martedì 11 maggio 2010

The Next City

Le città di domani, ovvero "Next city", saranno città che aiutano il pianeta grazie a un'urbanistica innovativa. Ne sono esempio, Linz, Copenaghen, Stoccolma, Vienna, città europee in cui da tempo si è iniziato a progettare e a realizzare quartieri che, da un uso sostenibile dell'energia, diventano veri e propri modelli di un'urbanistica innovativa. Next city è il concetto delle città di domani, quelle che andrebbero progettate per migliorare la qualità della vita.
Un primo caso è quello di Linz. Un modo di costruire già all'avanguardia vent'anni fa grazie a tecnologie innovative con edifici capaci di minimizzare i consumi energetici ed esaltare la vivibilità degli spazi puntando su illuminazione e circolazione naturale dell'aria. La "solar city" di Pichling è il top, si tratta del quartiere sostenibile di Linz, il cui progetto è iniziato nel 1992 e che ora è divenuto realtà.
Poi è la volta di Copenaghen che dal 1995 al 2005 ha ridotto del 20% le proprie emissioni di CO2 e intende ridurle di un altro 20% entro il 2015. Nella capitale danese non consumano annualmente più di 40 kwh per metro quadrato e i permessi per edificare sono subordinati a una verifica dei progetti su 14 punti che riguardano la sostenibilità: dal bilancio energetico all'uso dell'acqua.Non è da meno Stoccolma: la capitale svedese vuole azzerare le emissioni pro-capite entro il 2050. Interessante è per esempio la "banlieu" di Jrra dove è operativo un progetto massiccio di riqualificazione energetica degli edifici costruiti tra il 1966 e il 1980, per ridurne il consumo medio da 188 a 80 Kwh/mq anno, con la designazione da parte della municipalità di "sportelli energia" e di "responsabile energia" per ogni condominio. Un altro quartiere esempio è Hammerby, sorto bonificando una brownfield (ex area industriale parzialmente contaminata), in cui vengono integrate soluzioni all'avanguardia come, per esempio, le acque reflue che vengono utilizzate per produrre energia attraverso la fermentazione dei residui organici trasformati in biometano, e nei trasporti viene scoraggiato l'uso dell'auto.
Un'altra esperienza limite è Vienna, città caratterizzata da sostanziosi aiuti pubblici all'edilizia (597 milioni di euro all'anno) però a patto che si rispettino i criteri di sostenibilità, come per esempio il "carfree settlement": un progetto di edilizia popolare da 244 appartamenti sostenibilità, ma con soli 24 posti auto.

Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto club e di Qualenergia e presidente di Exalto, ha commentato:"Una concezione di urbanistica che è fondamentale se vogliamo raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti sul medio-lungo termine, come quello di ridurre le emissioni dell' 80% entro il 2050. E' una grande opportunità dal punto di vista sociale ed economico, oltre a essere un notevole motore per l'economia".

1 commento:

Oplax ha detto...

...interessante...