domenica 30 gennaio 2011

Men's final Australian Open 2011 - Djokovic vs Murray - streaming free


Segui la diretta della finale maschile degli Australian Open tra il n°3  al mondo Djokovic e il n°6 Murray.

Clicca nei link indicati qui sotto, e . . . buona finale!

Link1

Link2


I link sono perfettamente funzionanti, controllati e in più io mi sto guardando la finale.
Enjoy

mercoledì 26 gennaio 2011

Arte in Puglia - Bohemien

Oggi parliamo di arte.
L'arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana - svolta singolarmente o collettivamente - che porta a forme creative di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza. Nella sua accezione odierna, l'arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni.
Questo è quello che dice Wikipedia.

Io ho una carissima amica, ma che dico amica, una seconda sorella, laureata all'Accademia di Belle Arti di Napoli che è bravissima. Fa quadri, disegni, incisioni su vetro, e altro, il tutto con diverse tecniche (non entro nello specifico perchè io capisco poco meno di niente e non vorrei dire delle enormi fesserie) e ha già fatto diverse mostre.

Ha un negozietto-studio nel centro storico di Altamura (BA) che si chiama Bohemien.
Questa è la vista che ci offre Google Maps-Street view:

mentre questa caratteristica foto è stata fatta una sera quando evidentemente era nevicato:

Ma naturalmente non posso parlare e parlare senza mostrare qualche cosetta fatta da lei.
Mi scuso in anticipo. Nessuno qui è fotografo, quindi le foto possiamo dire che fanno più cha altro intuire l'opera che mostrarla appieno. Quindi prospettive, luci, messa a fuoco e quant'altro non sono "granchè".








Se vi piacciono, o volete avere notizie sui quadri, o in generale siete interessati all'artista, bhè scrivetelo nei commenti e poi io provvederò in qualche modo.
Enjoy

martedì 25 gennaio 2011

Queen - Live AID

Penso non ci sia bisogno di dare molte spiegazioni su questo post.
Il nome e l'immagine qui accanto sono conosciuti da tutti in ogni angolo del pianeta.
Io semplicemente adoro-amo i Queen. Adoro TUTTA la loro musica, le loro canzoni, le loro famosissime performance live e i loro look straordinari. Dico solo che mi dispiace non avere avuto un' età adeguata quando loro erano in attività, perchè avrei fatto di tutto per andare a vedere un concerto.

Sul versante del rock, nessuno come i Queen e come il frontman Freddie Mercury (all'anagrafe Farrokh Bulsara), seppe nobilitare con altrettanto regale divismo, il gusto per la sfrontatezza e l'esibizionismo.
Forse non tutti sanno che il logo qua accanto è un disegno dello stesso Mercury che include i segni zodiacali dei quattro componenti, sovrastati da un'araba fenice, scelta in segno di immortalità e speranza. Il logo era composto da due leoni (Roger Taylor e John Deacon) a presidiare la corona della regina al centro di una "Q" (Queen, appunto), un granchio per il segno del Cancro (Brian May) e due fate a rappresentare la Vergine (Freddie Mercury).
Per concludere degnamente questo post non potevo che mettere quella che è da tutti ritenuta la migliore esibizione live della storia della musica moderna: la loro esibizione al Live AID il 13 Luglio 1985.

Godetevela!

venerdì 21 gennaio 2011

Olkiluoto: nucleare incubo

Sono un paio di giorni che vi rompo con lo stesso argomento, ma è davvero importante che più gente possibile sappia la realtà dei fatti. Diffondete gente, doffondete . . .

Viaggio nella centrale costruita dai francesi, uguale a quella che il nostro Paese vuole importare. E che, tra tempi di costruzione e costi raddoppiati, non promette nulla di buono.

Fonte: La Repubblica

giovedì 20 gennaio 2011

Greenpeace: il contro-spot ironico

L'associazione ambientalista lancia una campagna per replicare con il sarcasmo a quella del Forum a sostegno del ritorno all'atomo. "Quella era una pubblicità scorretta realizzata con i soldi dei contribuenti"

Fonte: La Repubblica

mercoledì 12 gennaio 2011

Rifiuti d'oro

Dissociatore molecolare.
No, non è l'ultima arma montata sull'Enterprise. E' solo il metodo con il quale poter trasformare i rifiuti e le discariche in una miniera d'oro.
A Pisa, l'azienda Belvedere (metà comunale e metà privata) ha costruito il primo impianto con queta tecnologia, impianto da 5 tonnellate al giorno, dove i rifiuti vengono scaldati fino a 500 °C, in assenza di ossigeno. In questo modo le molecole di carta, legno, plastica e sonstanze organiche, non bruciano, ma si scompongono, trasformandosi in miscela gassosa di ossido di carbonio e idrogeno che può essere bruciata direttamente per scaldare il reattore, oppure trasformata, tramite catalizzatori, in metano o idrocarburi liquidi. E cosa resta nel reattore? Solo vetro e metalli riciclabili. Sono già state fatte tutte le prove esprimentazioni e si è confermato l'assenza di diosine o inquinanti vari. In più questo impianto può funzionare nonsolo con rifiuti nuovi, ma anche con quelli "vecchi", in questo modo se mancano rifiuti "freschi", si integrano con quelli già interrati.
Questo di Pisa, già in funzione, è solo uno dei tanti modi di poter riutilizzare i rifiuti.
Poi ce ne sono altri esempi virtuosi in Italia, da Nord a Sud, tipo . . .

Questo impianto di Sogliano, non è all'ultimo grido, è dal '90 in funzione, ma ha reso la comunità libera da rifiuti e con meno tasse da pagare.
Oppure.

O ancora altro esempio di ricerca messa al servizio di tutti.

Io d'altra parte avevo già scritto un articolo su come trasformare i rifiuti in un'opportunità economica nel post Biocarburanti da rifiuti. Ma come si può notare alla base di tutto c'è la RICERCA.
Dopo di che, una volta trovati sistemi che possano evitare discariche su dicariche, ci vorrebbe una volontà politica di trasformare i rifiuti in piccoli giacimenti di petrolio.
Ma una cosa è importante, e lo dico a tutti quelli che leggeranno questo post.
RICICLATE SEMPRE

martedì 11 gennaio 2011

Naoto Date - Tiger Man

L'Uomo Tigre, il popolare personaggio dei cartoni animati giapponesi (nel video la storica sigla) colpisce ancora e prosegue le donazioni a favore di bambini. Sono otto le città in tutto il Sol Levante che soltanto ieri hanno riferito di nuove iniziative benefiche ispirate al lottatore professionista che, nell'apprezzata serie di animazione degli anni '60-'70, combatte contro il male per aiutare i bambini di un orfanotrofio, facendo salire i casi a oltre 30 unità, nel calcolo fatto dai media nipponici.
La scia di buone azioni, in pieno spirito natalizio, era non a caso iniziata la mattina del 25 dicembre a Maebashi, città della prefettura di Gunma, a nord di Tokyo, dove davanti alla porta di un consultorio per la tutela dei minori erano stati lasciati 10 pacchi rossi pieni di altrettante cartelle per scuola elementare, del valore di 30.000 yen (280 euro) l'una. La lettera allegata portava la firma di 'Naoto Date', il nome dell'Uomo Tigre, con la preghiera che i regali fossero consegnati ai bambini. Una storia singolare, ma che da allora si è ripetuta in tutto il Paese, alimentata da un forte senso di emulazione, secondo l'ipotesi più gettonata.

FONTE: La Repubblica

domenica 9 gennaio 2011

Annarella, un mito

Se andate a Roma, oltre al bel giro turistico, non dimenticate di fare un salto a Piazza Montecitorio. No, non per andare davanti al Parlamento a protestare (anche se non sarebbe male), o a vedere chissà quale politico. Dovete andare, non solo perchè è una bella piazza storica della capitale, ma perchè se andate lì e vi guardate intorno, incontrerete senza dubbio un'arzilla vecchietta: Annarella.
Annarella ormai la conoscono tutti, dagli operatori televisivi, ai politici, che la temono più di ogni altra cosa perchè spiattella la verità in faccia a tutti senza nessuna remora. Ed è informatissima. Sul web ormai è un vero mito!
Vi posto un solo un paio di video, ma se andate su youtube, troverete dozzine di video con lei come protagonista.
Un vero mito!!!


Io propongo di candidarla alle primarie del PD, oppure che i leader di quella parte lì andassero un po' da lei ad imparare qualche cosa.
Forza Annarella!!!

giovedì 6 gennaio 2011

2011 o Medioevo?

Oggi il Papa, Benedetto XVI, nell'omelia della messa dell'Epifania contrasta le teorie scientifiche che negano il disegno divino: "Non lasciamoci limitare. Dio non si trova con un semplice telescopio"

In pratica ribadendo il che il tutto "non è frutto del caso" e che "Dio lo ha firmato con la razionalità eterna", stiamo mettendo le basi per tornare al Creazionismo.



Spero che il buon Flanders faccia ragionare un po'.
Rendiamoci conto che siamo nel 2011 ! ! !

sabato 1 gennaio 2011

Buon 2011

Dopo gli auguri di Natale, vi auguro un FELICISSIMO ANNO NUOVO

 BUON 2011

:-)))

sabato 25 dicembre 2010

Merry Christmas - Buon Natale

In un giorno come questo c'è veramente ben poco da dire, tranne che augurare un:
BUON NATALE 
A TUTTI

Con la speranza che oggi, ma non solo oggi, possa essere . . .

E per chi ama qualcosa di più natalizio . . .

martedì 21 dicembre 2010

Come Scaricare Video da RAI.TV

Può capitare di tanto in tanto di voler scaricare un video da Rai.tv per una miriade di motivi diversi, in primo luogo perchè l'adsl che fa i capricci e quindi diventa poco bello vederseli a scatti.
Scaricare un video dal sito Rai è possibile, ma da quando Rai.tv usa Microsoft Silverlight, è diventato un po' macchinoso. Questo è l'ultimissimo modo per scaricare un video dal sito Rai, ma avviso fin da subito che ogni tanto la Rai scopre il modus operandi, e cambia un po' di cose, e di conseguenza bisogna aspettare i nuovi "metodi".

Utilizzeremo due metodi pressochè uguali, solo che si richiede l'utilizzo di software differenti.
Prima di tutto bisogna andare nella pagina RAI dove risiede il video che interessa ed individuare l’indirizzo del flusso video.
Se si usa Internet Explorer :
Cliccare sulla pagina con il tasto dx su HTML e nella pagina che si apre andare in Modifica. Trovare la parola “videourl” oppure “mms” o ancora “media polis” (dipende dal video) e copiare l’indirizzo URL che sta subito li vicino (quello che comincia per http).
Se invece usi Firefox, per cercare quel link cliccare sulla pagina sempre con il tasto dx e andare su Visualizza Sorgente Pagina. Trovare  una delle parole indicate prima per poi copiarte l’indirizzo.
Una volta otteuto l’indirizzo in mano, devi scaricare ed installare VLC (un player video gratuito fra i più rinomati) ed una volta lanciato il programma andrare in Media > Converti/Salva… > Rete e nella casella chiamata Indirizzo inserire l'indirizzo copiato prima. Poi cliccare su Converti/Salva > Sfoglia ed inserire un nome a caso seguito dall’estensione .asf in un percorso conosciuto. Poi cliccare su Salva e nella casella “Profilo” selezionare “Video - WMV + WMA (ASF)”.  Premere Avvia e dopo un tempo più o meno uguale alla durata del video interessato, si avrà la copia sul PC nella cartella selezionata e pronto per essere visto con calma con il player preferito!
L'indirizzo mms si può ottenere anche in un altro modo.
Il primo passo da compiere è copiare l’indirizzo web della pagina RAI in cui si trova il video che ci interessa. Fatto questo colleghiamoci a Dariosky e incolliamo il link.Dove va incollato il link? Vedete il riquadro rosso nell’immagine qui accanto? Ecco, lì.Clicchiamo quindi sul pulsante “scarica il video” e successivamente copiamo il “Link al video“. Come? Premendo il pulsante destro del mouse sulla scritta che abbiamo evidenziato in giallo e poi cliccando su Copia indirizzo.
Dopo si può procedere esattamente come descritto prima, cioè copiando l'indirizzo nel player VLC ecc ecc...
Oppure bisogna scaricare un piccolo software gratuito, Orbit Downloader. Sfortunatamente questo programmino è disponibile solo per sistemi operativi targati Microsoft: quindi Windows XP, Vista e Seven.
Il passo successivo prevede l’apertura di Orbit Downloader.
Seguiamo ora i numeri dell’immagine. Clicchiamo l’icona “New” e nella finestra che apparirà, “Create New Download“, selezioniamo il riquadro URL. Ora incolliamo l’indirizzo che abbiamo copiato nel passaggio precedente, quello del “link al video“. Ora, cliccando su “Browse” possiamo scegliere dove salvare il nostro video, ovvero la cartella di destinazione. Infine diamo un nome comprensibile al nostro file, cambiandolo dalla casella “Save as“. E qui un avvertimento è d’obbligo: l’estensione del file deve essere obbligatoriamente wmv: se così non fosse il file risulterà illeggibile e noi ci troveremo ad aver fatto un lavoro inutile. Siamo quindi giunti all’ultimo passaggio: clicchiamo su “Download” e OrbitDownloader comincierà ora a scaricare il nostro filmato. Al termine del download troveremo il nostro file nella cartella di destinazione che abbiamo precedentemente stabilito, con il nome che gli abbiamo assegnato.
Bene questa piccolissima guida spero che possa esservi utile in qualche modo, a me senza dubbio, ogni vota che dovrò scaricare un video dal sito Rai, impedirà di impazzire sul web alla ricerca di modi semplici e veloci da utilizzare.
CIAO

venerdì 17 dicembre 2010

Ogni cervello in fuga vale 148 milioni di euro

L’esportazione delle “intelligenze” dovrebbe essere un punto d’orgoglio per un paese.
E l’Italia non ha eguali nel comparto. Specie nel settore medico, dove gli ultimi 4 Nobel ‘tricolori’ sono stati premiati sempre per la loro opera in strutture sanitarie e di ricerca non italiane.
Ma il fatto drammatico è che il lavoro intellettuale di qualità porta benefici economici molto rilevanti ai paesi di destinazione e non a quelli di partenza. E, allo stesso tempo, non c’è un movimento in senso inverso: l’Italia non attrae i ricercatori più quotati.

Vediamo in termini concreti cosa significa per il nostro paese la fuga dei ricercatori (centinaia ogni anno) che se ne vanno per trovare laboratori che sostengano i loro studi e ne premino il merito. Lo studio effettuato dall’ICom (Istituto per la Competitività), dice quanti soldi siano fuggiti insieme ai cervelli: dal 1989 ad oggi l’Italia si è lasciata scappare l'icredibile cifra di circa 4 miliardi di euro, cedendoli ai paesi che hanno accolto i nostri talenti, primi tra tutti gli Stati Uniti, seguiti da Francia e Svizzera. Lo studio ha effettuato una valutazione della fuga dei top scientist: ha preso in esame gli ultimi 20 anni, durante i quali sono stati depositati 155 domande di brevetto di cui l’inventore principale è nella lista dei top 20 italiani all’estero mentre 301 è il numero totale di brevetti a cui i nostri hanno contribuito come membri del team di ricerca. Il valore attuale dei brevetti diretti dai top 20 italiani fuggiti all’estero è di 861 milioni di euro netti e su 20 anni il dato si attesta a 2 miliardi di euro netti. Se si considerano invece tutti i brevetti (inventore principale o membro del team), arriviamo ad un valore di 1,7 miliardi euro e a 3,9 miliardi di euro nell’arco degli ultimi 20 anni, cifra che può essere paragonata all’ultima manovrina correttiva dei conti pubblici annunciata dal governo qualche mese fa.

Il 35 per cento dei 500 migliori ricercatori italiani nei principali settori di ricerca abbandona il paese, fra i primi 100 è addirittura uno su due a scegliere di andarsene perché in Italia non riesce a lavorare.  Nella top 20 dei migliori ricercatori italiani che oggi lavorano all’estero, su cui si basa lo studio presentato, compaiono la migliore scienziata donna, il ricercatore più giovane e il più eclettico. Tra i 20 anche Napoleone Ferrara, l’ultimo dei Lasker Awards per la ricerca clinica (l’ambito premio internazionale che spesso prelude ad un Nobel). Ferrara ha ricevuto il Lasker per i suoi studi su un farmaco che blocca la perdita della vista nei pazienti con degenerazione maculare senile umida, patologia che in passato conduceva alla cecità totale; nel 1988 ha lasciato Catania, dove è nato e ha studiato, per approdare negli Stati Uniti e oggi è il secondo migliore ricercatore italiano in termini di pubblicazioni e di impatto scientifico.

In rapporto alla scarsità di stanziamenti e al fatto che in Italia il numero sia più basso rispetto agli altri principali Paesi del G7 (da noi sono complessivamente 70.000, in Francia 155.000, in Regno Unito 147.000, in Germania 240.000, negli USA 1.150.00, in Canada 90.000 e in Giappone 640.00) i nostri ricercatori possiedono un indice di produttività individuale eccellente con il 2,28 % di pubblicazioni scientifiche. L’Italia è terza dopo l’Inghilterra (3,27%) ed il Canada (2,44%). Dopo di noi ci sono, in ordine, gli Stati Uniti (2,06%), la Francia (1,67%) la Germania (1,62%).

Ma quanto costa al nostro paese lasciare scappare oggi un giovane talento della ricerca? Secondo lo studio dell’ICom’, la valutazione della potenziale perdita di valore è quantificabile in 63 milioni di euro attuali per ogni giovane top scientist che il sistema della ricerca italiana si lascerà sfuggire. Se invece consideriamo la durata totale media di produzione scientifica, la quantità crescerebbe sino a 148 milioni di euro netti (arrivando a più di 200 milioni per uno scienziato specializzato in farmaceutica).

giovedì 2 dicembre 2010

Difendiamoci dagli Autovelox selvaggi

Comuni che installano anche 7 autovelox in due km, cartelli con la scritta “controllo elettronico della velocità” seminati a manciate anche se la macchinetta non c’è, semafori mutilati delle telecamere col cartello “rilievo fotografico del passaggio col rosso”, autostrade col portale “tutor in funzione” e tu non sai se è l’inizio o la fine del controllo di velocità.L’Italia è ormai in perenne, assurdo e incomprensibile conflitto fra chi fa le multe e chi le subisce. Troppi amministratori non rispettano le regole e approfittano della confusione, ma tanti automobilisti vogliono rispettare le leggi e ci chiedono di fare luce su ciò che è lecito e ciò che è “abuso di potere”. Dove e come si possono effettuare i controlli di velocità?
Strade comunali
Chiariamo che sono comunali le strade comprese all’interno dei cartelli che segnalano l’inizio e la fine di un Comune. Al loro interno non si possono istallare autovelox fissi o senza la presenza di un agente e senza contestare immediatamente la violazione. Quindi si possono usare strumenti di controllo senza limite e senza alcuna autorizzazione prefettizia, ma solo con la presenza di agenti e fermando sempre l’automobilista. La postazione va segnalata anche nell’ambito urbano con carlelli ben visibili sistemati ad almeno 80 metri prima del controllo. L’autovelox non può essere montato a bordo di vetture private e, quando lo è su vetture di servizio, queste devono tener accese le luci blu. La legge vuole che la postazione di controllo sia ben visibile e non nascosta.
Le grandi metropoli possono istallare postazioni fisse, senza la presenza di agenti e senza fermare l’automobilista, solo su tangenziali e strade di grande scorrimento, previa autorizzazione prefettizia.
Per riassumere, tutti i Comuni che hanno istallato nel loro ambito: cassonetti, chioschi e pali con macchinette fotografiche (postazioni fisse) devono spegnerli perché illegali. Non solo, ma devono anche rimuovere i cartelli che ne segnalano la presenza. I verbali che notificano infrazioni rilevate con tali strumenti sono illegittimi e vanno contestati di fronte al Giudice di pace o al prefetto.
Strade provinciali e regionali
Sono tutte quelle esterne ai Comuni e che non abbiano le caratteristiche di superstrade o autostrade. Qui i Comuni possono chiedere ai prefetti di adottare postazioni fisse e senza la presenza di agenti. Tuttavia la loro autorizzazione è subordinata a certi requisiti, che sono: pericolosità della strada, elevata incidentalità, impossibilità di adottare altre misure più efficaci. La postazione deve essere segnalata a destra e a sinistra della carreggiata con cartelli regolamentari per dimensione, colori, caratteri e palo di sostegno (quindi sono irregolari quelli poggiati per terra). Tali cartelli devono trovarsi ad almeno 150 metri dalla postazione, e ripetuti in caso di incrocio. A sua volta, la postazione (sia essa fissa o mobile) deve essere piazzata ad almeno 1000 metri dal segnale stradale che riduce la velocità da 90 km/h al limite inferiore. La legge prevede correttamente che non si debbano azionare i freni per adeguarsi al nuovo limite (sarebbe illogico), ma che basti semplicemente togliere il gas per qualche centinaio di metri per scendere al nuovo limite.
Queste norme valgono anche per le postazioni mobili che polizia stradale e carabinieri possono sempre utilizzare sulle strade provinciali senza alcuna autorizzazione prefettizia. Per quanto riguarda le polizie municipali, costatiamo che le pattuglie inviate a nascondere trappole sulle provinciali sono quasi scomparse da quando il Codice stabilisce che i proventi di tali sanzioni siano spartiti in parti uguali con le province. Evidentemente, ai Comuni non piace fare cassa per conto terzi.

Consiglio popolare: quando viaggiate e vi imbattete in un controllo di velocità, esaminate bene se rispetta le regole ( forma dei cartelli, posizione, distanza, luci blu). E se non sono regolari fotografateli e mostrateli su Internet. Purtroppo, quando si riceve il verbale, in genere non si è più in tempo per documentare l’abuso, specie se si trattava di una postazione mobile.

Fonte: Auto.it

lunedì 29 novembre 2010

Installare un Router è illegale

Scherzo?
No…in realtà leggendo tra le righe di un decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 Ottobre si evince che se, ad esempio, attacchi alla rete un router e non sei un installatore iscritto all’albo rischi una sanzione pecuniaria fino a 150.000 Euro…

Un chiaro modo di scrivere con i piedi le norme….
Stiamo parlando dell’Attuazione della direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni”.
In primis la definizione, ai fini del Decreto le apparecchiature terminali sono “le apparecchiature allacciate direttamente o indirettamente all’interfaccia di una rete pubblica di telecomunicazioni per trasmettere, trattare o ricevere informazioni; in entrambi i casi di allacciamento, diretto o indiretto, esso può essere realizzato via cavo, fibra ottica o via elettromagnetica; un allacciamento è indiretto se l’apparecchiatura è interposta fra il terminale e l’interfaccia della rete pubblica;“
l’articolo 2 quindi recita che Gli utenti delle reti di comunicazione elettronica sono ten

uti ad affidare i lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1), che realizzano l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, ad imprese abilitate secondo le modalità e ai sensi del comma 2.
Ecco il comma 2: Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, il Ministro dello sviluppo economico, adotta, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, un decreto volto a disciplinare:

a) la definizione dei requisiti di qualificazione tecnico-professionali che devono possedere le imprese per l’inserimento nell’elenco delle imprese abilitate all’esercizio delle attività di cui al comma 1; [OMISSIS]
Quindi, dulcis in fundo, l’articolo 3 che definisce il quadro sanzionatorio:

chiunque, nei casi individuati dal decreto di cui al comma 2, effettua lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1), realizzando l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, in assenza del titolo abilitativo di cui al presente articolo, è assoggettato alla sanzione amministrativa pecuniaria da 15.000 euro a 150.000 euro, da stabilirsi in equo rapporto alla gravità del fatto.
Quindi se da oggi comprate un router e lo attaccate alla presa Telecom di casa vostra, non essendo un installatore abilitato, al minimo rischiate una sanzione di 15000 Euro.
INFO: Agoravox.it
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