giovedì 6 gennaio 2011

2011 o Medioevo?

Oggi il Papa, Benedetto XVI, nell'omelia della messa dell'Epifania contrasta le teorie scientifiche che negano il disegno divino: "Non lasciamoci limitare. Dio non si trova con un semplice telescopio"

In pratica ribadendo il che il tutto "non è frutto del caso" e che "Dio lo ha firmato con la razionalità eterna", stiamo mettendo le basi per tornare al Creazionismo.



Spero che il buon Flanders faccia ragionare un po'.
Rendiamoci conto che siamo nel 2011 ! ! !

6 commenti:

gigì ha detto...

come hai ragione

Anonimo ha detto...

come dice Spinoza:

Ratzinger: "Dio non si trova con un semplice telescopio". Vuole vendervi il suo.

Anonimo ha detto...

e pensare che anche papa giovanni paolo II ha escluso il creazionismo e ha detto che l'antico testamento non bisigna prenderlo alla lettera, ma più che altro come guida

Anonimo ha detto...

Oggi il Papa ha detto: "L'educazione sessuale e civile impartita nelle scuole di alcuni Paesi europei costituisce una minaccia alla libertà religiosa."
Giusto l'educazione sessuale e civile devono essere tabù, altrimenti c'è il rischio che qualcuno pensi con la testa propria.

Il testamento di Tito di Faber è oggi più che mai reale e veritiero.
Io insegnerei questa canzone ai bambini.

Maurizio ha detto...

Hai ragione, IL TESTAMENTO DI TITO, è una "canzone" veramente speciale, che tutti dovrebbero conoscere e ragionarci sopra. E farlo ascoltare ai bambini, sarebbe un bel modo per instillare loro capacità critiche utili sempre e in ogni circostanza.

Anonimo ha detto...

Il Papa, in veste di educatore, ha ieri insegnato che l’ignoranza è forza. Che a scuola non si debbano suscitare domande, ma impartire risposte. Che l’ordine, la correttezza e la giustizia si mantengano privando gli alunni di una forma di conoscenza, piuttosto che infondendo in ciascuno di essi la capacità di valutarne la sensatezza con il proprio spirito critico, mettendo in gioco il proprio senso di responsabilità. Certe verità devono essere intenzionalmente taciute, anche contro il bene dell’individuo e proprio nel luogo deputato a pronunciarle ad alta voce.