giovedì 12 marzo 2009

Censura Internet?

Allora partiamo da zero. E abbiate la pazienza di leggere perche è importante!
Purtroppo le numerose critiche mosse contro l’articolo 50bis del disegno di legge 733 sono state ignorate dai nostri cari parlamentari. Il 50bis, o più conosciuto come legge D'Alia, è il famoso articolo che prevede l’oscurazione di quei siti che si rendono "colpevoli" di pubblicare commenti che possono essere giudicati come apologia di reato o incitamento ad attività illecite. Si sprecano i commenti negativi per quello che a detta di tutti è un chiaro tentativo di censura della rete che è, per ora, l’unico luogo libero da influenze politiche ed economiche. Oltre al senatore D’Alia, troviamo anche l’onorevole Gabriella Carlucci all’attacco della rete. Con il disegno di legge 2195 la Carlucci vorrebbe eliminare la piaga della pedofilia e delle molestie a sfondo sessuale perpetrate in rete. Il come vuole farlo è abbastanza bizzarro. . .
In pratica l’onorevole Carlucci vorrebbe abolire l’anonimato in rete, e rendere obbligatorio l’uso del proprio nome (niente nickname) nei forum o su siti tipo Facebook. Per maggiori informazioni su questa proposta di legge cliccate <qui>
L'altro giorno, per la precisione il 10 Marzo, la Cassazione con la sentenza n° 10535, ha operato un giro di vite nei confronti dei blog, dei forum on line e di tutti i nuovi mezzi di comunicazione del proprio pensiero sottolineando che sono off limits tutte quelle manifestazioni contrarie al buon costume. In questa sentenza in pratica si stabilisce che forum, blog, newsletter e newsgroup non sono assimilabili alla stampa e dunque non sono soggetti agli stessi obblighi e alle stesse tutele. Qualcuno parla di sentenza liberticida, qualcuno parla invece di buona notizia per gli utenti della rete, soprattutto alla luce della legge D'Alia e al disegno di legge Carlucci. La sentenza della Cassazione, destinata dunque a fare giurisprudenza, è la risposta a un ricorso presentato dall'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) che contestava la legittimità del sequestro di alcune pagine del suo sito. Si trattava, in particolare, di alcuni messaggi pubblicati dai lettori del forum Dì la tua, ritenuti offensivi verso il comune sentimento religioso. Secondo l'Aduc, che anticipa un ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo, la sentenza è liberticida, perché stabilisce libertà diverse tra giornalisti e normali cittadini. Tuttavia non sono in pochi a salutarla come buona notizia. L'esonero dei siti Internet e dei blog dagli obblighi della legge sulla stampa mette la parola fine su una serie infinita di querelle e tacita i timori dei blogger: non vi sarebbe infatti più alcun obbligo di registrazione al tribunale, né l'imposizione di avere un direttore responsabile, né, soprattutto, vi sarebbe l'obbligo di controllo sui commenti, del cui contenuto sarebbero responsabili solo i loro autori.
Adesso aspettiamo l'evolversi della situazione, per vedere come va a finire.
L'argomento è delicato, io non esprimo giudizi su tutto "l'ambaradan", anche se è chiaro che almeno con la legge D'Alia non sono d'accordo, però non ho ancora bene chiaro in tensta se la sentenza della Suprema Corte si effettivamnte un danno o un bene, e quindi ripeto non esprimo giudizi. Ho scritto questo post con la scopo di informare le persone che si collegano a questo blog, e dare loro la possibilità di informarsi meglio e di crearsi un'opinione.


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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Chi scrive su un muro non è rintracciabile, chi scrive in Rete quasi sempre lo è. Il suo IP lo è. Nella maggior parte dei casi la Polizia Postale è in grado di identificarlo. Questi stanno delirando. La legge Pisanu chiede la carta di identità a chi si collega in Wi Fi. Nei parchi di New York, di Londra, di Parigi, di Madrid ci si collega a decine di reti Wi Fi da una panchina o sdraiati su un prato. Siamo l'unica nazione del mondo che è riuscita a invertire l'accesso a Internet. Nessuno è stato capace di tanto. Neppure la Cina o la Birmania. Il numero di famiglie che si collegano in Italia è diminuito nell'ultimo anno. In migliaia di comuni non arriva l'Adsl o, se è presente, ha la velocità di un doppino. Abbiamo investito miliardi nel digitale terrestre, una tecnologia morta, invece di diffondere Internet nelle scuole e nella pubblica amministrazione.

Anonimo ha detto...

Secondo alcuni esperti, la sentenza della Cassazione non è una brutta notizia, come invece sostengono dall’ADUC, che ha già annunciato il ricorso alla Corte europea. Fulvio Sarzana di S. Ippolito, per esempio, ha dichiarato a Repubblica.it che la sentenza chiarisce finalmente che non vi sia obbligo di controllo su quanto pubblicato dai commentatori su un blog e che la responsabilità, di conseguenza, è solo dell’autore del commento.

D’accordo anche Andrea Monti, altro esperto di diritto dell’informatica, che però sottolinea alcune applicazioni abnormi della legge, come il sequestro di interi siti per la presenza, magari, di un solo messaggio incriminato. La sentenza della Cassazione sarà probabilmente richiamata quando verranno esaminati i disegni di legge presentati da alcuni parlamentari, come quello dell’onorevole Gabriella Carlucci!!!!!