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giovedì 3 marzo 2011

Parcheggi Blu illegali - Multe da contestare - Parte 2

La settimana scorsa le Iene avevano mandato in onda un servizio sulla regolarità o meno dei parcheggi a pagamento.
Apriti cielo. E' successo di tutto in questa settimana. Blog su blog (pure io, ricordate?) a riportare questa notizia, chi solo come mera cronaca, chi invece con un piccolo approfondimento (come spero di aver fatto io) riportando sentenze, precedenti ecc.
Video su Youtube da tutta Italia, con interviste ad avvocati, sindaci, istruttori di scula guida, e chi più ne ha più ne metta. Nei commenti tutti dicevano la loro, chi con cognizione di causa, chi solo per non stare fuori dal dibattito e dicendo cose con poco senso. I link ad altri siti si susseguivano a velocità disarmante come è succeso nel mio blog. Riporto qui due link, che erano nei miei commenti, che trovo possano essere interessanti
                               Link 1                                                 Link 2
Dopo lo sconquassamento mediatico-virtuale, onestamente mi aspettavo che ieri, giornata in cui le Iene andavano in onda, arrivasse una risposta. E così è stato.  
Qui il video originale.
In poche parole risponde ai dubbi che la rete ha sollevato e dice esattemente quello che il secondo Anonimo nei miei commenti aveva scritto (vi consiglio di andarvelo a leggere). In più alla fine dice chiaro è tondo, che non essendo ben chiara la situazione, ognuno si regolasse come vuole.
Vi consiglio di guardare il filmato per schiarirvi le idee.


giovedì 24 febbraio 2011

Parcheggi Blu illegali - Multe da contestare

Avete presente quel fastidioso balzello che bisogna pagare, o con i "grattini" o attraverso le apposite macchinette, quando vogliamo parcheggiare la nostra macchina nei parcheggi delimitati dalle famigerate strisce blu?
Sono sicuro che sapete di cosa sto parlando, perchè ormai non solo le grandi città, ma anche i piccoli comuni, per far cassa, hanno ridipinto le strisce tutte di blu.
E avete presente gli ausiliari, vigili, ecc... che camminano per le strade alla ricerca di qualche sbadato o di chi ha finito il tempo, per appioppargli un bel multone?
Bene, state attenti a dove parcheggiate perchè la maggioranza di quei parcheggi sono illegali, e quindi di conseguenza si può contestare la multa.
Volete sapere il perchè? Perchè lo dice la legge!
Il Codice della Strada (art. 7, comma VIII) prevede espressamente che le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata. Lo stesso Codice della Strada prevede (art. 3, comma I, n. 7) che per carreggiata debba intendersi la "parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli; essa è composta da una o più corsie di marcia ed, in genere, è pavimentata e delimitata da strisce di margine".
Infine, è opportuno richiamare l'art. 7, comma VIII, del Codice della Strada, secondo cui, sia quando il Comune assuma l'esercizio diretto del parcheggio o affidi il servizio a terzi o installi dispositivi per il controllo automatico della durata della sosta, in ogni caso, è  sempre necessario che nelle immediate vicinanze, sia riservata una adeguata area destinata a parcheggio libero, non soggetto a pagamento (fatta eccezione per le area pedonali,  per le zone a traffico limitato per le altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta).  
Le aree a pagamento, quelle delimitate dalle famose strisce blu, sono, infatti, (quasi) sempre poste lungo le carreggiate, con buona pace del Codice della Strada e dei cittadini che pagano le multe. Forse vi sembrerà poco credibile, ma è così: tutte le volte che pagate il parcheggio in un'area delimitata da strisce blu poste lungo la carreggiata, pagate un obolo che non vi sarebbe dovuto.
Ma attenzione, non è una mia idea malsana. Il Giudice di Pace di Roma ha, infatti annullato una multa per questo motivo (leggi la sentenza).
In più, visto che ormai ci sto, vi do' un'altra dritta. Come ho detto prima, l'art. 7, comma VIII,  prevede che nelle immediate vicinanze di aree a pagamento, ve ne debbano essere altre a parcheggio libero e gratuito. Inutile dire che anche questa previsione è puntualmente disattesa dalle amministrazioni. Dimostrare il contrario sarà in questo caso onere dell'amministrazione. Anche in questo caso c'è un bel precedente: la Sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 116/2007 del 9.01.2007.

La questione è stata sollevata anche dalle Iene. Guardatevi questo filmato.
Ecco il link del video originale

N.B. Prima di procedere con qualsiasi cosa, informatevi per benino e non prendete per oro colato quanto letto, perchè le cose possono sempre cambiare. Io non mi assumo nessuna responsabilità

P.S. Questa è una notizia importante, fatela girare il più possibile, condividetela su facebook o twitter, insomma più sanno meglio è.

lunedì 29 novembre 2010

Installare un Router è illegale

Scherzo?
No…in realtà leggendo tra le righe di un decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 Ottobre si evince che se, ad esempio, attacchi alla rete un router e non sei un installatore iscritto all’albo rischi una sanzione pecuniaria fino a 150.000 Euro…

Un chiaro modo di scrivere con i piedi le norme….
Stiamo parlando dell’Attuazione della direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni”.
In primis la definizione, ai fini del Decreto le apparecchiature terminali sono “le apparecchiature allacciate direttamente o indirettamente all’interfaccia di una rete pubblica di telecomunicazioni per trasmettere, trattare o ricevere informazioni; in entrambi i casi di allacciamento, diretto o indiretto, esso può essere realizzato via cavo, fibra ottica o via elettromagnetica; un allacciamento è indiretto se l’apparecchiatura è interposta fra il terminale e l’interfaccia della rete pubblica;
l’articolo 2 quindi recita che Gli utenti delle reti di comunicazione elettronica sono ten

uti ad affidare i lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1), che realizzano l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, ad imprese abilitate secondo le modalità e ai sensi del comma 2.
Ecco il comma 2: Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, il Ministro dello sviluppo economico, adotta, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, un decreto volto a disciplinare:

a) la definizione dei requisiti di qualificazione tecnico-professionali che devono possedere le imprese per l’inserimento nell’elenco delle imprese abilitate all’esercizio delle attività di cui al comma 1; [OMISSIS]
Quindi, dulcis in fundo, l’articolo 3 che definisce il quadro sanzionatorio:

chiunque, nei casi individuati dal decreto di cui al comma 2, effettua lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1), realizzando l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, in assenza del titolo abilitativo di cui al presente articolo, è assoggettato alla sanzione amministrativa pecuniaria da 15.000 euro a 150.000 euro, da stabilirsi in equo rapporto alla gravità del fatto.
Quindi se da oggi comprate un router e lo attaccate alla presa Telecom di casa vostra, non essendo un installatore abilitato, al minimo rischiate una sanzione di 15000 Euro.
INFO: Agoravox.it

martedì 16 giugno 2009

Nokia 1100 dal valore di 25000 dollari


I laboratori Ultrascan hanno saputo confermare le ipotesi dei mesi scorsi: alcuni Nokia 1100 prodotti in Germania hanno un bug che permette la modifica del firmware e l'accesso alla rete con credenziali altrui. Il tutto torna utile a fini di truffaldini.

La conferma giunge grazie alle ricerche Ultrascan: se il Nokia 1100 ha raggiunto quotazioni da capogiro sul mercato dell'usato è perché taluni dispositivi risultano avere una piccola falla al loro interno tale da trasformare il telefono in una sorta di chiave universale per penetrare conti bancari e portare a termine truffe particolarmente ingegnose.

Il Nokia 1100 è un telefono estremamente banale ed estremamente diffuso (200 milioni di unità vendute in un quinquennio ne fanno il telefono più diffuso al mondo). Funzioni minimali, estetica semplice, nessuna funzione avanzata: 100 Euro circa il prezzo di mercato alla sua distribuzione nel 2003. Ciò nonostante alcuni di questi dispositivi sarebbero stati recentemente venduti per quotazioni fino a 25000 dollari. Tale prospettiva ha immediatamente stuzzicato la curiosità di organi di controllo e nell'autunno del 2008 la polizia dei Paesi Bassi ha contattato la Ultrascan per capire cosa stesse succedendo. I riscontri sono stati immediati: il Nokia 1100 è venduto a prezzi di questo tipo poiché diventa un grimaldello unico per effettuare truffe di alto profilo. Ora, a distanza di mesi dalle prime indagini, la Ultrascan Knowledge Process Outsourcing (sussidiaria Ultrascan) è in grado di rivelare i dettagli delle indagini.

Tutto è stato portato a termine con prove dirette sul campo. Sebbene non venga specificato il modello preciso in grado di raggiungere le cifre da capogiro citate (si sa comunque che trattasi di unità prodotte nello stabilimento Nokia di Bochum, in Germania), il Nokia 1100 sarebbe in certi casi violabile, permettendo a chiunque di mettere le mani sul firmware al punto da poterne modificare IMEI (International Mobile Equipment Identity) ed IMSI (International Mobile Subscriber Identity). Per far ciò è necessario un software apposito che sta circolando sul mercato underground e che probabilmente è già stato azionato sui Nokia 1100 in vendita per migliaia di dollari. La modifica è in grado di trasformare il telefonino permettendo di autenticarsi alla Rete con credenziali altrui (mediante SIM clonate).Trattasi di una truffa particolarmente ingegnosa che richiede di avere a disposizione anche nome e password utili ad accedere agli account bancari dell'utente. Tali dati sono però largamente diffusi grazie a tutto ciò che il phishing e lo spam riescono a creare nel tempo (vere e proprie banche dati sono in vendita per offrire tale tipo di credenziali ai malintenzionati che intendono investirvi i propri capitali). Si acquista il software; si acquista il telefonino; si acquistano nome, pass e numero di telefono. A questo punto è possibile accedere all'account bancario riuscendo, tramite un SMS truffaldino, ad ottenere il cosiddetto mTAN (mobile Transaction Authentication Number). L'mTAN è una sorta di password usa e getta che la banca invia al cellulare accreditato così che sia possibile, tramite l'incrocio di nome, pass ed mTAN, entrare nell'account ed effettuare le operazioni desiderate: se tutti e tre i dati sono nelle mani di una persona terza, la truffa è servita.

Nokia rifiuta l'idea per cui il tutto sia praticabile grazie ad una vulnerabilità del telefono, ma è chiaro che deve essersi registrata quantomeno una fuga di notizie affinché il firmware fosse reso trasparente, con la possibilità di modificarne le credenziali e portare avanti il progetto truffaldino. Secondo quanto comunicato, Ultrascan sarebbe ora sulle tracce di quanti stanno utilizzando i Nokia 1100 modificati per portare avanti i propri progetti criminali.

FONTE: Digital.it
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