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mercoledì 12 gennaio 2011

Rifiuti d'oro

Dissociatore molecolare.
No, non è l'ultima arma montata sull'Enterprise. E' solo il metodo con il quale poter trasformare i rifiuti e le discariche in una miniera d'oro.
A Pisa, l'azienda Belvedere (metà comunale e metà privata) ha costruito il primo impianto con queta tecnologia, impianto da 5 tonnellate al giorno, dove i rifiuti vengono scaldati fino a 500 °C, in assenza di ossigeno. In questo modo le molecole di carta, legno, plastica e sonstanze organiche, non bruciano, ma si scompongono, trasformandosi in miscela gassosa di ossido di carbonio e idrogeno che può essere bruciata direttamente per scaldare il reattore, oppure trasformata, tramite catalizzatori, in metano o idrocarburi liquidi. E cosa resta nel reattore? Solo vetro e metalli riciclabili. Sono già state fatte tutte le prove esprimentazioni e si è confermato l'assenza di diosine o inquinanti vari. In più questo impianto può funzionare nonsolo con rifiuti nuovi, ma anche con quelli "vecchi", in questo modo se mancano rifiuti "freschi", si integrano con quelli già interrati.
Questo di Pisa, già in funzione, è solo uno dei tanti modi di poter riutilizzare i rifiuti.
Poi ce ne sono altri esempi virtuosi in Italia, da Nord a Sud, tipo . . .

Questo impianto di Sogliano, non è all'ultimo grido, è dal '90 in funzione, ma ha reso la comunità libera da rifiuti e con meno tasse da pagare.
Oppure.

O ancora altro esempio di ricerca messa al servizio di tutti.

Io d'altra parte avevo già scritto un articolo su come trasformare i rifiuti in un'opportunità economica nel post Biocarburanti da rifiuti. Ma come si può notare alla base di tutto c'è la RICERCA.
Dopo di che, una volta trovati sistemi che possano evitare discariche su dicariche, ci vorrebbe una volontà politica di trasformare i rifiuti in piccoli giacimenti di petrolio.
Ma una cosa è importante, e lo dico a tutti quelli che leggeranno questo post.
RICICLATE SEMPRE

sabato 13 novembre 2010

La Consulta dice NO alle regioni contro il nucleare

Le regioni non hanno il potere di vietare l'installazione sul proprio territorio di impianti nucleari.
E' questo il senso del provvedimento della Corte Costituzionale che -stando alle anticipazioni dell' agenzia Ansa- ha dichiarato illegittime le leggi regionali con cui Puglia, Basilicata e Campania avevano vietato l'installazione sul loro territorio di impianti di produzione di energia nucleare, di fabbricazione di combustibile nucleare e di stoccaggio di rifiuti radioattivi. Secondo la Consulta i provvedimenti violano specifiche ed esclusive competenze dello Stato. ln particolare il deposito di materiali e rifiuti radioattivi è un tema che riguarda la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente mentre l'installazione di impianti di energia nucleare rientra nella competenza in materia di sicurezza. Secondo i giudici se le regioni ritengono che su questa materia sia necessaria un'intesa con lo Stato per l'installazione degli impianti allora possono impugnare le leggi statali dinanzi alla Consulta ma non possono emanare leggi regionali. A settembre la la Sogin, la società controllata dal Tesoro per la gestione degli impianti nucleari, aveva individuato 52 aree sparse in tutto il paese con le caratteristiche giuste per ospitare il sito per le scorie radioattive. La scelta del deposito nazionale per le scorie non sarà imposta ma avverrà d'accordo con le Regioni, con una sorta di asta: la comunità che accetterà i depositi radioattivi sarà compensata con forti incentivi economici.

Quindi adesso per chi non vuole questi obbrobri, e non vuole mettere a rischio la propria salute, e vive in zone con un'alta percentuale di  rischio per la scelta finale (come me), la prima cosa da fare è sperare che le regioni impugnino questa legge davanti alla Consulta e che questa dia ragione loroIn secondo luogo bisogna organizzarsi e fare una lotta che coinvolga la società, una lotta civile, e come ultima, ultimissima ipotesi . . . bhè vedere Terzigno!!!

lunedì 20 aprile 2009

Non do neanche un euro

Se avete tempo leggete questa lettera di Giacomo di Girolamo, un cittadino di Marsala che, con questo sfogo ha dato vita a vari gruppi di discussione su Facebook facendo il record di letture e commenti. La lettera è apparsa anche sul quotidiano nazionale Repubblica:
“Di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.

Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.

Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.

Eppure penso che le tragedie, tutte, possano essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.

E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno? Avrei potuto anche scucirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?

Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.

Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.

Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.

Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.

Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima? Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.

Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.

Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto. Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.

Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.

Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.

Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.

E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia. Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri e rivendico il diritto di dire quello che penso. “Come la natura quando muove la terra, d’altronde”.
Cosa ne pensate?

venerdì 12 dicembre 2008

Brutto tempo e mare in tempesta

Sono diversi giorni che ormai il tempo non ci dà tregua. Brutto, anzi bruttissimo tempo. Vento fortissimo e pioggia perenne, e noi da queste parti non è che siamo molto abituati.
Ecco il mare (e il cielo) come si presentava questa mattina dopo il vento di questa notte.




E questo è niente! Il mare durante la nottata ha travolto tutto! Portando praticamente la spiaggia, i ciottoli, i sassi sulla carreggiata stradale e oltre, anche per una parte dell'entroterra. Impressionante!!! Purtroppo ho solo due foto, e non sono quelle più rappresentative di quello che si può vedere facendosi una camminata verso mare, perchè le batterie mi hanno lasciato subito dopo. Però almeno rendono l'idea.


La zona fotografata è più o meno questa (marina di Lizzano- le conche/Bagnara):

lunedì 8 dicembre 2008

Marijuana d'archeologia

E' stato scoperto di recente in Cina, in una tomba di 2700 anni fa, nel deserto del Gobi, un chilo di marijuana ancora verde. Dopo la scoperta, sono stati effettuati dei test sui resti vegetali che hanno dimostrato che la pianta possedeva potenti proprietà allucinogene. Dopo questi test sono aumentati i dubbi che gli antichi la potessero usare per fare vestiti, cordami e oggetti di uso quotidiano.
A questo punto la domanda nasce spontanea. Per cosa la usavano?. . .

lunedì 3 novembre 2008

Cai + Ilva = Taranto città più inquinata

I soci della cordata Cai per il salvataggio di Alitalia cosa ci guadagnano? E’ una domanda che ci siamo posti tutti quanti. La risposta è semplice: favori dal governo. E non sono solo sospetti, ma ci sono anche i fatti. Atlantia (già Autostrade SpA., del gruppo Benetton), ha ottenuto un adeguamento molto favorevole delle tariffe autostradali. E Emilio Riva (gruppo siderurgico; Riva Acciaio SpA, Ilva SpA,) ha ottenuto la proroga per un altro anno della cassa integrazione a Genova per 550 operai. E mi vorrei soffermare proprio sul gruppo Riva. Il motivo è semplice. A Taranto con l’Ilva si sta giocando con la salute dei cittadini.

Infatti i dati dell’Ines (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti) non ammettono interpretazioni. L’Ines certifica, riferimento al 2006, che Taranto risulta essere la città più inquinata d’Italia e forse del mondo, anche più della cinese Linfen (per la Banca mondiale probabilmente la città più inquinata di tutto il pianeta). Considerando le sostanze più velenose nell’aria Taranto raggiunge 528 punti e la seconda, Livorno, è a quota 101. A Taranto si respira il 92% della diossina prodotta in tutta Italia, il 49% del mercurio, il 67% del piombo. Contribuiscono a produrre queste miscele letali: raffineria, cementificio e soprattutto l’Ilva. La casistica media annovera casi di tumore alla faringe per ragazzi di 13 anni, come fossero accaniti fumatori.

L’Ail (Associazione Italiana contro le Leucemie), è promotrice della sottoscrizione, firmata da oltre settemila cittadini, Non lasciate morire Taranto di cancro, che sembra dare fastidio ad alcuni esponenti della maggioranza. Filippo Berselli (An) e l’ex Ministro della Giustizia Roberto Castelli (Lega) hanno chiesto all’Ail di cancellarli e il senatore Paolo Guzzanti (FI) ha minacciato di denunciare l’Ail per molestie. E’ bene sapere che il limite per l’emissione della diossina, stabilito dal protocollo europeo Aarhus, è di 0,4 nanogrammi al metro cubo mentre nel 2006 il governo Berlusconi aveva fissato il limite a 10 nanogrammi al metro cubo.

Ma non è tutto. Anzi è solo l’inizio.
Il gruppo Riva ha già ottenuto la sconfessione, da parte del governo, dei dati allarmanti rilevati dall’ Arpa (Agenzia regionale per la Protezione Ambientale) sui camini dello stabilimento. I tecnici regionali dovevano esprimersi sulla concessione o meno dell’Aia, (Autorizzazione integrata ambientale) una documento necessario per la prosecuzione dell' attività dello stabilimento siderurgico di Taranto. Invece il ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, li ha rimossi mettendo dei tecnici di sua fiducia. L' Ilva «non ha superato i limiti di legge sulle emissioni della diossina». Questo è quanto detto nei giorni scorsi dal presidente del nuovo comitato tecnico ministeriale che entro marzo dovrà esprimersi sull' Aia. A questo punto il Presidente dalla regione Vendola ha deciso di emanare una legge regionale che imporrà all' Ilva, così come a tutte le altre aziende che producono in Puglia, la riduzione delle emissioni inquinanti.

Gli abitanti di Taranto inoltre dovranno dire addio ai migliaia di alberi che dovevano spuntare tra l’Ilva e la città, e che dovevano ammortizzare gli effetti delle ciminiere. Questa zona cuscinetto, frutto dell’accordo tra l’ex Ministro delle Politiche Agricole e il sindaco Stefàno, dal valore di due milioni di euro (che si sarebbero dovuti trasformare tutti in alberi), sono stati tagliati dall’ nuova finanziaria.

giovedì 23 ottobre 2008

Aiuto!!! Ci hanno sfrattato . . .

AAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHH ! ! ! !

Questo post è rivolto soprattutto ai "borrachini", a tutti quelli che vengono a mare a Torre Borraco, nella mia zona.
Come si può ben vedere dalle immagini, hanno fatto quella specie di recinzione (per proteggere le dune e la macchia) attorno alle dune e intorno ai nostri ginepri, e sono passati proprio in mezzo all'area in cui ogni anno costruiamo il nostro bellissimo CAMPO da BEACH VOLLEY.
In pratica ci hanno appena sfrattato!
Non potremmo più fare il campo, a meno che non distruggiamo il tutto!
Ma dopo tanti anni ormai. Era diventata tradizione, come tradizione era l'ormai celeberrimo Torneo Torre Borraco giunto, con qualche incidente di percorso, alla VI Edizione!
E io che ho fatto tanto per quel campo. Come scordarsi quando andammo con il caro Rocco a "prendere in prestito" i pali con un blitz fulmineo!!!
Tanta fatica per nulla.
RIBELLIAMOCI, RIPRENDIAMOCI IL CAMPO!!!!


W TORRE BORRACO

martedì 21 ottobre 2008

Nucleare pugliese? NO, grazie!

Voglio agganciarmi al post dello zio Benet <Italy Embraces Nuclear Power> per informarvi che sabato scorso (18/10/2008) si è tenuto a Manduria una tavola rotonda in cui si è approvato un documento d'intesa che esprime il NO convinto nei confronti del progetto del governo di realizzare una centrale nucleare in zona. A questa tavola rotonda hanno partecipato oltre al sindaco di Manduria, tutti i sindaci dei comuni limitrofi, consiglieri regionali, presidenti delle province, sindacati ecc...

Infatti come tutti saprete, il governo, vorrebbe realizzare una decina di centrali nucleari su tutto il territorio italiano, e uno dei siti "prescelti" è appunto la costa jonica tra Manduria e Nardò. A questo proposito vi rimando a un mio post pre-estivo sulla guida blu stilata da legambiente, in cui risulta che proprio queste due località sono le prime due pugliesi e sono rispettivamente 16° e 5° assoluta a livello nazionale. Il che significa far spofondare tutta la zona salentina che punta sul turismo e sulle bellezze naturali nel baratro più profondo.
Inoltre dovete sapere che la Puglia è energeticamente autosufficiente, anzi dell'energia prodotta in loco, ne esporta ben più dell'80% !!!
In più la Puglia ha puntato quasi tutto sul rinnovabile, tant'è vero che le più grandi industrie mondiali stanno investendo da noi sul solare e principalmente sull'eolico tanto da non poter riuscire a soddisfare l'intera domanda. E tutto questo ha ripercussioni vantaggiosi anche sull'indotto, infatti la danese Vestas ha aperto uno stabilimento produttivo nel tarantino, e altre grandi compagnie dovrebbero seguire a ruota.
Questo governo vuole il federalismo? Bene, allora incominciamo a trattenerci tutta l'energia che produciamo o vendiamola a carissimo prezzo così riempiamo le casse regionali!!!
Naturalmente per quanto mi riguarda questa è solo una stupida provocazione, ma penso che se ci deve essere una scelta di siti per le centrali nucleari, allora queste devono essere fatte con un bel po' di sale in zucca.
Mi raccomando non addormentiamoci, e non aspettiamo che le decisioni prese dall'alto incombano su di noi per fare qualche timida protesta a cui spesso neanche crediamo, ma prendiamo atto della situazione e muoviamoci . . . altrimenti poi ci ritroveremo in questo stato . . .

giovedì 1 maggio 2008

Il ponte più lungo


Altro record! Chi poteva stabilirlo? Ma la Cina naturalmente!
Infatti in Cina si inaugura il ponte più lungo del mondo sul mare. Questo ponte collega il centro finanziario/commerciale di Shangai alla città industriale in piena espansione di Ningbo.
Pensate che questo ponte a campata è lungo ben 36Km ed è costato l'equivalente di 1.7 miliardi di dollari ($$$$$$$$$).

Noi pensiamo al nostro di "ponte". Vai Igegner Cane. . . mille mila...

mercoledì 30 aprile 2008

Rete ad Idrogeno

Sempre ultimi? No!
Infatti la Puglia sarà la via sperimentale per realizzare una rete di distribuzione di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili. E' un progetto ambizioso che intende aprire la strada al futuro, realizzando una rete di distribuzione di carburante a emissioni zero. In realtà non sarà idrogeno puro, ma una miscela con metano che potrà essere usata, senza troppe modifiche, anche dai motori BiFuel di oggi.
Questo carburante donatoci dal sole nasce da impianti solari che producono energia, che serve a produrre l'idrogeno attraverso un semplice processo di elettrolisi (siamo ingegneri, o quasi, sappiamo cos'è). A maggio, il via ai lavori delle prime 5 stazioni.

domenica 27 aprile 2008

Rientro

Sono tornato dal mio week-end al mare.
E' stato un bel fine settimana, non mi posso lamentare. Un buon libro per passare un po' di tempo, alcuni parenti venuti a farci visita . . . bello!
Giusto per farvi partecipi un po', ecco parte del mio pranzo di oggi.
:-)

sabato 26 aprile 2008

Week-end

Beh, cari amici miei, questo post sarà molto berve.
Solo per dirvi che mi vado a fare il week-end a mare!
Ci vediamo lunedì, e non stressatevi!!!
:-)

lunedì 21 aprile 2008

Su per i monti

In questo week-end non sono stato a casa, ma sono andato a trovare alcuni miei parenti (ce li ho sparsi per tutta italia), in particolare quelli lucani. Sabato mattina sopraffatto dalla noia, mi sono fatto un bel giro per i calanchi fino a finire sul massiccio del Pollino. Mi sono fatto tutte strade interne (niente strade statali e provinciali), e tornante tornante, sono arrivato da Montalbano J. ad Alessandria del Carretto. Bhe, a chi piace la natura e la montagna, questo è un bel giro, lo consiglio.
Il giro che ho fatto è più o meno questo.
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