Il 12 e il 13 giugno si vota per il referendum. Sono quattro i quesiti sottoposti ai circa 50 milioni di italiani chiamati alle urne: due riguardano la gestione dell'acqua, gli altri il nucleare ed il legittimo impedimento. Si tratta di referendum abrogativi, che chiedono cioè di eliminare norme attualmente in vigore. Questo significa che i cambiamenti ci sarebbero solo con la vittoria del "Sì". In pratica chi è contrario a queste norme e vuole eliminarele deve votare SI. Nel caso, infatti, di vittoria del "No" o nell'ipotesi di mancato raggiungimento del quorum di validità del 50% + 1 degli aventi diritto al voto, resterebbe tutto com'è.
I seggi resteranno aperti domenica 12 giugno dalle ore 8:00 alle 22:00 e lunedì 13 giugno, dalle ore 7:00 alle 15:00. Questo significa che potete andare a votare tranquillamente la domenica prima di andare al "mare" o quando siete rientrati, dopo che vi siete preparati, quando state uscendo per un happy hour. Oppure il lunedì prima di andare al lavoro/scuola.
Il tempo c'è!
Quesito 1 - Scheda di colore ROSSO: il primo quesito chiede di abrogare la legge che privatizza la gestione dell'acqua affidandola a imprenditori, a enti privati o a società miste pubblico/private. Risposta SI: Viene cancellata la legge che stabilisce che la gestione dei servizi idrici è affidata a privati o a società miste.
Quesito 2 - Scheda di colore GIALLO: il secondo quesito chiede agli elettori di pronunciarsi sull'abrogazione parziale della norma che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito". Risposta SI: Viene cancellata la legge che permette di remunerare la vendita dell'acqua. Le aziende possono farsi pagare solo le spese di manutenzione degli impianti.
Quesito 3 - Scheda di colore GRIGIO: si chiede di abrogare la norma che prevede la "realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare". Risposta SI: vengono cancellate le norme che autorizzano la costruzione di impianti per l'energia nucleare.
Quesito 4 - Sheda di colore VERDE CHIARO: con la quarta e ultima scheda, si chiede di abrogare la norma che consente al presidente del Consiglio o a un ministro per la durata del mandato di non presentarsi in Aula in sede di processo penale invocando il legittimo impedimento. Risposta SI: il legittimo impedimento viene cancellato ristabilendo il principio di uguaglanza che la "legge è uguale per tutti".
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domenica 5 giugno 2011
REFERENDUM . . . Vai a votare
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martedì 31 maggio 2011
4 SI . . . per dire un NO
Oggi, come ieri, giorno di grande giubilo, ma non starò qua a dirvi il perchè. Chi come me si e fatto delle grosse grasse risate sa a cosa mi riferisco!
Ma da oggi dobbiamo impegnarci tutti su qualche cosa che sta a cuore tutti noi. Dobbiamo essere virali, contagiosi, cercare di allargare il più possibile il consenso che già c'è. A cosa mi riferisco?
Ai REFERENDUM!!!
Vi dico solo che dovete votare su tutte le schede SI
Perchè con il nucleare non si scherza.
Perchè l'acqua è un bene di tutti, e poche persone non possono lucrarci sopra.
Perchè la legge è uguale per tutti.
Mi raccomando, conto su tutti voi!
:-)
Ma da oggi dobbiamo impegnarci tutti su qualche cosa che sta a cuore tutti noi. Dobbiamo essere virali, contagiosi, cercare di allargare il più possibile il consenso che già c'è. A cosa mi riferisco?
Ai REFERENDUM!!!
Vi dico solo che dovete votare su tutte le schede SI
Perchè con il nucleare non si scherza.
Perchè l'acqua è un bene di tutti, e poche persone non possono lucrarci sopra.
Perchè la legge è uguale per tutti.
Mi raccomando, conto su tutti voi!
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mercoledì 16 marzo 2011
Disastro Fukushima. Ragionamento sul nucleare in Italia.
Stiamo vedendo tutti quanti l’immane tragedia che accade in questi giorni in Giappone, e sappiamo tutti quanto la popolazione di quel paese stia pagando per il semplice fatto di vivere in una terra particolarmente sismica. Terremoto magnitudo 9.0 e successivo Tsunami hanno devastato un paese intero. Scene e immagini che ci giungono ti fanno accapponare la pelle e stringere forte il cuore per il dolore.
Ma la catastrofe giapponese apre di nuovo il dibattito sulla sicurezza del nucleare, un dibattito che in realtà non è mai stato chiuso e che merita particolare attenzione. Purtroppo in Italia non si riesce a fare una sana riflessione, senza che le fazioni politiche diventino super faziose. E non solo. in Italia l'informazione, si sa, la fa soprattutto la TV, in mano al governo (favorevole al ritorno del nucleare), e infatti non dico che il problema sicurezza non sia toccato, ma viene lambito dolcemente senza sollevare troppe preoccupazioni. Dire alla gente di andarsi ad informare su internet, è troppo per una popolazione la cui alfabetizzazione informatica è alla base. Fortunatamente da questa estate c'è il TG La7, che riesce a fare una degna informazione. Questo è quello che diceva Mentana il 15-03/2011 al TG delle 20.
Adesso cerchiamo di ragionare.
Siamo sinceri, nessuno sa quello che è meglio. Ma proprio nessuno. e questo lo si capisce anche dalle dichiarazioni contrastanti di tutto il mondo scientifico internazionale. C'è chi è pro e c'è chi è contro. Un esempio tutto italiano? Margeherita Hack è pro nucleare, mentre il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia è contro, pronunciandosi più a favore del solare termodinamico (vedi il Progetto Archimede).
E allora che fare? A giugno c'è il referendum. Vediamo di concentrarci e capire come stanno le cose.
Sulla questione sicurezza, i cosiddetti esperti, malgrado la catastrofe giapponese,potrebbero asserire, anczi lo stanno già facendo, che le moderne centrali, quelle di terza generazione, sono supersicure.
In Italia dovremmo costruire le centrali di ultima generazione. Quelle di 4° generazione allora. NO! Perchè quelle di 4° generazione pur essendo da decenni allo studio, non si sono ancora concretizzati in impianti utilizzabili diffusamente in sicurezza. Alcuni ritengono che saranno disponibili commercialmente fra alcune decine di anni (2030-2040) (Wikipedia dixit).
Le centrali nucleari di terza generazione, quelle che dovranno essere costruite nel nostro Paese, e che stanno sbandierando come molto più sicure delle obsolete centrali nucleari di seconda generazione inclusa Fukushima, sono alimentate con combustibile Mox. Il terzo reattore della centrale nucleare giapponese di Fukushima-Daiichi, dove due notti fa si è verificata un’esplosione che sta facendo tremare il mondo, è alimentato con combustibile Mox. Vediamo cos'è il Mox. E' una miscela di uranio impoverito e plutonio, che il politico ambientalista americano Ralph Nader ha definito “la sostanza più tossica conosciuta dall’uomo”.
In più si dice che l’Italia non è un paese paragonabile al Giappone per intensità sismica. Peccato che contemporaneamente la Protezione Civile afferma esattamente il contrario:
Facciamo delle precisazioni. Le scorie nucleari non sono tutte uguali. E' un tipico errore dei giornali confondere le scorie. Le scorie nucleari si distinguono in base al grado di radioattività da cui dipende anche la durata del decadimento e la loro pericolosità:
Cioè in pratica non si sa cosa farne delle scorie e lasciamo il problema alle prossime generazioni.
Dopo la sicurezza, l'altra voce che spesso si solleva è la questione economica. Si sente spesso dire che il prezzo del kilowattora (simbolo kWh) del energia nucleare è più bassa ripetto alle altre forme di energia, si afferma che il nucleare è competitivo e che se noi producessimo energia atomica pagheremmo meno le bollette. Ma questo è vero? NO!
E spiego anche il perchè. Perchè chi fa queste affermazioni o le fa o in malafede, o non sa di cosa sta parlando. La realtà è questa. Il kWh prodotto in realtà costa di meno, ma a questo prezzo non viene aggiunto, cosa che si fa con tutti gli altri tipi di centrali elettriche (carbone, petrolio, idroelettrica e rinnivabili), tutta una serie di costi aggiuntivi. Ed è con quei costi reali che poi il kWh atomico non conviene più. Per chiarire.
Il costo variabile del nucleare appare a prima vista tra i più bassi. Riprendendiamo ora una tabella comparativa del 2003 (è una tabella datata, il fotovoltaico oggi con le nuove tecnologie costa molto meno) per rendere meglio l'idea:
Analizziamo ora un'altra voce. L'indipendenza energetica che l'Italia acquisterebbe non essendo più dipendente dal petrolio.
Allora vediamo. Come funzionano le centrali nucleari? Grazie a qualche magico dispositivo che le rende completamente autonome? Magari! Ma non è così. Funzionano grazie all'uranio. E il fatto che funzionano con l'uranio ci darebbe una parziale indipendenza energetica? Assolutamente no. Il problema verrebbe solo spostato dal petrolio all'uranio. L’uranio proviene da paesi stranieri, è scarso, ed è soggetto ad esaurimento. Quindi il suo prezzo è in continuo aumento. Tutto ciò crea una totale dipendenza, come è oggi per il petrolio. E non me lo invento. Andate su Wikipedia e vedrete che dice che negli ultimi anni (2001-2006) la richiesta mondiale di uranio è fortemente aumentata . . . per soddisfare la crescente domanda molti paesi consumatori e produttori hanno iniziato ad intaccare le cosiddette fonti secondarie di uranio, ossia le scorte accumulate in deposito nei decenni precedenti. Come risultato il prezzo dell'uranio sul mercato mondiale ha subìto una forte impennata. . . Tre soli paesi (l'Australia, il Canada e il Kazakhstan) contengono circa il 58% delle riserve note economicamente estraibili attualmente. Questi tre paesi sono anche i principali produttori di uranio (dati 2009).
Ed ecco smontate una ad una le tesi dei favorevoli al ritorno del nucleare.
Sapete invece cosa dicono le grandi compagnie?
La soluzione migliore è un mix di energie. Eolico, eolico of shore e fotovoltaico, da soli non riescono a fare nulla, ma tutti insieme ed aggiunti al fatto che ognuno di noi (grazie agli incentivi che il Governo ci leva) può produrre energia sul proprio tetto, l'isolamento termico degli edifici, onde, maree, bioenergie, correnti, calore della terra, salinità del mare, aprono nuovi scenari entro i quali si intravde la possibilità di farcela anche senza atomo.
Questa è la realtà dei fatti. Adesso avete bene o male tutte le informazioni necessarie. Informatevi di più da soli e poi cercate di tirare le somme.
Il messaggio di tutto questo alla fine è: "Non facciamolo il nucleare in Italia"
Info: Ecoage.com
Info: Ecoage.com
Info: Agoravox.it [La truffa dei costi del nucleare]
Info: Agoravox.it [Frattini e le sue dichiarazioni sul nucleare]
Info: Agoravox.it [Ecco perché dire un NO deciso al nucleare]
Info: La Repubblica
Ma la catastrofe giapponese apre di nuovo il dibattito sulla sicurezza del nucleare, un dibattito che in realtà non è mai stato chiuso e che merita particolare attenzione. Purtroppo in Italia non si riesce a fare una sana riflessione, senza che le fazioni politiche diventino super faziose. E non solo. in Italia l'informazione, si sa, la fa soprattutto la TV, in mano al governo (favorevole al ritorno del nucleare), e infatti non dico che il problema sicurezza non sia toccato, ma viene lambito dolcemente senza sollevare troppe preoccupazioni. Dire alla gente di andarsi ad informare su internet, è troppo per una popolazione la cui alfabetizzazione informatica è alla base. Fortunatamente da questa estate c'è il TG La7, che riesce a fare una degna informazione. Questo è quello che diceva Mentana il 15-03/2011 al TG delle 20.
Adesso cerchiamo di ragionare.
Siamo sinceri, nessuno sa quello che è meglio. Ma proprio nessuno. e questo lo si capisce anche dalle dichiarazioni contrastanti di tutto il mondo scientifico internazionale. C'è chi è pro e c'è chi è contro. Un esempio tutto italiano? Margeherita Hack è pro nucleare, mentre il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia è contro, pronunciandosi più a favore del solare termodinamico (vedi il Progetto Archimede).
E allora che fare? A giugno c'è il referendum. Vediamo di concentrarci e capire come stanno le cose.
Sulla questione sicurezza, i cosiddetti esperti, malgrado la catastrofe giapponese,potrebbero asserire, anczi lo stanno già facendo, che le moderne centrali, quelle di terza generazione, sono supersicure.
In Italia dovremmo costruire le centrali di ultima generazione. Quelle di 4° generazione allora. NO! Perchè quelle di 4° generazione pur essendo da decenni allo studio, non si sono ancora concretizzati in impianti utilizzabili diffusamente in sicurezza. Alcuni ritengono che saranno disponibili commercialmente fra alcune decine di anni (2030-2040) (Wikipedia dixit).
Le centrali nucleari di terza generazione, quelle che dovranno essere costruite nel nostro Paese, e che stanno sbandierando come molto più sicure delle obsolete centrali nucleari di seconda generazione inclusa Fukushima, sono alimentate con combustibile Mox. Il terzo reattore della centrale nucleare giapponese di Fukushima-Daiichi, dove due notti fa si è verificata un’esplosione che sta facendo tremare il mondo, è alimentato con combustibile Mox. Vediamo cos'è il Mox. E' una miscela di uranio impoverito e plutonio, che il politico ambientalista americano Ralph Nader ha definito “la sostanza più tossica conosciuta dall’uomo”.
In più si dice che l’Italia non è un paese paragonabile al Giappone per intensità sismica. Peccato che contemporaneamente la Protezione Civile afferma esattamente il contrario:
L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo [...] In Italia, il rapporto tra i danni prodotti dai terremoti e l’energia rilasciata nel corso degli eventi è molto più alto rispetto a quello che si verifica normalmente in altri Paesi ad elevata sismicità, quali la California o il Giappone.L'altro problema è quello delle scorie. Dove metterle? Nessuno al mondo lo sa.
Facciamo delle precisazioni. Le scorie nucleari non sono tutte uguali. E' un tipico errore dei giornali confondere le scorie. Le scorie nucleari si distinguono in base al grado di radioattività da cui dipende anche la durata del decadimento e la loro pericolosità:
- Alta attività (scorie di 3° grado): il grado di radioattività elevato in queste scorie implica un lungo periodo di decadimento, fino a 100.000 anni. Le scorie di terza categoria sono, in particolar modo, le ceneri prodotte dalla combustione dell'uranio e gli oggetti vicini al reattore.
- Media attività (scorie di 2° grado)
- Bassa attività (Scorie di 1° grado): Queste ultime due categorie hanno una vita radioattiva inferiore. Necessitano soltanto di poche centinaia di anni per decadere.
Cioè in pratica non si sa cosa farne delle scorie e lasciamo il problema alle prossime generazioni.
Dopo la sicurezza, l'altra voce che spesso si solleva è la questione economica. Si sente spesso dire che il prezzo del kilowattora (simbolo kWh) del energia nucleare è più bassa ripetto alle altre forme di energia, si afferma che il nucleare è competitivo e che se noi producessimo energia atomica pagheremmo meno le bollette. Ma questo è vero? NO!
E spiego anche il perchè. Perchè chi fa queste affermazioni o le fa o in malafede, o non sa di cosa sta parlando. La realtà è questa. Il kWh prodotto in realtà costa di meno, ma a questo prezzo non viene aggiunto, cosa che si fa con tutti gli altri tipi di centrali elettriche (carbone, petrolio, idroelettrica e rinnivabili), tutta una serie di costi aggiuntivi. Ed è con quei costi reali che poi il kWh atomico non conviene più. Per chiarire.
Il costo variabile del nucleare appare a prima vista tra i più bassi. Riprendendiamo ora una tabella comparativa del 2003 (è una tabella datata, il fotovoltaico oggi con le nuove tecnologie costa molto meno) per rendere meglio l'idea:
- 0,02 € centrali idroelettriche esistenti
- 0,02 € carbone
- 0,03 € nucleare
- 0,04 € gas
- 0,05 € biogas
- 0,07 € geotermico
- 0,07 € eolico
- 0,07 € nuove centrali idroelettriche
- 0,12 € celle a combustibile
- 0,57 € fotovoltaico
(dati costo medio KWora in euro)
| Principali paesi estrattori di uranio |
| Andamento del prezzo dell'uranio |
Allora vediamo. Come funzionano le centrali nucleari? Grazie a qualche magico dispositivo che le rende completamente autonome? Magari! Ma non è così. Funzionano grazie all'uranio. E il fatto che funzionano con l'uranio ci darebbe una parziale indipendenza energetica? Assolutamente no. Il problema verrebbe solo spostato dal petrolio all'uranio. L’uranio proviene da paesi stranieri, è scarso, ed è soggetto ad esaurimento. Quindi il suo prezzo è in continuo aumento. Tutto ciò crea una totale dipendenza, come è oggi per il petrolio. E non me lo invento. Andate su Wikipedia e vedrete che dice che negli ultimi anni (2001-2006) la richiesta mondiale di uranio è fortemente aumentata . . . per soddisfare la crescente domanda molti paesi consumatori e produttori hanno iniziato ad intaccare le cosiddette fonti secondarie di uranio, ossia le scorte accumulate in deposito nei decenni precedenti. Come risultato il prezzo dell'uranio sul mercato mondiale ha subìto una forte impennata. . . Tre soli paesi (l'Australia, il Canada e il Kazakhstan) contengono circa il 58% delle riserve note economicamente estraibili attualmente. Questi tre paesi sono anche i principali produttori di uranio (dati 2009).
Ed ecco smontate una ad una le tesi dei favorevoli al ritorno del nucleare.
Sapete invece cosa dicono le grandi compagnie?
La storia dell'energia dei prossimi anni, dicono anche le compagnie petrolifere, sarà il boom delle fonti rinnovabili. Ormai, pannelli e turbine non sono più giocattoli, ma costituiscono mega impianti, in grado di rivaleggiare, per elettricità fornita, con le centrali tradizionali. Un gigante del petrolio, come la Bp (quella del disastro nel golfo del Messico), prevede che, nel 2030, la quota delle rinnovabili, nell'offerta di energia, sarà pari a quella del nucleare.2030? Ma bisogna aspettare così tanto? Ma sapete quanto ci vuole a costruire una centrale nucleare? Del resto, anche per avere l'elettricità nucleare in Italia, dovremmo aspettare il 2025-2030 (sempre che non si proceda come per la Salerno-Reggio Calabria).
La soluzione migliore è un mix di energie. Eolico, eolico of shore e fotovoltaico, da soli non riescono a fare nulla, ma tutti insieme ed aggiunti al fatto che ognuno di noi (grazie agli incentivi che il Governo ci leva) può produrre energia sul proprio tetto, l'isolamento termico degli edifici, onde, maree, bioenergie, correnti, calore della terra, salinità del mare, aprono nuovi scenari entro i quali si intravde la possibilità di farcela anche senza atomo.
Questa è la realtà dei fatti. Adesso avete bene o male tutte le informazioni necessarie. Informatevi di più da soli e poi cercate di tirare le somme.
Il messaggio di tutto questo alla fine è: "Non facciamolo il nucleare in Italia"
Info: Ecoage.com
Info: Ecoage.com
Info: Agoravox.it [La truffa dei costi del nucleare]
Info: Agoravox.it [Frattini e le sue dichiarazioni sul nucleare]
Info: Agoravox.it [Ecco perché dire un NO deciso al nucleare]
Info: La Repubblica
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mercoledì 12 gennaio 2011
Rifiuti d'oro
Dissociatore molecolare.
No, non è l'ultima arma montata sull'Enterprise. E' solo il metodo con il quale poter trasformare i rifiuti e le discariche in una miniera d'oro.
A Pisa, l'azienda Belvedere (metà comunale e metà privata) ha costruito il primo impianto con queta tecnologia, impianto da 5 tonnellate al giorno, dove i rifiuti vengono scaldati fino a 500 °C, in assenza di ossigeno. In questo modo le molecole di carta, legno, plastica e sonstanze organiche, non bruciano, ma si scompongono, trasformandosi in miscela gassosa di ossido di carbonio e idrogeno che può essere bruciata direttamente per scaldare il reattore, oppure trasformata, tramite catalizzatori, in metano o idrocarburi liquidi. E cosa resta nel reattore? Solo vetro e metalli riciclabili. Sono già state fatte tutte le prove esprimentazioni e si è confermato l'assenza di diosine o inquinanti vari. In più questo impianto può funzionare nonsolo con rifiuti nuovi, ma anche con quelli "vecchi", in questo modo se mancano rifiuti "freschi", si integrano con quelli già interrati.
Questo di Pisa, già in funzione, è solo uno dei tanti modi di poter riutilizzare i rifiuti.
Poi ce ne sono altri esempi virtuosi in Italia, da Nord a Sud, tipo . . . Questo impianto di Sogliano, non è all'ultimo grido, è dal '90 in funzione, ma ha reso la comunità libera da rifiuti e con meno tasse da pagare.
Oppure. O ancora altro esempio di ricerca messa al servizio di tutti. Io d'altra parte avevo già scritto un articolo su come trasformare i rifiuti in un'opportunità economica nel post Biocarburanti da rifiuti. Ma come si può notare alla base di tutto c'è la RICERCA.
Dopo di che, una volta trovati sistemi che possano evitare discariche su dicariche, ci vorrebbe una volontà politica di trasformare i rifiuti in piccoli giacimenti di petrolio.
Ma una cosa è importante, e lo dico a tutti quelli che leggeranno questo post.
No, non è l'ultima arma montata sull'Enterprise. E' solo il metodo con il quale poter trasformare i rifiuti e le discariche in una miniera d'oro.
A Pisa, l'azienda Belvedere (metà comunale e metà privata) ha costruito il primo impianto con queta tecnologia, impianto da 5 tonnellate al giorno, dove i rifiuti vengono scaldati fino a 500 °C, in assenza di ossigeno. In questo modo le molecole di carta, legno, plastica e sonstanze organiche, non bruciano, ma si scompongono, trasformandosi in miscela gassosa di ossido di carbonio e idrogeno che può essere bruciata direttamente per scaldare il reattore, oppure trasformata, tramite catalizzatori, in metano o idrocarburi liquidi. E cosa resta nel reattore? Solo vetro e metalli riciclabili. Sono già state fatte tutte le prove esprimentazioni e si è confermato l'assenza di diosine o inquinanti vari. In più questo impianto può funzionare nonsolo con rifiuti nuovi, ma anche con quelli "vecchi", in questo modo se mancano rifiuti "freschi", si integrano con quelli già interrati.
Questo di Pisa, già in funzione, è solo uno dei tanti modi di poter riutilizzare i rifiuti.
Poi ce ne sono altri esempi virtuosi in Italia, da Nord a Sud, tipo . . .
Oppure.
Dopo di che, una volta trovati sistemi che possano evitare discariche su dicariche, ci vorrebbe una volontà politica di trasformare i rifiuti in piccoli giacimenti di petrolio.
Ma una cosa è importante, e lo dico a tutti quelli che leggeranno questo post.
RICICLATE SEMPRE
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sabato 13 novembre 2010
La Consulta dice NO alle regioni contro il nucleare
Le regioni non hanno il potere di vietare l'installazione sul proprio territorio di impianti nucleari.
E' questo il senso del provvedimento della Corte Costituzionale che -stando alle anticipazioni dell' agenzia Ansa- ha dichiarato illegittime le leggi regionali con cui Puglia, Basilicata e Campania avevano vietato l'installazione sul loro territorio di impianti di produzione di energia nucleare, di fabbricazione di combustibile nucleare e di stoccaggio di rifiuti radioattivi. Secondo la Consulta i provvedimenti violano specifiche ed esclusive competenze dello Stato. ln particolare il deposito di materiali e rifiuti radioattivi è un tema che riguarda la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente mentre l'installazione di impianti di energia nucleare rientra nella competenza in materia di sicurezza. Secondo i giudici se le regioni ritengono che su questa materia sia necessaria un'intesa con lo Stato per l'installazione degli impianti allora possono impugnare le leggi statali dinanzi alla Consulta ma non possono emanare leggi regionali. A settembre la la Sogin, la società controllata dal Tesoro per la gestione degli impianti nucleari, aveva individuato 52 aree sparse in tutto il paese con le caratteristiche giuste per ospitare il sito per le scorie radioattive. La scelta del deposito nazionale per le scorie non sarà imposta ma avverrà d'accordo con le Regioni, con una sorta di asta: la comunità che accetterà i depositi radioattivi sarà compensata con forti incentivi economici.
Quindi adesso per chi non vuole questi obbrobri, e non vuole mettere a rischio la propria salute, e vive in zone con un'alta percentuale di rischio per la scelta finale (come me), la prima cosa da fare è sperare che le regioni impugnino questa legge davanti alla Consulta e che questa dia ragione loroIn secondo luogo bisogna organizzarsi e fare una lotta che coinvolga la società, una lotta civile, e come ultima, ultimissima ipotesi . . . bhè vedere Terzigno!!!
E' questo il senso del provvedimento della Corte Costituzionale che -stando alle anticipazioni dell' agenzia Ansa- ha dichiarato illegittime le leggi regionali con cui Puglia, Basilicata e Campania avevano vietato l'installazione sul loro territorio di impianti di produzione di energia nucleare, di fabbricazione di combustibile nucleare e di stoccaggio di rifiuti radioattivi. Secondo la Consulta i provvedimenti violano specifiche ed esclusive competenze dello Stato. ln particolare il deposito di materiali e rifiuti radioattivi è un tema che riguarda la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente mentre l'installazione di impianti di energia nucleare rientra nella competenza in materia di sicurezza. Secondo i giudici se le regioni ritengono che su questa materia sia necessaria un'intesa con lo Stato per l'installazione degli impianti allora possono impugnare le leggi statali dinanzi alla Consulta ma non possono emanare leggi regionali. A settembre la la Sogin, la società controllata dal Tesoro per la gestione degli impianti nucleari, aveva individuato 52 aree sparse in tutto il paese con le caratteristiche giuste per ospitare il sito per le scorie radioattive. La scelta del deposito nazionale per le scorie non sarà imposta ma avverrà d'accordo con le Regioni, con una sorta di asta: la comunità che accetterà i depositi radioattivi sarà compensata con forti incentivi economici.
Quindi adesso per chi non vuole questi obbrobri, e non vuole mettere a rischio la propria salute, e vive in zone con un'alta percentuale di rischio per la scelta finale (come me), la prima cosa da fare è sperare che le regioni impugnino questa legge davanti alla Consulta e che questa dia ragione loroIn secondo luogo bisogna organizzarsi e fare una lotta che coinvolga la società, una lotta civile, e come ultima, ultimissima ipotesi . . . bhè vedere Terzigno!!!
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mercoledì 4 agosto 2010
Spiagge Salento
Ormai è agosto già da qualche giorno, le ferie sono iniziate per molti, per tanti altri inizieranno questo week-end (e per altri sono già finite purtroppo). Chi viene in vacanza in Puglia, più precisamente nel salento, ecco una bella mappa che può risultare utile. Una mappa con la descrizione del tipo di spiggia a cui andrete incontro, se di tipo sabbiosa o rocciosa. In questo modo i gusti di ognuno possono venire soddisfatti senza brutte sorprese. Questo lembo di terra è ricchissimo di zone stupende, c'è una concentrazione di Bandiere Blu di Goletta Verde e di Zone con 5 o 4 Vele di Legambiente impressionanze. Zone marine protette, parchi naturali ecc ecc.
Bene buone vacanze a tutti in dei luoghi stupendi!!!

;-)
Bene buone vacanze a tutti in dei luoghi stupendi!!!

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venerdì 30 luglio 2010
Otranto patrimonio mondiale dell'Unesco
Arriva la trascrizione ufficiale del borgo antico della città dei Martiri tra i patrimoni culturali mondiali dell’Unesco come sito messaggero di pace: merito dello sforzo e del lavoro del locale Clubll centro storico di Otranto è patrimonio culturale mondiale dell’Unesco come “Sito Messaggero di pace”. la ratifica ufficiale dell’iscrizione nella graduatoria riconosciuta dall’organismo internazionale, a Parigi, è arrivata pochi giorni fa, attraverso la presidentessa nazionale della Federazione dei Centri e dei Club Unesco, Marialuisa Stringa.
La domanda era stata presentata solo a fine giugno dal locale Club Unesco di Otranto. Il prestigioso riconoscimento attribuito al borgo antico di Otranto,
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venerdì 23 luglio 2010
Ecomostro a Torre Lapillo
La chiamano Punta Saponara, è a due passi dalla torre di avvistamento di Torre Lapillo.
E quel Punta già dà da pensare: il nome è un crudele omaggio alla più nota Punta Perotti di Bari. Sempre di ecomostro si tratta, anche stavolta in riva al mare.
A Torre Lapillo è in costruzione un albergo privato. E i cittadini insorgono. Il gruppo Facebook "Io non voglio l’ecomostro di Punta Saponara" conta quasi duemila iscritti.
I lavori però proseguono, come confermano da Legambiente Porto Cesareo: “Sono autorizzati e vanno avanti. In un primo momento la Guardia di finanza è intervenuta e ha bloccato il cantiere. Ma poi l’autorizzazione è arrivata e tutto è ripreso come prima”.
Già, come prima. Se non peggio, visto che il profilo della nuova struttura rovina il placido e intenso tramonto che da sempre si può osservare dalla riva, interrotto, fino ad ora, solo dalla torre.
“È l’ennesimo sopruso del più forte, l’ennesimo furto dei grandi”, si lamenta Laura Mangialardo scrivendo a Repubblica e rivolgendosi al presidente Vendola.
Il paradosso raggiunge il culmine se si considera che l’intera costa da Porto Cesareo a Punta Prosciutto è area marina protetta.
Ma poco male: c’è sempre un piano regolatore vecchio di quarant’anni, di quando Porto Cesareo era ancora una frazione di Nardò, che permette a un albergo di sorgere e cancellare la spiaggia.
Ecco il mostro:

FONTE: La Repubblica
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sabato 8 maggio 2010
Finalmente foto ! ! !
Ricordate il 18 marzo appena passato? No? Mi sembra giusto così!
Il 18 marzo c'è stata la Conferenza internazionale sulla Ricerca sulle Bioenergie dal titolo “Bioenergie. Una carica di risorse rinnovabili”.
Ebbene dopo quasi due mesi, hanno finalmente pubblicato le foto dell'evento!
Per chi volesse dare una sbirciatina, questo è il link. Cliccate su "Vai alla conferenza", e poi andate in fondo al menu di sinistra e cliccate su "Galleria foto".
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martedì 16 marzo 2010
Bioenergie. Una carica di risorse rinnovabili. Conferenza internazionale sulla Ricerca sulle Bioenergie a Lecce
Il 18 marzo 2010 si terrà a Lecce, presso l’Università del Salento, la Conferenza internazionale sulla Ricerca sulle Bioenergie dal titolo “Bioenergie. Una carica di risorse rinnovabili”.
I residui del caffè che hai bevuto stamattina possono produrre 0.5 mJ di energia.La conferenza rappresenta il 2° appuntamento con il mondo della ricerca e dell’Università realizzato nell’ambito del progetto “Energythink. Il futuro del Pianeta, gli scenari dell’Energia” ideato grazie ad una partnership tra Eni e Legambiente con l’obiettivo di condividere competenze
La buccia dell’arancia che hai mangiato a pranzo può produrre 0.9 mJ di energia.
La bustina che hai usato per farti un the caldo può produrre 0.4 mJ di energia.
Le bioenergie sono ovunque intorno a noi!
studentesca.
Data la natura e dei temi che trattati nel corso della Conferenza, si è pensato di dedicare uno spazio alla presentazione delle ricerche degli studenti. Saranno ammessi i lavori di ricerca condotti nell’ambito del tema “bioenergie”, con particolare riferimento ai processi di trasformazione avanzati da biomasse sostenibili.
Potranno partecipare gli studenti dell’ultimo anno (tesisti), i dottorandi e gli assegnisti di ricerca e personale non strutturato impegnato in attività di bio-energyricerca di tutte le università italiane provenienti dalle diverse discipline afferenti al tema trattato. Il candidato dovrà presentare un paper di massimo due cartelle (circa 3.600 battute), contenenti un abstract della tesi/ricerca e la coerenza con i temi della Conferenza. La Commissione giudicatrice sarà presieduta dall’Università del Salento e composta da rappresentanti del mondo della ricerca accademica e privata, tra cui esperti di eni e Legambiente.
I migliori elaborati saranno presentati nel corso della sessione pomeridiana della Conferenza.
Programma e ulteriori info su www.energythink.it
Conferenza internazionale
Le Bio-energie. Una carica di risorse rinnovabili
18 Marzo 2010 – ore 9,15
Università del Salento – Aula Y1 Angelo Rizzo, Campus Universitario
Via per Monteroni – Km 4 Lecce
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martedì 9 marzo 2010
Ponte ponente ponte pì . . .
Come ben spiegato dalle parole di Mario Tozzi, e da Roberto Calabrò nel suo articolo di un mesetto fa “La Sicilia e la Calabria franano, e vogliono fare il Ponte...”, le due regioni interessate vengono giù con estrema facilità, distruggendo interi paesi, e facendo, purtroppo, anche delle vittime.
Notizia di Legambiente del 22 Febbraio scorso è che in Italia ben il 70% dei comuni è ad alto rischio frane, nello specifico il 100% del territorio della Calabria, Sicilia e Valle D’Aosta.Il dissesto idrogeologico in cui l’Italia versa è ormai noto da anni ma finalmente oggi si riescono ad avere dei numeri. Per mettere in sicurezza l’Italia, e quindi tutti i suoi cittadini, servono ben 5 miliardi di euro. Una montagna di soldi, vero. Soldi che noi però utilizzeremo per un’opera, sempre se si farà, come il famoso Ponte sullo Stretto.
E’ giusto che si sappiano alcune cose però.
Nell'ottobre 2005, Impregilo, a capogruppo di una cordata di aziende internazionali, Eurolink S.C.p.A., si aggiudicò l’appalto per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, battendo l'ultima cordata concorrente guidata dalla capogruppo Astaldi S.p.A.. L'offerta finale risultò essere di 3.879.600 di euro. Dopo cinque anni, e senza aver fatto niente, il consorzio Stretto di Messina, ha riconosciuto a Eurolink una maggiorazione del compenso di circa 1.900.000 di euro, arrivando così alla cifra di 4.969.530 di euro. La cifra che servirebbe per mettere in sicurezza l’’Italia. Con questa maggiorazione si è riusciti, tutto in una volta, ad annullare il ribasso del 12% con cui Eurolink si era aggiudicata l’appalto, facendo addirittura crescere il compenso in misura maggiore al doppio rispetto al ribasso. Si è deciso di effettuare questa maggiorazione per “adeguare il valore di base definito con la gara, alla dinamica dei prezzi e costi previsti tra il 2002 e il 2011”, data cioè in cui è prevista l’approvazione del progetto preliminare, progetto che ancora non c’è. In teoria nulla di sbagliato, ma ci sono delle cose che lasciano perplessi. In un periodo relativamente breve, dall’aggiudicazione della gara ad oggi, mentre non si è spostata una sola pietra, la commessa è lievitata del 28%, anche se nello stesso periodo la dinamica dei prezzi non è mai stata così regolare. Un esempio chiarificatore è quello dell’acciaio. Si è giustificato l’aumento del corrispettivo citando “l’eccezionale aumento dei prezzi registrati tra il 2002 e il 2004” e l’inflazione attesa tra il 2002 e il 2011. La cosa strana è che, mentre per i prezzi si valuta l’andamento fino al 2011, per i costi ci si blocchi al 2004. Se solo si fosse considerato il costo dell’acciaio fino al 2009, si sarebbe scoperto che questo è calato moltissimo, facendo prevedere fino al 2011 un assestamento del valore più basso di quello del 2004. E si potrebbero elencare altre cose strane. Come il fatto che mentre la somma da versare a Eurolink è aumentata del 28%, il valore stimato del Ponte è aumentato solo del 3.3%.
Però è bene ricordare che per molti anni si è detto, e quindi si è temuto, di dover pagare a Eurolink delle carissime penali nel caso l’opera fosse bloccata dal governo senza arrivare mai al progetto definitivo. La verità è un’altra. Al consorzio vincitrice della gara d’appalto non sarebbero dovute penali anche se lo stop arrivasse dopo il progetto definitivo e quello esecutivo. Le penali si pagherebbero anche un solo giorno dopo l’inizio dei lavori. E qui casca l’asino. Per il governo, i lavori del ponte sono iniziati il 23 Dicembre 2009 con la prima pietra del progetto di spostamento di un binario nella frazione di Cannitello di Villa San Giovanni. In realtà si tratta di un’opera che avrebbero dovuto fare le Ferrovie, ma che il Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ha dichiarato a luglio di competenza dello Stretto di Messina, facendo rientrare questi lavori nel progetto Ponte. Il 23 Dicembre le ruspe hanno lavorato, fermandosi subito dopo per le feste di Natale, e da allora il cantiere non è andato più avanti, anche perché non esiste un progetto per la variante urbanistica. E non è tutto. I terreni in cui le ruspe hanno iniziato i lavori non sono stati ancora espropriati. Nonostante tutto, su questo abile gioco di prestigio, Eurolink potrebbe, in una futura controversia, fondare la propria base di difesa per la pretesa delle famose penali.
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lunedì 12 ottobre 2009
Bagnetto...
Eccoci di nuovo qua, in pieno ottobre, dopo che l'ultimo post è di fine luglio. Certo che ne è passato di tempo...ma non vi ho abbandanato!
Dopo tutto questo tempo si potrebbe parlare dell'estate, di questo inizio di autunno...uff che noia, il passato è passato!
Però voglio svelarvi un segreto.
Come i miei amici più stretti sanno, io ancora sto alla mia casa di mare, non sono ancora rientrato in "città", e devo dirvi la verità: sto come un pascià. Comunque giorno 7, il giorno del compleanno del mio cuginastro, sono andato a farmi una passeggiata a mare verso l'una. Bhè ragazzi, l'acqua era stupenda e io non sono riuscito a trattenermi. Mi sono spogliato e mi sono fatto un bel bagno ristoratore.
Dopo tutto questo tempo si potrebbe parlare dell'estate, di questo inizio di autunno...uff che noia, il passato è passato!
Però voglio svelarvi un segreto.

Come i miei amici più stretti sanno, io ancora sto alla mia casa di mare, non sono ancora rientrato in "città", e devo dirvi la verità: sto come un pascià. Comunque giorno 7, il giorno del compleanno del mio cuginastro, sono andato a farmi una passeggiata a mare verso l'una. Bhè ragazzi, l'acqua era stupenda e io non sono riuscito a trattenermi. Mi sono spogliato e mi sono fatto un bel bagno ristoratore.
CHE BELLO, CHE GODURIA
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lunedì 3 novembre 2008
Cai + Ilva = Taranto città più inquinata
I soci della cordata Cai per il salvataggio di Alitalia cosa ci guadagnano? E’ una domanda che ci siamo posti tutti quanti. La risposta è semplice: favori dal governo. E non sono solo sospetti, ma ci sono anche i fatti. Atlantia (già Autostrade SpA., del gruppo Benetton), ha ottenuto un adeguamento molto favorevole delle tariffe autostradali. E Emilio Riva (gruppo siderurgico; Riva Acciaio SpA, Ilva SpA,) ha ottenuto la proroga per un altro anno della cassa integrazione a Genova per 550 operai. E mi vorrei soffermare proprio sul gruppo Riva. Il motivo è semplice. A Taranto con l’Ilva si sta giocando con la salute dei cittadini.
Infatti i dati dell’Ines (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti) non ammettono interpretazioni. L’Ines certifica, riferimento al 2006, che Taranto risulta essere la città più inquinata d’Italia e forse del mondo, anche più della cinese Linfen (per la Banca mondiale probabilmente la città più inquinata di tutto il pianeta). Considerando le sostanze più velenose nell’aria Taranto raggiunge 528 punti e la seconda, Livorno, è a quota 101. A Taranto si respira il 92% della diossina prodotta in tutta Italia, il 49% del mercurio, il 67% del piombo. Contribuiscono a produrre queste miscele letali: raffineria, cementificio e soprattutto l’Ilva. La casistica media annovera casi di tumore alla faringe per ragazzi di 13 anni, come fossero accaniti fumatori.

L’Ail (Associazione Italiana contro le Leucemie), è promotrice della sottoscrizione, firmata da oltre settemila cittadini, Non lasciate morire Taranto di cancro, che sembra dare fastidio ad alcuni esponenti della maggioranza. Filippo Berselli (An) e l’ex Ministro della Giustizia Roberto Castelli (Lega) hanno chiesto all’Ail di cancellarli e il senatore Paolo Guzzanti (FI) ha minacciato di denunciare l’Ail per molestie. E’ bene sapere che il limite per l’emissione della diossina, stabilito dal protocollo europeo Aarhus, è di 0,4 nanogrammi al metro cubo mentre nel 2006 il governo Berlusconi aveva fissato il limite a 10 nanogrammi al metro cubo.
Ma non è tutto. Anzi è solo l’inizio.
Il gruppo Riva ha già ottenuto la sconfessione, da parte del governo, dei dati allarmanti rilevati dall’ Arpa (Agenzia regionale per la Protezione Ambientale) sui camini dello stabilimento. I tecnici regionali dovevano esprimersi sulla concessione o meno dell’Aia, (Autorizzazione integrata ambientale) una documento necessario per la prosecuzione dell' attività dello stabilimento siderurgico di Taranto. Invece il ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, li ha rimossi mettendo dei tecnici di sua fiducia. L' Ilva «non ha superato i limiti di legge sulle emissioni della diossina». Questo è quanto detto nei giorni scorsi dal presidente del nuovo comitato tecnico ministeriale che entro marzo dovrà esprimersi sull' Aia. A questo punto il Presidente dalla regione Vendola ha deciso di emanare una legge regionale che imporrà all' Ilva, così come a tutte le altre aziende che producono in Puglia, la riduzione delle emissioni inquinanti.
Gli abitanti di Taranto inoltre dovranno dire addio ai migliaia di alberi che dovevano spuntare tra l’Ilva e la città, e che dovevano ammortizzare gli effetti delle ciminiere. Questa zona cuscinetto, frutto dell’accordo tra l’ex Ministro delle Politiche Agricole e il sindaco Stefàno, dal valore di due milioni di euro (che si sarebbero dovuti trasformare tutti in alberi), sono stati tagliati dall’ nuova finanziaria.
Infatti i dati dell’Ines (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti) non ammettono interpretazioni. L’Ines certifica, riferimento al 2006, che Taranto risulta essere la città più inquinata d’Italia e forse del mondo, anche più della cinese Linfen (per la Banca mondiale probabilmente la città più inquinata di tutto il pianeta). Considerando le sostanze più velenose nell’aria Taranto raggiunge 528 punti e la seconda, Livorno, è a quota 101. A Taranto si respira il 92% della diossina prodotta in tutta Italia, il 49% del mercurio, il 67% del piombo. Contribuiscono a produrre queste miscele letali: raffineria, cementificio e soprattutto l’Ilva. La casistica media annovera casi di tumore alla faringe per ragazzi di 13 anni, come fossero accaniti fumatori.

L’Ail (Associazione Italiana contro le Leucemie), è promotrice della sottoscrizione, firmata da oltre settemila cittadini, Non lasciate morire Taranto di cancro, che sembra dare fastidio ad alcuni esponenti della maggioranza. Filippo Berselli (An) e l’ex Ministro della Giustizia Roberto Castelli (Lega) hanno chiesto all’Ail di cancellarli e il senatore Paolo Guzzanti (FI) ha minacciato di denunciare l’Ail per molestie. E’ bene sapere che il limite per l’emissione della diossina, stabilito dal protocollo europeo Aarhus, è di 0,4 nanogrammi al metro cubo mentre nel 2006 il governo Berlusconi aveva fissato il limite a 10 nanogrammi al metro cubo.
Ma non è tutto. Anzi è solo l’inizio.
Il gruppo Riva ha già ottenuto la sconfessione, da parte del governo, dei dati allarmanti rilevati dall’ Arpa (Agenzia regionale per la Protezione Ambientale) sui camini dello stabilimento. I tecnici regionali dovevano esprimersi sulla concessione o meno dell’Aia, (Autorizzazione integrata ambientale) una documento necessario per la prosecuzione dell' attività dello stabilimento siderurgico di Taranto. Invece il ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, li ha rimossi mettendo dei tecnici di sua fiducia. L' Ilva «non ha superato i limiti di legge sulle emissioni della diossina». Questo è quanto detto nei giorni scorsi dal presidente del nuovo comitato tecnico ministeriale che entro marzo dovrà esprimersi sull' Aia. A questo punto il Presidente dalla regione Vendola ha deciso di emanare una legge regionale che imporrà all' Ilva, così come a tutte le altre aziende che producono in Puglia, la riduzione delle emissioni inquinanti.
Gli abitanti di Taranto inoltre dovranno dire addio ai migliaia di alberi che dovevano spuntare tra l’Ilva e la città, e che dovevano ammortizzare gli effetti delle ciminiere. Questa zona cuscinetto, frutto dell’accordo tra l’ex Ministro delle Politiche Agricole e il sindaco Stefàno, dal valore di due milioni di euro (che si sarebbero dovuti trasformare tutti in alberi), sono stati tagliati dall’ nuova finanziaria.
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martedì 21 ottobre 2008
Nucleare pugliese? NO, grazie!
Voglio agganciarmi al post dello zio Benet <Italy Embraces Nuclear Power> per
informarvi che sabato scorso (18/10/2008) si è tenuto a Manduria una tavola rotonda in cui si è approvato un documento d'intesa che esprime il NO convinto nei confronti del progetto del governo di realizzare una centrale nucleare in zona. A questa tavola rotonda hanno partecipato oltre al sindaco di Manduria, tutti i sindaci dei comuni limitrofi, consiglieri regionali, presidenti delle province, sindacati ecc...
Infatti come tutti saprete, il governo, vorrebbe realizzare una decina di centrali nucleari su tutto il territorio italiano, e uno dei siti "prescelti" è appunto la costa jonica tra Manduria e Nardò. A questo proposito vi rimando a un mio post pre-estivo sulla guida blu stilata da legambiente, in cui risulta che proprio queste due località sono le prime due pugliesi e sono rispettivamente 16° e 5° assoluta a livello nazionale. Il che significa far spofondare tutta la zona salentina che punta sul turismo e sulle bellezze naturali nel baratro più profondo.
Inoltre dovete sapere che la Puglia è energeticamente autosufficiente, anzi dell'energia prodotta in loco, ne esporta ben più dell'80% !!!
In più la Puglia ha puntato quasi tutto sul rinnovabile, tant'è vero che le più grandi industrie mondiali stanno investendo da noi sul solare e principalmente sull'eolico tanto da non poter riuscire a soddisfare l'intera domanda. E tutto questo ha ripercussioni vantaggiosi anche sull'indotto, infatti la danese Vestas ha aperto uno stabilimento produttivo nel tarantino, e altre grandi compagnie dovrebbero seguire a ruota.
Questo governo vuole il federalismo? Bene, allora incominciamo a trattenerci tutta l'energia che produciamo o vendiamola a carissimo prezzo così riempiamo le casse regionali!!!
Naturalmente per quanto mi riguarda questa è solo una stupida provocazione, ma penso che se ci deve essere una scelta di siti per le centrali nucleari, allora queste devono essere fatte con un bel po' di sale in zucca.
Mi raccomando non addormentiamoci, e non aspettiamo che le decisioni prese dall'alto incombano su di noi per fare qualche timida protesta a cui spesso neanche crediamo, ma prendiamo atto della situazione e muoviamoci . . . altrimenti poi ci ritroveremo in questo stato . . .
Infatti come tutti saprete, il governo, vorrebbe realizzare una decina di centrali nucleari su tutto il territorio italiano, e uno dei siti "prescelti" è appunto la costa jonica tra Manduria e Nardò. A questo proposito vi rimando a un mio post pre-estivo sulla guida blu stilata da legambiente, in cui risulta che proprio queste due località sono le prime due pugliesi e sono rispettivamente 16° e 5° assoluta a livello nazionale. Il che significa far spofondare tutta la zona salentina che punta sul turismo e sulle bellezze naturali nel baratro più profondo.
Inoltre dovete sapere che la Puglia è energeticamente autosufficiente, anzi dell'energia prodotta in loco, ne esporta ben più dell'80% !!!
In più la Puglia ha puntato quasi tutto sul rinnovabile, tant'è vero che le più grandi industrie mondiali stanno investendo da noi sul solare e principalmente sull'eolico tanto da non poter riuscire a soddisfare l'intera domanda. E tutto questo ha ripercussioni vantaggiosi anche sull'indotto, infatti la danese Vestas ha aperto uno stabilimento produttivo nel tarantino, e altre grandi compagnie dovrebbero seguire a ruota.
Questo governo vuole il federalismo? Bene, allora incominciamo a trattenerci tutta l'energia che produciamo o vendiamola a carissimo prezzo così riempiamo le casse regionali!!!
Naturalmente per quanto mi riguarda questa è solo una stupida provocazione, ma penso che se ci deve essere una scelta di siti per le centrali nucleari, allora queste devono essere fatte con un bel po' di sale in zucca.
Mi raccomando non addormentiamoci, e non aspettiamo che le decisioni prese dall'alto incombano su di noi per fare qualche timida protesta a cui spesso neanche crediamo, ma prendiamo atto della situazione e muoviamoci . . . altrimenti poi ci ritroveremo in questo stato . . .
venerdì 10 ottobre 2008
Salento, riutillizare le fibre di carbonio
Sarà realizzata a Martignano (LE), una industria tecnologicamente all'avanguardia che consentirà di riutilizzare nel settore aeronautico il materiale ottenuto con il trattamento di scarti di fibre di carbonio.
I lavori inizieranno esattamente tra un anno e costeranno 10 milioni di euro. L'azienda occuperà 70 persone, tra ingegneri e tecnici specializzati. La scelta di Martignano è dettata dalla presenza a Grottaglie (TA) dello stabilimento Alenia, uno dei principali fornitori della Boeing, dove si costruiscono pezzi per il nuovo Boeing 787 Dreamliner, un velivolo pensato e prodotto per essere il più possibile ecologico. La struttura è in fibra di carbonio e plastica rinforzata, invece dell’alluminio, costoso da produrre e difficile da smaltire. Consumerà il 20 per cento di carburante in meno rispetto ai colleghi di vecchia generazione.
I lavori inizieranno esattamente tra un anno e costeranno 10 milioni di euro. L'azienda occuperà 70 persone, tra ingegneri e tecnici specializzati. La scelta di Martignano è dettata dalla presenza a Grottaglie (TA) dello stabilimento Alenia, uno dei principali fornitori della Boeing, dove si costruiscono pezzi per il nuovo Boeing 787 Dreamliner, un velivolo pensato e prodotto per essere il più possibile ecologico. La struttura è in fibra di carbonio e plastica rinforzata, invece dell’alluminio, costoso da produrre e difficile da smaltire. Consumerà il 20 per cento di carburante in meno rispetto ai colleghi di vecchia generazione.
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venerdì 13 giugno 2008
Biocarburanti da rifiuti
Rifiuti? Basta la ricerca!!!
Come sappiamo i biocarburanti oggi impazzano (alcol da mais, biodiesel da palma da olio, ecc), però hanno un grave problema. Ne servono grandissime quanrità e per si sottrae terreno all'agricoltura sfamando il mondo. Mentre si accendo quindi polemiche su polemiche in Germania hanno inaugurato a Friburgo (la città delle energie alternative) il primo impiano industriale della Choren Shell per la produzione di 13500 tonnellate annue di Btl, cioè biodiesel ottenuto tramite pirolisi.In pratica, invece di ricorrere alle colture alimentari per ottenere carburanti tramite spremitura o fermentazione, i tedeschi hanno industrializzato un processo in cui ogni tipo di residuo organico (scart agricoli, forestali e rifuiti urbani), viene scaldato a 1200 gradi centigradi in assenza di aria finchè si spezza in molecole semplici come monossido di carbonio o idrogeno, che formano il cosiddetto gas di sintedi. L'energia necessaria al processo proviene dalla combustione di parte dello stesso materiale di partenza. Il gas di sintesi viene poi ricombinato in forma di idrocarburi (grazie a catalizzatori). In questo modo si ottiene benzina, gasolio o cherosene per aerei di qualità migliore di quelli da petrolio.
Guardiamo e impariamo!
E magari poi imitiamo!!!
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E magari poi imitiamo!!!
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sabato 31 maggio 2008
Guida Blu 2008 di Legambiente

Con le cinque vele è stata premiata Nardò, con un quinto posto assoluto (unica località pugliese nella top ten), e la seconda località pugliese in assoluto, premiata con quattro vele, é Manduria. Se volete la classifica generale per organizzare le vostre vacanze cliccate <qui>.
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