non lo sapesse è l'ultima serie TV USA.
Probabilmente vi chiederete perchè faccio un post su questo prodotto e non su tanti altri. Il motivo è semplice. E' veremente fa-vo-lo-so.
In Italia non è ancora arrivato. E' ora in programmazione negli Stati Uniti, quindi per vederlo dovete vedere l'originale o sottotitolato in Italiano. In rete esistono decine di siti dove poterlo apprezzare. Vi voglio dare un suggerimento . . . cliccate qui, ma se non vi dovesse piacere trovatelo altrove. ;-)
Torniamo al telefilm.
Atlantic City, 1920. La guerra è finita, c'è il bum di Wall Street, la grande depressione del '29 è lontana, e il congresso ha varato il proibizionismo. Da questo punto iniziale si snocciola la storia che coinvolge anche personaggi come: Big Jim Colosimo, Johnny Torrio, Frankie Yale, Arnold Rothstein, Lucky Luciano e un giovane Al Capone.
La serie ideata da Terence Winter (già sceneggiatore de I Soprano) è prodotta e diretta, tra gli altri, anche da Martin Scorsese, che in più ha messo la propria firma proprio alla regia dell'episodio pilota. Nel cast, tra i tanti attori, risalta la presenza di un sublime Steve Buscemi, che è anche il protagonosta principale.
Ma sono questi gli aspetti che mi hanno spinto a parlare di questa serie? Assolutamente no! Quello che mi ha colpito è la qualità del prodotto. Non sembra assolutamente un prodotto per la Tv, ma un vero film Hollywoodiano. I dettagli maniacali, la scenografia, la colonna sonora, ecc sono di primo ordine (non voglio neanche immaginare il budget). In più i telefilm generalmente hanno una durata di 40 minuti circa, questo di un'oretta e la puntata di pilota anche di più.
Ne ho viste tante di serie Tv molto pubblicizzate per un motivo o per un altro, ma tutte mi deludevano in qualche cosa, alla fine preferivo un prodotto più alla mano, ma almeno "genuino", ma questo è davvero diverso.
Vabbè adesso basta, io ne ho parlato, adesso siete liberi di fare quello che più vi aggrada e anche di criticare il post.
Metto qualche trailer delle decine e decine che si trovano in rete.

free counters